La festa del Santissimo Salvatore è giunta al termine, tra momenti di preghiera e di svago per bambini e adulti. Ma è stata soprattutto l’occasione per condividere con l’intera comunità di Irsina la festa di chi dovrebbe essere al centro della vita di ogni cristiano: il Signore Gesù Cristo, nostro Salvatore.
Ogni giorno della novena è stato un toccasana per l’anima dei credenti, grazie alla celebrazione eucaristica e ai tanti spunti offerti nelle omelie dei vari sacerdoti che si sono susseguiti; con il loro passaggio hanno lasciato un prezioso messaggio da custodire nei cuori e da mettere in pratica quotidianamente.
Ogni celebrazione è stata animata da un diverso gruppo della parrocchia. Viva è stata la partecipazione dei bambini e dei ragazzi dell’Anspi nell’animare l’Eucaristia presieduta dal Presidente Regionale Anspi, don Carmine Lamonea (della diocesi di Potenza-Muro L.-Marsico N.). Una presenza vista da alcuni fedeli come un segno di speranza, per incoraggiare i più piccoli a partecipare più attivamente all’Eucaristia.
E che dire della testimonianza di guarigione della signora Antonietta Raco, avvenuta a Lourdes? Una storia che ha dell’incredibile e che ha coinvolto profondamente i presenti durante l’adorazione eucaristica guidata da don Antonio Mattatelli la sera del 5 agosto.


Particolare è stata la serata successiva, dedicata al tema della violenza contro le donne, che ha gremito piazza Don Vito Manfredi di un pubblico attento ai relatori — psicologi, politici, giornalisti, avvocati e sacerdoti —, unito dalla preoccupazione per chi non ha il coraggio di denunciare. Un incontro al termine del quale tutti i presenti sono usciti con una consapevolezza e una convinzione rafforzate.
Un nuovo comitato, a mandato triennale, ha dato alla comunità il ritmo giusto per aggregarsi intorno al festeggiato. È stata un’edizione capace di rinnovare i ricordi dei primi anni della festa con il “canta-bimbi”, il recital – oggi diremmo il musical – e la serata con il cantante, prima che i ragazzi di un tempo prendessero altre strade e si notasse la mancanza di una nuova squadra di adulti capace di coinvolgere i più piccoli, lasciando il posto esclusivamente ai numerosi eventi civili che, talvolta, hanno rimpiazzato le feste religiose sentite come stantie, poco attraenti e a ragione privandole di forza-lavoro.


È stato don Peppe Calabrese, dal 2021 parroco al Santissimo Salvatore in Irsina, a voler riportare la festa agli antichi splendori, reclutando giovani entusiasti e desiderosi di mettersi in gioco: per molti di loro un’occasione per riavvicinarsi alla vita della Chiesa.
La festa quest’anno ha assunto un’importanza particolare, ricorrendo il 60° anniversario dalla fondazione della chiesa parrocchiale dedicata proprio a Gesù Salvatore.



Scrivi un commento