La Domenica delle Palme ha aperto la Settimana Santa, cuore dell’anno liturgico. Con il canto “Osanna al Figlio di David”, che richiama l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, la comunità cristiana varca la soglia dei giorni che ripercorrono, in scala temporale a uno a uno, gli eventi che hanno portato alla salvezza dell’umanità.
Al centro dell’omelia, mons. Ambarus ha posto la libera adesione di Gesù alla croce. Diversamente dall’umanità che fugge davanti alla sofferenza – come mostrano i personaggi della Passione secondo Matteo e come accade ancora oggi, secondo la logica del «mors tua, vita mea» – il Figlio di Dio, pur potendo sottrarsi alla croce, sceglie volontariamente di affrontarla.

«Non scende dalla croce affinché possa stare vicino a ciascuno di noi, per sempre, e incoraggiarci a non disperare, anche quando la croce si fa pesante», ha ricordato il vescovo. “Non scende affinché tutti i disperati della storia possano sapere che Dio è lassù nei cieli, ma anche quaggiù sulla terra e ascoltare sulla loro croce anche il suo respiro di amore e di condivisione. Gratitudine immensa a te Signore, perché non sei sceso dalla croce!”. Se fosse sceso, ha osservato l’arcivescovo – non avrebbe portato fede ai presenti ma solo spettacolarizzazione su di sé.
Forte il richiamo al termine dell’omelia:
Compito tremendo ed entusiasmante per noi credenti, condividere la croce con i crocifissi viventi della storia.
Il vescovo ha invitato a guardare al grande mistero dell’admirabile commercium, l’“ammirabile scambio” di Sant’Agostino: «Il Signore prende il nostro e noi prendiamo il suo; Lui non aveva di che morire e prende la nostra umanità per poter morire e così vincere la nostra morte».
Un mistero di salvezza e di amore per l’uomo di ogni tempo, che la Settimana Santa dispiega giorno dopo giorno e che ogni liturgia aiuta a comprendere più profondamente: domenica delle Palme, il passaggio dall’“Osanna” al “crocifiggilo!”; mercoledì, nella Messa del Crisma, il richiamo ai segni dell’istituzione sacerdotale e dell’amore attraverso gli oli; giovedì, nella Messa “in Coena Domini”, la memoria dell’istituzione dell’Eucaristia, dell’Ordine sacro e del “mandatum” dell’amore con la lavanda dei piedi; venerdì la celebrazione della Passione; sabato il silenzio della morte; fino alla notte di Pasqua, la “madre di tutte le veglie”, in cui la resurrezione si inserisce nel grande arco della storia della salvezza, punto di arrivo di un cammino
I consigli dell’Arcivescovo per la Settimana Santa
Al termine della celebrazione, mons. Benoni ha invitato i fedeli a vivere la Settimana Santa non come una settimana qualsiasi ma come giorni santi in cui “celebriamo da vicino lo spettacolo divino, celebriamo cioè lo spreco d’amore di Dio per noi“. Vivere la settimana in maniera santa implica fare tutto il possibile per partecipare alle singole celebrazioni, unendoci con il cuore e con la mente al Cristo che muore in croce per ciascuno di noi.
Una settimana ricca di appuntamenti attende le comunità della diocesi: non si tratta appena di adempiere al “precetto pasquale” quanto di attingere alla grazia che scaturisce dai sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia, simboli per eccellenza della Pasqua.
La Messa del Crisma
Tra gli appuntamenti diocesani, ricordiamo mercoledì 1° aprile alle ore 18 la Messa del Crisma in Cattedrale. Per la forte dimensione comunionale che caratterizza questa celebrazione, la liturgia sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube Logos.
Le altre celebrazioni con l’arcivescovo
- Giovedì 2 aprile con la Messa “in Coena Domini” si apre il Triduo Pasquale. Mons. Ambarus presiederà tale celebrazione
- alle 16:30 nella Casa circondariale di Matera
- alle 19 in Cattedrale. Per gli ammalati e per quanti siano oggettivamente impossibilitati a partecipare fisicamente anche questa celebrazione verrà trasmessa in diretta streaming sul canale Logos.
- Venerdì Santo, per l’Azione liturgica “in Passione Domini”, l’arcivescovo sarà a Tricarico.
- Sabato 4 aprile, alle 16:30, mons. Ambarus presiederà la Veglia Pasquale nuovamente presso la Casa circondariale di Matera.
- Domenica di Pasqua, il vescovo presiederà:
- alle 11, nella Basilica Cattedrale a Matera (trasmessa in diretta da TRM);
- alle 18, nella Concattedrale di Irsina.
Il saluto dell’Arcivescovo ai fedeli e ai turisti al termine della Messa in Cattedrale
Al termine della Messa, concelebrata con don Angelo Gallitelli, parroco della Cattedrale, e dopo la recita dell’Angelus davanti all’altare della Madonna della Bruna, l’arcivescovo ha raggiunto l’ingresso della chiesa per salutare personalmente i fedeli e i numerosi turisti, italiani e stranieri, che hanno partecipato alla celebrazione della domenica delle Palme.

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