
I riflettori del mondo si accendono sulle vette di Milano-Cortina e l’Italia, con ben 22 medaglie (8 ori, 4 argenti e 10 bronzi), si piazza al secondo posto dopo la Norvegia.
Per la comunità cristiana, guardare ai Giochi significa riscoprire lo sport come quel «linguaggio universale» capace di abbattere ogni barriera. Così Papa Leone XIV, nella sua lettera «La vita in abbondanza» in cui ribadisce che lo sport non è un semplice passatempo, ma uno strumento per «costruire ponti dove il mondo innalza muri», offrendo una grammatica comune di pace in un tempo segnato dai conflitti.
Il Pontefice non parla da teorico: la sua mai abbandonata passione per il tennis testimonia una visione dell’attività sportiva come cura integrata di anima e corpo. Una dimensione che brilla anche nella figura di san Pier Giorgio Frassati, il giovane “delle vette”, recentemente canonizzato, che vedeva nella fatica della salita un esercizio di ascesi. Per Frassati, come per gli atleti olimpici, ogni sfida è un invito a puntare “verso l’alto”, incarnando l’esortazione dell’Apostolo Paolo: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede» (2Tm 4,7).

Quaresima: tempo di preparazione alla Pasqua
Questo richiamo al superamento di sé ci interpella direttamente alla vigilia della Quaresima. Se l’atleta si prepara con disciplina alle gare, in questo tempo “forte” in preparazione alla Pasqua la Chiesa ci invita in modo particolare alla revisione di vita, attraverso la carità, la preghiera, il digiuno che ci irrobustisce nel desiderio di bene.
Nel suo messaggio per la Quaresima 2026, il Papa suggerisce di intensificare l’ascolto della Parola, da cui discende anche la capacità di un ascolto “orizzontale” verso il prossimo e, soprattutto, la capacità di “disarmare il linguaggio”.
In questo solco ha senso aderire alle proposte diocesane in cantiere per questo tempo di Quaresima, come le liturgie penitenziali presiedute dall’Arcivescovo in tre diverse località o il weekend per i giovani (18-30 anni): “E fissatolo lo amò… Lo sguardo che cambia la vita”, con don Fabio Rosini (21-22 febbraio, Casa Sant’Anna).
Sempre nel tempo di Quaresima, la diocesi vivrà un altro evento di grazia: l’ordinazione presbiterale di dom Michele M. Nachiro (sabato 21 marzo, Santuario di Picciano).
800 anni di Francesco d’Assisi: anno giubilare
Siamo nel pieno degli 800 anni dalla morte di san Francesco (1226-2026). Papa Leone ha concesso l’indulgenza plenaria fino al 10 gennaio 2027. Non poteva essere diversamente: fu proprio il Poverello di Assisi a chiedere alla Chiesa il dono della misericordia perenne per chi si fosse recato alla Porziuncola nei primi giorni di agosto (“Non anni, ma anime!”).
Per ottenere l’Indulgenza, i fedeli sono chiamati a:
- Pellegrinare verso una chiesa francescana o un luogo dedicato al Santo;
- Vivere i sacramenti (Confessione e Comunione) pregando secondo le intenzioni del Papa;
- Rinnovare la fede attraverso il Credo e il Padre Nostro.
Inoltre, dal 22 febbraio al 22 marzo ci sarà l’ostensione straordinaria delle spoglie di San Francesco nella Basilica inferiore di Assisi (alcune parrocchie, tra cui quella di San Paolo Apostolo il 21-22 febbraio, stanno già organizzando degli autobus per l’evento).
Che questo centenario non sia una memoria inerte, ma un incontro vivo. Possiamo riscoprire la figura del patrono d’Italia anche attraverso la lettura storica di Alessandro Barbero (“San Francesco”) o saggistica di Aldo Cazzullo (“Francesco. Il primo italiano”).


Ricordiamo, infine, che dal 2026 il 4 ottobre tornerà a essere festività nazionale: un’occasione preziosa per testimoniare civilmente i valori di pace e custodia del creato che il nostro Patrono ci ha consegnato. Ma ancor prima il Vangelo, che per Francesco doveva essere unica regola per i frati.

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