Ministri straordinari della comunione. Ritiro di Quaresima: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico…”

Giornata attesa, occasione di riflessione e arricchimento l’intensa giornata di ritiro che si è svolta nel salone della Parrocchia di San Giuseppe Artigiano in Matera il 1° marzo, seconda domenica di Quaresima. Guida d’eccezione il vescovo Benoni. Tanti gli spunti offerti; tra tutti, l’invito a essere ministri di consolazione. Luogo importante di conoscenza reciproca e di confronto è stato il pranzo. Arricchente il momento finale di condivisione.

Significativo momento formativo e spirituale promosso dall’Ufficio Liturgico Diocesano il ritiro di Quaresima per i ministri straordinari della comunione: 217 “angeli” che visitano le case dei nostri nonnini o che, in punta di piedi, entrano nelle stanze degli ospedali e delle RSA della nostra diocesi.

Relatore di eccezione e animatore di questa giornata: l’arcivescovo Benoni.

Questi momenti formativi e di preghiera che, ormai da anni, sono diventati un appuntamento prezioso e atteso per quanti svolgono questo delicato ministero come servizio alla Chiesa, sono contraddistinti sempre da tanta gioia, dalla bellezza del ritrovarsi, confrontarsi e condividere.

Il brano proposto da mons. Ambarus per la riflessione è stato quello del buon Samaritano (Lc 10,25-37).

Prima di entrare nel cuore del brano e farlo assaporare, l’arcivescovo ha proposto un utile esercizio di riflessione personale. Dopo essere stato invitato a chiudere gli occhi e a rilassare gambe e braccia, ciascuno dei presenti è stato chiamato a fare memoria dei propri momenti personali in cui si è sentito malcapitato, incompreso, deluso, scoraggiato. Un esercizio efficacissimo per partire da sé, per evitare che siano sempre altri a doversi mettere in discussione.

Nella riflessione profonda, in cui ha spezzato il pane della Parola, il vescovo ha posto in evidenza i dieci verbi presenti nel racconto dell’uomo che scendendo da Gerusalemme a Gerico viene aggredito, spogliato, derubato e abbandonato lì per terra.

Giunseebbe pietàfasciòversòlo condussesi prese curalo mise sulla propria cavalcaturaprese due denari e li diede

I “nuovi” dieci comandamenti su cui si gioca tutta la vita del cristiano.

Prima l’olio, poi il vino: il ministero della consolazione

Di profondo significato la sequenza dell’olio e del vino, usati prima l’uno e poi l’altro per curare le ferite. È la logica dell’amore attenta a versare per primo l’olio della consolazione sulle ferite del malcapitato che sarebbe altrimenti distrutto se gli si versasse subito il vino. Prima Dio perdona, e poi, da grande pedagogo, ci racconta e ci fa capire dove abbiamo sbagliato: il suo è un Amore preventivo, e poi correttivo. Il ministro straordinario della comunione, prima che portare Gesù Eucaristia nelle famiglie dove è presente un ammalato, un anziano, una persona fragile…, deve porsi a servizio di ascolto, di consolazione, di riconoscimento dell’altro.

Tutto con grande apertura del proprio cuore, per donare senza pregiudizio alcuno, partendo sempre dalla consapevolezza che quando una persona sta male è molto difficile riuscire a stargli vicino senza ferirlo ulteriormente.

Superare le resistenze con una sovrabbondanza di amore

Il ministro straordinario – ha sottolineato ancora il vescovo – vive un rapporto speciale con l’Eucaristia, un rapporto ascendente e discendente.

A Lui si portano tutte le fatiche, le lacrime, le sofferenze, il grido di chi non ha speranza. Il ministro grida al Signore: tutto questo lo presentiamo a Te, perché diventi per noi, per loro sacrificio di salvezza. Chiamati a gettare le reti per pescare tutto il dolore, anche quello che non si vede, che si nasconde dietro un sorriso non autentico.

Nel movimento discendente, i ministri, nel ricevere Gesù e portarlo nelle case dei più fragili, offrono prima di tutto il Pane spezzato e condiviso che è nei loro cuori. Nutrono le persone con la propria stessa vita! Per questo non è immediatamente urgente e necessario che ci si presenti nelle famiglie con la comunione eucaristica: occorre prima di tutto diventare tessitori di relazione, ricordarsi che la pazienza dell’evangelizzazione chiede che venga versato l’olio della consolazione e non un accanimento di una falsa vicinanza. Solo la sovrabbondanza dell’amore fa superare le resistenze.

Prendersi cura degli altri significa, in un certo senso, delineare anche l’identità del ministro straordinario decidendo chi e come si vuole essere ed agire e senza mai dimenticare i momenti in cui si è stati malcapitati.

I ministri straordinari della comunione della diocesi di Matera-Irsina al termine del ritiro

Compassionevoli e straordinari consolatori in un tempo assetato di Dio

Il verbo “consolare”, lo ricorda la stessa etimologia, è un termine di altissima umanità, che segna forse il punto più alto di comunione con la persona a cui non si può risolvere né guarire qualcosa, ma di certo lenire, con una profonda concentrazione d’amore. Perciò è davvero importante sentirsi per primi malcapitati! Solo chi ha fatto l’esperienza di essere consolato nei momenti più tristi può consolare senza riserve e secondo il cuore stesso di Dio.

Ministri di consolazione e non distributori di un qualcosa che potrebbe rischiare di diventare pura abitudine.

Avere gli occhi spalancati sulla logica dell’Amore e sullo scorrere del tempo che fa della storia di questo meraviglioso ministero una diaconia particolare, in cui diventa urgente cogliere anche nel dolore e nelle ferite, i segni di una lontananza da Dio, di una secolarizzazione, della incredulità che richiedono tanto ascolto, pazienza e assenza di pregiudizio. Questo è anche il tempo in cui guardare a questo ministero con occhi nuovi. Essere Eucaristia, pane spezzato in briciole di amore, di condivisione, di ascolto e di silenzio. La consolazione nasce dall’incontro con Dio. È un auspicio per tutti i nostri cari ministri straordinari della comunione. Li definiamo straordinari per i motivi noti, ma auguriamo loro che siano straordinari nell’arte della consolazione, perché nella custodia dove pongono Gesù Eucaristia ci sia sempre anche una misura pigiata e traboccante di olio!

Buon cammino, per passare dall’essere malcapitati al raggiungere la locanda della consolazione.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.