Diaconato permanente. Sergio Di Pede: il 21 gennaio l’ordinazione nella Parrocchia di Sant’Agnese

Sarà Sergio Di Pede il prossimo a essere ordinato diacono permanente – il sesto nella nostra diocesi – mercoledì 21 gennaio alle ore 19, nella chiesa di Sant’Agnese in Matera, per l’imposizione delle mani di mons. Benoni Ambarus.

Sposato con Valeria Viggiano, padre di Giuseppe (20 anni, studente di Informatica a Trento) e Nunzio (13), Sergio Di Pede è biologo – come la moglie – e lavora nel campo dell’informazione scientifica rivolta alla classe medica.

Da sempre, lui e Valeria sono pienamente inseriti nella vita ecclesiale: “Siamo sempre presenti in parrocchia – racconta Sergio – io come accolito, Valeria come ministro straordinario della Comunione. Da quattro anni siamo anche responsabili dell’Ufficio Diocesano di Pastorale della Famiglia; quando c’è necessità, ci rendiamo disponibili in Ospedale”.

Le origini della chiamata

“Il primo a parlarmi del diaconato – ricorda Sergio – fu don Francesco Di Marzio, con cui sono cresciuto nella stessa parrocchia. Ha celebrato il nostro matrimonio ed è padrino di Cresima di Giuseppe. Ma allora, nei primi anni Duemila, i tempi non erano ancora maturi”.

Determinante è stato poi l’incontro con Terenzio Cucaro, diacono dal 2015, con cui Sergio e Valeria hanno collaborato nell’Ufficio di Pastorale Familiare: “Terenzio e sua moglie Angela sono stati per noi un riferimento costante. Il suo esempio ha alimentato in me il desiderio di intraprendere questo cammino”. Accanto a loro, i sacerdoti della parrocchia e quelli deputati alla formazione, insieme ai Padri Gesuiti, che per anni hanno guidato Sergio e Valeria negli Esercizi Spirituali per Famiglie, aiutandoli a mettersi in ascolto della voce di Dio. Ma i Di Pede tengono a sottolineare l’importanza di mons. Pierdomenico Di Candia, responsabile diocesano per il Diaconato, e del vescovo Antonio G. Caiazzo, presente negli anni di preparazione a questo grande giorno.

La famiglia Di Pede al completo

Un cammino di cinque anni

Il percorso formativo, durato cinque anni, ha intrecciato studio, preghiera, ritiri spirituali e discernimento. “Abbiamo condiviso ogni tappa come famiglia – continua Sergio –. Valeria e i miei figli mi sono sempre stati accanto. La vocazione al diaconato non può essere separata da quella matrimoniale: vanno integrate. E questo cammino ha rafforzato ancora di più il nostro matrimonio e il nostro essere famiglia”.

Le tappe:

  • Lettorato il 22 gennaio 2022 in Cattedrale;
  • Accolitato il 28 aprile 2023 nella parrocchia di Sant’Agnese;
  • Ammissione agli ordini sacri il 21 gennaio 2025, sempre in parrocchia;
  • Declaratio una settimana fa (13 gennaio), durante il ritiro del clero diocesano presso la Casa di Spiritualità Sant’Anna.

Giornate spiritualmente intense per Sergio, segnate nella prima settimana dell’anno dagli esercizi spirituali, e per la comunità che si è preparata il 16 u.s. con una catechesi sul diaconato e questa sera (19/01) con una veglia di preghiera presieduta da mons. Pierdomenico Di Candia.

Una comunità che accompagna

“La comunità di Sant’Agnese mi ha accompagnato in tutte le fasi della vita – confida Sergio –. Fratelli e sorelle premurosi, attenti, vicini. In questo cammino ho sentito ancora di più il loro calore, la loro gioia e il loro orgoglio. È davvero la comunità che accompagna un figlio in un momento decisivo della sua vita”.

L’invito alla celebrazione

L’intera comunità diocesana è invitata a partecipare all’ordinazione diaconale di Sergio Di Pede, mercoledì 21 gennaio alle ore 19, nella chiesa di Sant’Agnese in Matera.

La figura del diacono permanente, presente nei primi secoli della Chiesa, è progressivamente scomparsa – rimaneva il diacono transeunte che viveva questo transitorio in vista dell’ordinazione presbiterale – fino a essere ripristinata dal Concilio Ecumenico Vaticano II. A più di sessant’anni da quell’evento, le diocesi italiane tornano a popolarsi di questi ministri ordinati, che pur vivendo pienamente la dimensione familiare e lavorativa appartengono a tutti gli effetti al clero. In molte realtà segnate dalla scarsità di presbiteri, il loro servizio risulta prezioso per la vita delle parrocchie e per numerosi compiti pastorali che altrimenti resterebbero scoperti.

Le origini bibliche del servizio

Il riferimento più antico al diaconato è tradizionalmente individuato nel racconto degli Atti degli Apostoli (At 6,1-6), dove i Dodici scelgono sette uomini “di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza” per il servizio delle mense, così da potersi dedicare alla preghiera e all’annuncio della Parola. Pur non comparendo esplicitamente il termine “diacono”, il passo esprime l’essenza di questo ministero: un servizio concreto, radicato nel Vangelo, che configura il ministro a Cristo, «venuto per servire e non per essere servito» (Mc 10,45).

Il ministero del diacono oggi

Restituiti alla Chiesa dal Vaticano II, i diaconi permanenti ricevono un sacramento che imprime un carattere indelebile e li abilita a (CCC, n. 1570):

  • assistere il Vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, in particolare dell’Eucaristia;
  • distribuire la Comunione;
  • assistere e benedire il Matrimonio;
  • proclamare il Vangelo e predicare;
  • presiedere i funerali;
  • dedicarsi ai molteplici servizi della carità.

Accanto ai servizi caritativi – spesso i più visibili e “concreti” – il diacono può dunque predicare, battezzare, presiedere liturgie della Parola, matrimoni e esequie. Non può invece presiedere l’Eucaristia né assolvere dai peccati, compiti propri del presbitero; tuttavia, può accompagnare spiritualmente i fedeli e sostenere il loro cammino di fede.

Il diaconato è un ministero ordinato, come il presbiterato e l’episcopato, ma può essere conferito anche a uomini sposati. Non è invece possibile contrarre matrimonio dopo l’ordinazione.

Un ponte tra Chiesa e mondo

Il diacono vive nel mondo, lavora, frequenta ambienti che spesso restano lontani dalla presenza ordinaria del clero. Proprio per questo può essere lievito in contesti quotidiani e professionali, testimone credibile di quello spirito di servizio che è l’essenza stessa della diaconia.

Rispetto a un laico, il diacono porta con sé una formazione teologica strutturata, frutto di un percorso di almeno tre anni, che lo rende capace di rispondere con competenza alle domande, ai dubbi e alle provocazioni delle persone che incontra.

Già san Paolo, nella Prima lettera a Timoteo (1 Tm 3,8-10), delineava le qualità richieste ai diaconi: dignità, sincerità, sobrietà, rettitudine e una fede custodita in una coscienza pura.

Nella nostra diocesi sono attualmente presenti sei diaconi:

  • uno “transeunte”, in cammino verso il presbiterato, Domenico Pepe, che svolge il suo ministero nella parrocchia San Giovanni Bosco in Marconia;
  • cinque “permanenti”: Giuseppe Centonze, Giuseppe Avena, Michelangelo Cifarelli, Terenzio Cucaro, Giuseppe Fiorentino, tutti sposati e impegnati nelle loro comunità, nelle attività pastorali diocesane e nel servizio all’Ospedale.

A loro si aggiungerà, il 21 gennaio, Sergio Di Pede, sposo di Valeria, padre di Giuseppe e Nunzio, biologo, appartenente alla parrocchia di Sant’Agnese in Matera.

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