Il Prof. Giuseppe Cascione ha individuato nel libro due parole chiave: legami e comunità. Il Vescovo di Cassano all’Ionio, Mons. Francesco Savino, invece, lo ha fatto utilizzando tre semplici avverbi: dentro, insieme, oltre.
Semplici coordinate grammaticali le ha fatto diventare un potente, grandioso manifesto esistenziale, capace di raccontare e raffigurare il percorso di una intera vita: quella di Aldo Lobello, fatta di impegno, servizio, testimonianza. Sono tre tappe, ma sono tutte interconnesse. Aldo fu cittadino, credente, cristiano, uomo. Avverbi che si uniscono due volte al verbo vivere: visse dentro, visse insieme e una volta al verbo vedere, vide oltre!
Tutto è il frutto della sua formazione di base, della sua scelta di fede, nata e fatta crescere nel cammino di formazione giovanile, spirituale, acquisendo consapevolezza e il senso della fedeltà e del servizio alla Chiesa. Sono le sue fondamenta, la sua profonda spiritualità, vissuta, partecipata con contagiosa gioia. Sì, sono qui!
Visse dentro la spiritualità da credente laico, a partire dalla sua vita interiore, ciò che attiene al senso, al fine per cui si vive. Mise tutto insieme, tutto unito dalla preghiera; fu mendicante del Cielo; lavorò per le opere di giustizia. Pregare e operare per le opere di giustizia, era la sua vita interiore. Fu cattolico democratico, fu vero laico, con la schiena dritta, da adulto.
Fu l’uomo del CON. Visse CON, insieme, impegnato a tutelare il grande valore della comunione, della condivisione, della solidarietà nella Chiesa e nella Città degli uomini, della capacità di camminare insieme, collaborando nella fatica, gioendo per il lavoro fatto.
Citando padre Ernesto Balducci, Aldo è ben rappresentato da quella famosa immagine: in una mano il giornale, nell’altra la Bibbia. Insieme, l’avverbio della relazione, un grande impegno. Cielo e terra vanno insieme. Aldo fu totalmente dentro il Concilio Ecumenico Vaticano II, in quel Concilio che dopo sessant’anni tarda ancora a realizzarsi. Appassionato conoscitore dei Documenti conciliari, studiati, presentati a laici e consacrati con un entusiasmo ed una passione unica. Con consapevolezza e fedeltà.
Vide oltre, aveva una sua visione. Fu profeta. Trasgredì, anticipò il futuro nel qui e ora del suo vissuto.
Fu studioso, conoscitore, docente e maestro della Dottrina Sociale della Chiesa. Le sue responsabilità diocesane, regionali, nazionali lo confermano.
Indimenticabili gli incontri nella Consulta Pastorale Sociale e del Lavoro, del Consiglio Pastorale Diocesano nei cui lavori stavamo quasi sempre insieme. Decenni di riflessioni, di incontri, di dibattiti, di confronti, di lavoro preparatorio per dibattiti, convegni e lavori i più diversi.
Ma, gli appuntamenti memorabili sono quelli con l’Arcivescovo, mons. Mariano Magrassi, guidati, noi, da Aldo e da don Giovanni Pedone, allora segretario dell’Arcivescovo e guida spirituale della nostra Consulta.
Ricordo che Aldo ci riuniva in arcivescovado, a casa dell’Arcivescovo! L’orario serale, tardi, agevolava il nostro incontrarci. Eravamo tutti lavoratori impegnati: nei Sindacati, nelle Aziende, nella Scuola, nelle Associazioni Imprenditoriali, al lavoro in tante attività produttive.
Impostammo un lavoro sistematico con il nostro Vescovo. Gli chiedemmo di farci un’analisi di ciò che lo colpiva nelle visite pastorali, le problematiche verificate nel territorio e soprattutto quelle emergenti, quelle che potevano divenire oggetto di “Messaggi dell’Arcivescovo”. Ne parlava con noi e ci richiedeva una riflessione organica, completa, con proposte. Aldo era il vero protagonista, spaziava a tutto campo, come faceva nella sua attività professionale, capace di coinvolgere e far partecipare. Soprattutto, sapeva dar corso alle riflessioni con proposte concrete da fornire all’Arcivescovo.
Ricevute le nostre riflessioni, il Vescovo dopo una settimana ci incontrava per renderci partecipi di ciò che intendeva proporre alla riflessione comune con il messaggio, fino a darci in anteprima il messaggio finale stesso. Uno straordinario metodo di lavoro, coinvolgente, partecipato, che oggi è definito sinodale!
Concludendo la sua ampia riflessione tutta riferita ai documenti del Concilio, mons. Savino ha chiesto a tutti: e noi oggi dove stiamo? Cosa abbiamo scelto? “Balconite”, “divanite”, “poltronite”? Viviamo il tempo della disumanità. Reagiamo a quello che Norberto Bobbio nel suo ‘Etica e Politica’ del 1986 definì “il tradimento dei laici”.

Nel suo intervento l’onorevole Rosy Bindi ha tra l’altro detto: “Aldo ha unito, nella sua ricca esperienza di vita, l’appassionato impegno professionale, tutto dedicato a tracciare linee di sviluppo per il territorio pugliese e meridionale, e il servizio alla Chiesa”.
Riferendosi specificamente al volume di Lobello ha continuato: “In queste pagine è tracciato il ritratto di un credente laico, di un cristiano adulto cresciuto nell’Azione Cattolica e nella Fuci nel tempo del Concilio e dei grandi cambiamenti sociali e culturali degli anni 60-70”. Ed ancora: “Laico radicato nella sua Chiesa, sempre in dialogo con i suoi vescovi, e cittadino credente inserito nella città degli uomini che ha servito con competenza e gratuità”. Ed infine: “Libro da leggere senza nostalgie, bensì come fonte di speranza e di impegno per restituire al tempo presente il rispetto assoluto dell’umana dignità.”



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