
La scelta della III domenica del Tempo Ordinario non è casuale: in ogni ciclo liturgico, proprio in questa domenica, le letture mettono al centro la Parola che chiama, illumina e inaugura la missione di Gesù. È come se la Chiesa, all’inizio dell’anno, si fermasse davanti allo specchio della Scrittura per ritrovare il proprio volto.
Il tema proposto quest’anno – “Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore” (Ger 31,33) – affonda le radici nella promessa della nuova alleanza annunciata da Geremia. Non più una legge esterna, incisa sulla pietra, ma una relazione che prende forma nel cuore dell’uomo. Il card. Giuseppe Baturi, nell’introduzione al Sussidio CEI, ricorda che questa immagine sposta l’attenzione sull’interiorità, dove ciascuno può ascoltare la Parola “cuore a cuore”, lasciando che diventi criterio di vita e sorgente di discernimento.
Il tema del cuore, scelto per il Sussidio per la celebrazione della Domenica della Parola di Dio di quest’anno, intende riportare dunque l’attenzione sull’interiorità, là dove ciascuno può ascoltare la Parola di Dio cuore a cuore. Come ha scritto Papa Francesco: «Benché nelle Scritture abbiamo la sua Parola sempre viva e attuale, a volte Gesù ci parla interiormente e ci chiama per portarci nel posto migliore. E il posto migliore è il suo Cuore. Ci chiama per farci entrare lì dove possiamo recuperare le forze e la pace: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28). Per questo ha chiesto ai suoi discepoli: “Rimanete in me” (Gv 15,4)» (Dilexit nos, n. 43).

Tante sono le proposte che indica il Sussidio, che don Pasquale Giordano – Vicario Episcopale per la nuova Evangelizzazione e la Catechesi e Referente del Centro di spiritualità biblica “Il mandorlo” – ha fatto pervenire ai parroci: dall’animazione liturgica a testi biblici e magisteriali, a opere d’arte.
In particolare, quella di domani è giornata in cui valorizzare particolarmente la Parola di Dio nella liturgia, ad esempio utilizzando l’evangeliario nella processione di ingresso, adornando l’ambone con fiori, curandosi di cantare integralmente il salmo, ponendo in evidenza il libro del Vangelo alla fine della proclamazione, disponendovi accanto i ceri utilizzati durante la proclamazione del Vangelo… può essere l’occasione per riscoprire la Parola di Dio nella vita quotidiana, nella convinzione che come affermava san Girolamo, “l’ignoranza della Parola è ignoranza di Cristo”. È stata cura dei diversi Gruppi Liturgici Parrocchiali preparare adeguatamente la celebrazione di domani, è cura di ogni cristiano considerarla un’opportunità per uno slancio nella propria vita spirituale.

Scrivi un commento