In questi giorni, sono entrate nel vivo le celebrazioni per il terzo centenario della nascita di San Gerardo Maiella, patrono della Basilicata. Papa Leone, nel suo messaggio inviato in occasione di questa ricorrenza, ha sollecitato i lucani a farsi “protagonisti di bene” nel territorio.
È un chiaro invito a intervenire senza esitazioni per modificare significativamente la realtà locale e per affrontare i tanti problemi che la affliggono. «Siate artefici di un cambiamento» ha scritto il Papa.

Bisogna dire che le parole di papa Leone trovano un terreno sicuramente fecondo nella religiosità popolare di questa regione, che sempre ritrova, attorno ai suoi santi protettori, la sua unità e il modo di esprimere pubblicamente la propria fede. Lo abbiamo visto in maniera impressionante proprio nei giorni scorsi, in occasione della festa di San Rocco, celebrata con straordinaria partecipazione di popolo e con tanto fervore in numerose comunità della regione.
Tra i tanti problemi della regione, rispetto ai quali il Santo Padre auspica un radicale cambiamento, il più spinoso è indubbiamente quello della denatalità, il cosiddetto inverno demografico, causa primaria del fenomeno altrettanto angoscioso dello spopolamento del territorio, fenomeno che sta mettendo in ginocchio la comunità regionale.
Gli esperti ritengono che addirittura, almeno in determinate aree della nostra regione, sarebbero venute meno le minime condizioni per provare a invertire questa disastrosa tendenza allo spopolamento. Rispetto alla quale, si conclude amaramente, non ci sarebbero strade praticabili, non ci sarebbero concrete risposte.
Eppure, basterebbe soltanto affacciarsi al santuario di san Gerardo Maiella a Materdomini, per rendersi conto che la risposta al problema del calo delle nascite potrebbe venire proprio dalla fede. In questo santuario, quello che balza subito agli occhi è che il cosiddetto inverno demografico non ha toccato affatto questo luogo; semmai, qui è piena primavera. Lo spettacolo della cosiddetta “Sala dei fiocchi” che si può vedere a Materdomini è infatti l’esatto contrario del calo delle nascite: migliaia, forse decine di migliaia, di fiocchi pendono dal soffitto di questo luogo sacro.
È una festa di fiocchi rosa o celesti, quei fiocchi che si è soliti esporre all’ingresso delle abitazioni per annunciare una nascita. E non soltanto si vedrebbero quei fiocchi, segno di gioia e di gratitudine per delle nuove vite; ma fotografie, anche queste numerosissime, lasciate come ex voto da tante mamme, da tante coppie di sposi, che attribuiscono all’intercessione di san Gerardo la grazia di un bambino, quando per loro una nascita sembrava del tutto negata.
San Gerardo è invocato infatti dalle donne che non riescono ad avere bambini. E a Materdomini si può vedere quanta grazia concede il Signore a chi prega con fede, quante nuove vite sono state donate. Tanto da far dimenticare l’inverno demografico.

Foto Gallery Sistema Irpinia, Provincia Avellino
Il paradosso della “Sala dei fiocchi” dovrebbe sollecitare non soltanto la fede, come si vede operare nella religiosità della gente semplice, ma la società lucana nel suo complesso, compresa la politica. Deve portare a credere che una rinascita sia possibile, a credere in una inversione di tendenza, a sperare in una significativa ripresa della natalità.
Certo, nessuno può aspettarsi dalla politica ciò che attiene esclusivamente a un ordine soprannaturale come avviene con san Gerardo, ma ai politici si può chiedere, a buon diritto, che accolgano le parole del Papa quando indica una strada.
«Guardate a Gerardo» dice il Papa, «e vedrete la bellezza di un Dio che si china sulle fragilità umane. Egli, che fu chiamato “il pazzarello di Dio”, interceda per voi affinché sappiate vivere con quella follia d’amore evangelico che sola può cambiare il mondo».
Per far fronte a questo angoscioso problema della denatalità, sarebbe bello se il necessario intervento della politica, mettendo in campo tutti gli strumenti che ha a disposizione, possa andare a saldarsi alla fede della Chiesa e alla devozione popolare per san Gerardo. Perché non si chiudano gli occhi su questa ferita che segna profondamente la vita di quei lucani che vedono i giovani strappati alle loro famiglie per andare a vivere altrove, che priva tanti anziani della gioia di vedere crescere i propri nipotini. Nessun giovane dovrebbe avvertire che nella comunità dove è cresciuto non c’è posto per lui.
Cosa si dovrebbe fare, in concreto? Si dovrebbe accogliere la sollecitazione del papa a essere “protagonisti di bene”. E chiedere alla politica di fare il possibile e l’impossibile perché questi “protagonisti” possano raggiungere quel bene che ricercano.
Ma chi sono questi protagonisti? Anche questo ce lo indica con chiarezza papa Leone nel bellissimo messaggio per il Giubileo Gerardino: «Mi rivolgo in particolare ai giovani della Basilicata. San Gerardo ha vissuto una giovinezza ardente, segnata da fatiche ma illuminata da una gioia contagiosa. Cari giovani, vi incoraggio a scoprire la bellezza di una vita che, donata agli altri, viene moltiplicata per amore e senza limiti. Non lasciatevi rubare la speranza dalle ombre del precariato o dalla tentazione di abbandonare le vostre radici. Gerardo insegna che si può essere protagonisti di bene nel proprio territorio, modificando la realtà locale con la forza della preghiera, con la solidarietà e la creatività. Siate artefici di un cambiamento locale, nella consapevolezza che le zone periferiche possono trasformarsi in laboratorio di innovazione e di fraternità, facendo rete. È necessario favorire una collaborazione strategica tra diversi attori del territorio – associazioni, cittadini, imprese, realtà educative, istituzioni civili ed ecclesiali – per affrontare insieme problemi complessi in vista di una rigenerazione sociale».
Come sollecita il papa, tutte le realtà del territorio – associazioni, cittadini, imprese, realtà educative, istituzioni civili ed ecclesiali – si mettano dunque a servizio dei giovani, cercando di cogliere le loro speranze e sostenendoli, perché possano diventare protagonisti nelle loro comunità e possano riscoprire la bellezza di una vita che rifiorisce. E, con questo, siano finalmente artefici della rigenerazione del loro territorio.
Le celebrazioni religiose per San Gerardo Maiella

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