È dal 1926 che, per volontà di Papa Pio XI, si celebra nella penultima domenica di ottobre in tutte le Chiese del mondo questa giornata della “cattolicità” e della “solidarietà universale” tra le Chiese sparse in tutto il mondo. È la Giornata in cui tutti i credenti in ogni angolo del mondo, convocati attorno alla figura di Gesù, primo missionario, pregano e offrono la loro solidarietà per le missioni.
La Giornata Missionaria Mondiale (GMM) diventa l’occasione per aiutare le nostre comunità cristiane a fuggire dalla cultura particolarista e individualista che ci circonda e ad allargare l’orizzonte dello sguardo al di là dell’ombra del proprio campanile, per sentirsi uniti, in comunione spirituale, a tutte le comunità cristiane del mondo che, pur con modalità e linguaggi diversi, celebrano e vivono la stessa fede.
In particolare quest’anno, siamo sollecitati dal tema «Uno in Cristo, uniti nella missione».

La vocazione profetica di tutti i battezzati
Questa giornata ci fa presente che l’impegno di portare il Vangelo fino ai confini del mondo (At 1,8) – come ci ricorda il Concilio Vaticano II – è affidato a tutti i battezzati. Certo, non tutti possono partire, ma tutti possono e devono contribuire, sostenendo, con la preghiera l’azione missionaria della Chiesa in ogni angolo del mondo e, attraverso le Pontificie Opere Missionarie, quelle Chiese che vivono in ambiti di povertà e di minoranza o di persecuzione, in cui l’azione missionaria è particolarmente necessaria, ma anche molto faticosa.
La Colletta Universale: un impegno per tutti i battezzati
In questa prospettiva “un segno vivo dell’unità e della comunione missionaria ecclesiale” è la Colletta universale, che il Papa ha voluto associare obbligatoriamente alla Giornata.
Una manifestazione di concreta solidarietà nei confronti delle Chiese di missione affinché possano condurre con maggiore efficacia l’opera di evangelizzazione, che richiede aiuti per la formazione dei catechisti e dei seminaristi, sostegno alle vocazioni sacerdotali e religiose locali, mezzi economici per la costruzione e il mantenimento di luoghi di culto, strutture parrocchiali, sostegno alle opere di educazione alla fede rivolte ai ragazzi e ai giovani.
Partecipare a questa colletta significa farsi carico insieme della responsabilità dell’annuncio, rafforzare i legami tra le Chiese e vivere una comunione autentica. È un gesto semplice, ma profondamente significativo: esprime una Chiesa che, unita, si apre al mondo e si mette al servizio degli altri.
In questa occasione, ogni battezzato è chiamato a lasciarsi interpellare dalle necessità della missione, sia spirituali che materiali. La preghiera, le iniziative di animazione e, in modo particolare, la colletta universale diventano segni concreti della comunione tra le Chiese.
Per questo viene chiesto di non promuovere, nello stesso periodo, altre raccolte di offerte, nemmeno a favore di singole realtà o progetti. Questa indicazione, ribadita più volte dal magistero episcopale, intende preservare il valore universale della colletta missionaria, segno concreto di unità e partecipazione condivisa.
La concessione dell’indulgenza plenaria
In occasione del centenario della Giornata Missionaria Mondiale, la Penitenzieria Apostolica ha disposto la concessione dell’Indulgenza plenaria, applicabile anche in suffragio delle anime dei fedeli defunti, a tutti i fedeli che, nella ricorrenza di tale celebrazione, si accosteranno alla Santa Comunione e offriranno preghiere per la diffusione del Vangelo in tutto il mondo. le condizioni necessarie a cui adempiere sono sempre: la confessione sacramentale, con sincero pentimento dei propri peccati (da poter celebrare anche nei giorni a ridosso della GMM), la Comunione eucaristica, la preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre, ad esempio recitando un Padre nostro e un’Ave Maria.

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