Giornata Mondiale per l’Infanzia Missionaria: “Accendiamo la speranza”

Ogni anno il 6 gennaio, solennità dell’Epifania del Signore, la Chiesa celebra da 75 anni la Giornata Mondiale dell'Infanzia Missionaria. Un momento che valorizza il dono profetico che ogni bambino ha ricevuto nel Battesimo.

“Sento che debbo far conoscere anch’io Gesù, non posso pensare che Lui sia solo per me”! Così molti missionari hanno spiegato la decisione di partire e lasciare qualcosa per vivere della Missione. E noi ci siamo?

Queste le parole di don Valerio Bersano, Segretario Nazionale Missio Ragazzi, nella presentazione della Giornata Missionaria dei Ragazzi sul sussidio di animazione della Fondazione Missio.

Sono i bambini e i ragazzi, i protagonisti della giornata di domani. Sono loro che vengono interpellati ad annunciare nei loro ambienti, tra i coetanei, in famiglia, con la loro genuinità, in forza del munus profetico del loro battesimo, l’amore di Gesù Cristo in particolare, ma non soltanto, in questa giornata che quest’anno compie 75 anni.

Sì, la Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria (nota anche come Giornata Missionaria dei Ragazzi o della Santa Infanzia) è stata istituita il 4 dicembre 1950 da Papa Pio XII, che ne stabilì la celebrazione nel giorno dell’Epifania (6 gennaio), lasciando però alle singole realtà particolari la flessibilità di adattare la data alle esigenze locali. La prima celebrazione ufficiale avvenne il 6 gennaio 1951, sebbene già nel 1922 fosse stata fondata la Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria da Papa Pio XI e già nel 1843, in Francia, il vescovo Charles de Forbin-Janson diede vita all’idea di coinvolgere i bambini per aiutare i coetanei in difficoltà.

L’Epifania è il giorno in cui un Bambino rivela il volto di Dio a tutti i popoli della terra, rappresentati dai Magi che vengono dall’oriente seguendo quella stella davanti a cui provarono “grandissima gioia”, rimangono stupiti dall’incontro con il Bambino e, per un’altra strada, fanno ritorno nel loro paese.

“I bambini aiutano i bambini” lo slogan associato ogni anno a questa giornata, declinato ogni anno in modo particolare, ad esempio attingendo a temi pastorali che guidano la vita della Chiesa universale. Così lo slogan che accompagna la Giornata Mondiale dei Ragazzi 2026, in conclusione all’Anno giubilare ‘della speranza’, è “Accendiamo la speranza”.

L’immagine guda della
Giornata dell’Infanzia Missionaria 2026,
ispirata allo slogan “Accendiamo la speranza”.

Abbondante materiale viene distribuito ogni anno nelle parrocchie per animare questa giornata mondiale che, come già sottolineato, può viversi anche in altro momento ritenuto pastoralmente più opportuno, diverso dal 6 gennaio.

Non solo coinvolgere i ragazzi nella colletta per uno dei tanti progetti in favore dei bambini dei cinque continenti, incoraggiata dai salvadanai in cartoncino da molti anni in circolazione nelle nostre parrocchie, significa vivere questa giornata, seppure possa significare un primo momento di sensibilizzazione in tal senso.

Non è soltanto l’utilizzo più o meno consapevole del materiale consegnato, in primis il n. 3/2025 de “L’Animatore Missionario” – la guida trimestrale che la Fondazione Missio predispone – la garanzia della buona riuscita di questa giornata ma la presenza di animatori missionari in carne ed ossa motivati, laici adulti e ministri ordinati che hanno davvero incontrato il Signore nella loro vita, la disponibilità degli operatori, sempre contenti di dare una mano in tal senso, dell’Ufficio diocesano per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese.

“Incoraggio gli educatori a coltivare nei piccoli lo spirito missionario. Che non siano bambini chiusi, ma aperti; che il loro cuore vada avanti verso l’orizzonte, affinché nascano tra loro testimoni della tenerezza di Dio e annunciatori del Vangelo”,

diceva Papa Francesco durante l’Angelus del 6 gennaio 2015.

Annunciare, pregare, giocare in fraternità e donare i quattro pilastri del Ragazzo Missionario, da costruire giorno per giorno.

Riportiamo un approfondimento sul primo dei suddetti quattro pilastri.

Pensiamo alla gioia con cui esclamiamo di aver ricevuto un bel voto a scuola o di aver vinto una competizione sportiva o, ancora, di aver superato un livello difficile del video gioco preferito.

L’annuncio dei ragazzi missionari però è diverso: si tratta di comunicare la novità che cambia la vita… addirittura la salva! È l’annuncio dell’amicizia, dell’amore di Dio che ha scelto di farsi bambino, crescere, diventare uomo e donare la sua vita per amore di ciascuno. È l’annuncio di Gesù che insegna a scegliere il bene, a vivere in pace con tutti, che ci perdona e ci fa capire quanto siamo unici e preziosi per Dio perché siamo suoi figli. È la notizia che, nel buio, nel dolore, nella fatica e nella disperazione, ci parla di Gesù che protegge, dà forza, dà consolazione.

Nella Bibbia, viene raccontata la vita di molti ragazzi che hanno annunciato Dio e hanno avuto un ruolo importante nella storia della fede: Samuele, sin da bambino, ha imparato ad ascoltare la voce di Dio, diventando un profeta; Geremia, nonostante la sua giovane età, è stato chiamato da Dio a predicare e annunciare la Sua parola, anche quando era difficile; Davide, scelto da Dio come re, è stato un giovane che ha mostrato fede e coraggio, affrontando e vincendo Golia, l’esperto comandante di un forte esercito, ha poi cantato le meraviglie di Dio attraverso i salmi. E a Maria, una ragazzina giovanissima, è stato chiesto di essere la mamma di Gesù e lei, seppur piccola e impaurita, ha risposto “Eccomi”!

Così leggiamo nel già citato “L’Animatore Missionario”. E, inoltre, nella recente vita della Chiesa un giovanissimo Carlo Acutis, il “santo di internet” – il primo “missionario digitale”, potremmo dire – è salito all’onore degli altari nella scorsa estate.

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