Ha aperto i lavori Giannino Romaniello, presidente dei CSV Basilicata, parlando del ruolo di Matera, come generatrice della cultura del dialogo, nel sud del Paese e nel mondo. Durante la sua relazione, Romaniello ha evidenziato la necessità di contrapporre al sovranismo la cultura dell’attenzione ai bisogni dell’altro e ha aggiunto che non deve passare l’idea della forza come motore delle scelte compiute nel mondo, con le varie lobby a perorare le scelte di parte. Conclude con l’affermazione che il Mediterraneo deve tornare ad essere un luogo di dialogo e di pace, concedendo fiducia ai giovani come motore di trasformazioni.
Carmen Lasorella, famosa giornalista corrispondente di guerra, coordinatrice e relatrice del progetto, ha rammentato la necessità da parte dei giovani di essere consapevolmente informati e protagonisti nel cercare le fonti di informazione, per poter affrontare il reale con i mezzi più adeguati.
Ha, inoltre, rimarcato la necessità della loro diretta partecipazione al dialogo, come strumento di raggiungimento di una pace consapevolmente conseguita, pur in un’epoca di profondi cambiamenti e di presenza di conflitti nel mondo (ben 50 contemporaneamente), e grandi tensioni nel Mediterraneo, dove oggi sono presenti diverse flottiglie armate di vari paesi, che non hanno più una valenza deterrente, ma costituiscono prove muscolari per affermare le proprie sovranità militari e culturali.
La chiave di volta, invece, per il raggiungimento della stabilità, consiste nella tolleranza verso le altre culture.
Il sindaco Antonio Nicoletti ha rappresentato la comunità di Matera come quella che storicamente, e nel presente, ha sempre dimostrato tolleranza nei confronti dell’altro, dell’ospite. “E’ pregnante, nella nostra comunità – ha aggiunto – la cultura del volontariato come percorso fattivo, per andare incontro ai bisogni dell’altro”.
E’ seguita una dissertazione di Carmen Lasorella, sul significato e le conseguenze delle guerre ai nostri giorni, soffermandosi sulla sempre maggiore spersonalizzazione delle azioni di guerra (impiego dell’IA, spregio verso i possibili danni collaterali, ecc.), sul maggior potere dei governi guerrafondai, mancando i dovuti controlli verso il potere esecutivo, e comunque, l’impiego della forza come mezzo di sottomissione dei popoli.
Dalle sue argomentazioni è emersa la necessità di fornire alle comunità un’informazione sensibile ed obiettiva rendendole consapevoli dell’uso dei necessari strumenti decisionali. Ma ha anche espresso l’opinione che le migrazioni sono una condizione fisiologica, nell’odierno contesto internazionale, e che bisogna ricercare occasioni di dialogo e non di rifiuto.
Il ruolo dei Paesi ospitanti deve essere quello di accogliere queste fragili persone, provenienti dalle esperienze più negative nei loro Paesi, non facendosi condizionare dalla controinformazione che sostiene spesso, per motivi politici, che i migranti delinquono, attentano all’integrità della nostra cultura e quindi costituiscono un rischio per l’Occidente. Insomma lo scopo è quello di infondere paura tra i cittadini. Per altro verso i governi, nell’illusione di poter fermare questo esodo di sfortunati, stipulano accordi con i Paesi rivieraschi per l’istituzione di centri di raccolta, da dove, per i metodi di gestione che vengono usati, solo per miracolo possono uscirne ancora vivi.
In videocollegamento da Gaza, poi, il dott. Giorgio Monti, volontario Emergency, ha illustrato la drammatica situazione di quel luogo di sofferenza, dove sono rimaste in piedi poche case, sono stati distrutti il 98% degli ospedali, ci sono state 73.000 vittime, le infezioni sono dilaganti e dove occorrono 71,4 mld per la ricostruzione.
E’ poi intervenuto in videocollegamento da Gerusalemme il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini che ha parlato della necessità del volontariato, che mette a disposizione energie, capacità e risorse proprie.
Nel pomeriggio i ragazzi coinvolti nel volontariato si sono riuniti nei vari gruppi di lavoro, coordinati da personale specializzato, ed hanno espletato le loro esperienze dirette facendo ben sperare nel futuro della nostra Regione.
I rappresentanti di CSV, 3 settore Basilicata, della cooperazione sociale, sono stati concordi nell’affermare che il ruolo del volontariato nel raggiungimento della pace è quello di valorizzare la fantasia, il dialogo, la tolleranza, l’ascolto, l’informazione consapevole.
Mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, ha concluso i lavori parlando dei comportamenti minimi quotidiani che influenzano poi necessariamente le scelte macro, anche a livello politico-istituzionale.


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