
Don Francesco Gallipoli tra i giovani, con l’arcivescovo Benoni Ambarus
“Prima di tutto, un amico”: la voce dei giovani
Per capire chi sia davvero don Francesco basta ascoltare chi lo ha incontrato sul proprio cammino.
Luca, oggi studente universitario a Bologna, lo dice senza esitazioni: “Prima di tutto don Francesco è un amico. Mi confido spesso con lui e, come me, immagino anche gli altri. Lo sentiamo uno di noi. Ecco perché lo invitiamo ai compleanni e in tante situazioni che riguardano noi giovani. Sa stare al gioco, sa creare un ambiente di amicizia. Ci ha aperto casa e ha fatto di tutto per creare un gruppo”.
Angelo, anche lui universitario fuori sede, aggiunge: “Nell’Azione Cattolica è stato capace di creare una famiglia. Ci ha fatto sentire a casa, soprattutto nei momenti difficili. Se devo parlare di don Francesco, devo parlare del suo mettersi a disposizione, del farci sentire parte di qualcosa di più grande. Anche da lontano lo sento presente. È una di quelle persone che bisognerebbe vivere: è difficile da raccontare”.
Il servizio in Azione Cattolica e la rinascita del MSAC
Da un paio d’anni don Francesco è Assistente Diocesano del Settore Giovani di Azione Cattolica. Uno dei frutti più significativi del suo lavoro è stata la rinascita del MSAC – il Movimento Studenti di Azione Cattolica – dopo oltre trent’anni di assenza in diocesi. Una quindicina di studenti hanno risposto alla chiamata, dando vita a un gruppo vivace e capace di portare la propria voce nella scuola e nella società.
“Grazie al MSAC – raccontano – è migliorato il nostro modo di vivere la scuola: più autoconsapevolezza, più creatività, più capacità di prenderci cura della comunità scolastica. Il motto ‘I care’ di don Milani è diventato stile di vita”.
Nell’ultimo, intenso, mese di scuola (maggio 2024) i ragazzi hanno accolto la proposta di don Francesco visitare alcune comunità della diocesi per coinvolgere gli studenti di terza media e quinto superiore nel percorso Per guardare oltre. A giugno 2024, alla vigilia degli esami, gli stessi ragazzi hanno promosso la serata Notte di lacrime e preghiere, segno di un essere comunità giovane ma matura.

Le esperienze fuori Matera
Tornano spesso nei racconti dei ragazzi le trasferte vissute con don Francesco: la Scuola di Formazione Studenti del MSAC a Silvi Marina (maggio 2023), gli incontri a Pomezia, i campi estivi a Tricarico e Brindisi-Lecce, il campo natalizio a Cava de’ Tirreni a contatto con esperienze di fragilità. E poi Roma, con diverse notti in pullman: dalla Pasquetta 2023 da Papa Francesco ai due Giubilei degli adolescenti e dei giovani tra aprile e agosto 2025.
Sono esperienze che hanno segnato la crescita di molti ragazzi, e in tutte queste occasioni don Francesco è stato presenza discreta ma costante.

Pastorale giovanile e universitaria: l’arte dell’accompagnamento
La pastorale giovanile, per don Francesco, non è solo aggregazione. È anche accompagnamento personale, ascolto, sostegno nei momenti di smarrimento che spesso segnano gli anni dell’università.
È l’esperienza maturata come incaricato – per alcuni anni – del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile e del Centro Diocesano Vocazioni e tutt’ora come responsabile della Pastorale Universitaria e rettore della cappellania.
Don Francesco ha sempre mostrato una seria attenzione verso le sfide che i giovani portano con sé. Lo pensa sr. Milena Acquafredda, che ha collaborato con lui per diversi anni, prima nella pastorale giovanile e universitaria della diocesi e poi come collega di religione al Liceo Classico “Duni-Levi”. “È un sacerdote – racconta – che sa ascoltare le inquietudini dei giovani, offrendo una guida umana e spirituale che non giudica, ma illumina il cammino di chi sta costruendo il proprio futuro”.

Proprio il Duni è, da oltre un decennio, uno dei luoghi privilegiati in cui don Francesco incontra quotidianamente miriadi di giovani: “A scuola – prosegue sr. Milena – ho apprezzato molto la sua capacità di incontrare e accogliere i ragazzi in ciò che vivono, studiano e sognano, dando loro fiducia sempre. La sua presenza serena e attenta ha aiutato tanti giovani a sentirsi visti, ascoltati, accompagnati”.
E una leadership che accompagna è quello che di lui testimoniano anche Sergio e Valeria Di Pede, direttori dell’Ufficio di Pastorale Familiare della nostra Diocesi, raccontando la loro collaborazione con lui nei percorsi di preparazione al matrimonio: “Don Francesco è un sacerdote che sa parlare alle giovani coppie e ai giovani in generale. Ha la dote di utilizzare un linguaggio semplice, ma profondo nei contenuti e che riesce a farti comprendere subito argomenti a volte complessi e ostici. Alla conclusione dei percorsi don Francesco è tra i relatori che più colpiscono i ragazzi per il suo linguaggio giovane e colpisce il porsi ‘al loro livello’. E’ sempre stato propositivo nell’organizzazione degli incontri e giustamente critico, schietto quando la situazione lo richiedeva, sempre attento ai bisogni reali”.

Il legame con la scuola e la responsabilità dell’Ufficio IRC
L’insegnamento della religione cattolica è un altro ambito centrale del suo ministero. Come direttore dell’Ufficio IRC coordina 73 docenti di religione della diocesi, un compito che richiede equilibrio tra esigenze istituzionali di assicurare ad ogni istitusto scolastico i docenti con il profilo più consono e attenzione alle persone.
“La sua cifra è la pacatezza e l’equilibrio – afferma Franca Perrone, che lo affianca nel lavoro – uniti a un ascolto autentico e alla cura delle relazioni. Non mancano i colloqui personali con i docenti, quando necessari per conoscerne motivazioni, bisogni e storie”.
Parroco di San Giovanni Battista a Matera: una comunità in dialogo
Ma don Francesco è anche parroco di San Giovanni, e in questo ruolo emerge con evidenza la sua attenzione concreta e quotidiana all’intera comunità che gli è stata affidata. La sua cura ha un tratto quasi paterno e parte dagli adulti – genitori, catechisti, educatori – per poi raggiungere i giovani, i bambini e persino gli anziani della parrocchia. Uno dei suoi obiettivi principali è stato quello di favorire il dialogo tra le diverse generazioni, valorizzando esigenze e sensibilità differenti come risorsa per la crescita personale e comunitaria.
Questa visione si traduce in una comunità che cammina insieme, dove adulti e giovani – custodi della tradizione e protagonisti del presente – trovano spazi di incontro nei momenti spirituali e conviviali che scandiscono la vita parrocchiale.
Le riflessioni curate e profonde con cui accompagna le assemblee liturgiche domenicali sono segno di una fede altrettanto profonda. Don Francesco è parroco propositivo, che trasmette gioia e pacatezza, quella virtù che quando è mista a una giusta dose di gioia è tanto necessaria nel mondo d’oggi. lavora in sinergia con le “sue” catechiste.

Un ministero che si allarga: vocazioni e servizio alla fragilità
Inoltre, dal 2002 don Francesco è assistente ecclesiastico del Serra Club di Matera e dal 2023 membro della Fondazione Lucana Antiusura “Mons. Vincenzo Cavalla”. Due impegni che testimoniano un ministero attento alle fragilità e alla promozione delle vocazioni.
“Uniti nel dono” per aiutare i sacerdoti con le offerte deducibili
Don Francesco Gallipoli, tra 31mila sacerdoti della Chiesa italiana, è uno di quelli che vive per i giovani e guida con fedeltà la comunità affidatagli, con una vita quotidiana equilibrata, coerente, fatta anche di sacrifici spesso invisibili, offerti come atto di amore a Dio e alla Chiesa. Ogni sacerdote lo fa secondo il proprio carisma e si sforza di testimoniare il Vangelo e portare pace e speranza: e noi siamo chiamati a essere “Uniti nel dono” per loro per aiutare il prossimo.
Le offerte deducibili e l’8xmille sono i due pilastri che sostengono il sistema di sostentamento del clero e delle opere della Chiesa, in particolare quelle di carità. In molti casi, come per don Francesco, i sacerdoti non trattengono per sé le offerte ricevute per la celebrazione dei sacramenti.
Sul sito www.unitineldono.it è possibile leggere altre storie di solidarietà come la sua, segni di misericordia tra la gente, esempi autenticamente evangelici.
Per contribuire:
- Carta di credito sul sito www.unitineldono.it o chiamando il numero verde 800 825 000;
- Bonifico bancario – IBAN: IT 33 A 03069 03206 100000011384 – causale: “Erogazioni liberali art. 46 L.222/85”;
- Conto corrente postale n. 57803009.

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