“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Matteo 11,28)
Una carezza sul cuore: la Via Crucis delle famiglie a Pisticci
Nonostante la pioggia e il vento abbiano impedito lo svolgersi del rito nel suggestivo giardino verticale, la Via Crucis cittadina di Pisticci, svoltasi domenica 8 marzo, ha trovato nella parrocchia di Cristo Re un grembo accogliente e raccolto. Nata nel 2017 da un’intuizione dell’Azione Cattolica e delle parrocchie locali, la celebrazione di quest’anno ha assunto un valore speciale grazie alla partecipazione di mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, che per la prima volta ha guidato la comunità in questo cammino di fede.
Un Calvario riletto con gli occhi della famiglia
Il cuore della meditazione è stato affidato alle famiglie della Pastorale Familiare dell’Arcidiocesi. Arrivate da diversi comuni, hanno trasformato le 15 stazioni in uno specchio della vita quotidiana:
- La Croce nelle case: Le meditazioni hanno riletto la salita al Calvario non come un evento distante, ma come il vissuto di chi affronta la fatica, la malattia e le sfide educative.
- Oltre il dolore: Dalla prima caduta alla gloriosa Resurrezione, ogni tappa è stata una ricerca di senso nelle fragilità domestiche
“In un momento storico così drammatico, ricevere una carezza consolatrice è una Grazia,” racconta con commozione Luigia Bonamassa, che ha vissuto l’esperienza insieme al marito e ai figli. “Nel clima della parrocchia ci siamo sentiti parte di un’unica, grande famiglia.”
Le parole dell’Arcivescovo: Cristo nel volto del prossimo
Mons. Ambarus ha saputo tradurre il mistero della Passione in una realtà tangibile e umana. Nelle sue parole, Cristo non è solo un’icona, ma il riflesso di chi soffre oggi. Calandosi nei problemi dei nostri giorni l’arcivescovo dice: “Ogni volta che ci tocca qualsiasi forma di croce, e sono state chiamate in causa questa sera tante croci, chiaramente emerge la domanda del perché. Perché, Signore? È la stessa domanda che emerge anche dalla bocca di Gesù sulla croce: Padre, perché mi hai abbandonato? Allora il Signore non ci ha mai detto perché. Nessuno di noi avrà una risposta così netta e chiara dei suoi perché di croce in questo mondo, non ce l’avremo”. Ma don Ben la risposta la dà più avanti nel suo intervento con parole di Gesù quando dice: “Qualunque croce che tu stia affrontando, sappi che quella più pesante non ti schiaccerà perché ti ho liberato io con la morte e la risurrezione.”
Alcune croci
Il papà senza lavoro che combatte contro il senso di inutilità.
La mamma malata che guarda ai figli con il fiato sospeso per il futuro.
Il detenuto prigioniero di un passato difficile che sogna l’onestà.
Ed ancora continua il vescovo spronando i presenti: “Eppure per rendere vera la nostra fede nel Cristo crocifisso noi non possiamo non abbracciare le croci dei crocifissi che incontriamo sulla nostra strada, sia farlo come singola persona che come comunità, sia come singola famiglia che come gruppo di famiglie, perché i crocifissi di questa nostra storia sono tanti e si stanno moltiplicando, persone che hanno bisogno, di un piccolo aiuto, sostegno, sguardo, aiuto concreto come una carezza dell’anima”.
Ed infine, mons. Ambarus chiude l’intervento con un messaggio ai presenti ma che va oltre l’orizzonte locale per raggiungere il cuore e le menti delle persone che hanno delle responsabilità nelle Amministrazioni, nelle Scuole, nelle famiglie ma soprattutto ai politici che con le guerre decidono sulla vita e la morte delle persone: “Allora questa sera, adesso, prima della conclusione, vorrei chiedervi di fare qualche momento di silenzio in cui qui davanti al Signore, facciamo memoria di tutti i crocifissi viventi, di tutte le persone che conosciamo e che abbiamo già incontrato che sono appesantiti dalla croce e le consegniamo al Padre, di tutti i crocifissi viventi che sono le vittime delle guerre, delle violenze dello strapotere folle dei potenti, dove la guerra sta diventando uno sport, dove il bullismo dell’umiliazione dell’altro sembra eroismo e i potenti più che restituire la pace in questo mondo non fanno altro che restituire corpi alle madri, bambini traumatizzati a vita, padri senza più la pace di poter guardare negli occhi i propri figli per quello che hanno fatto.“
Il messaggio è stato chiaro: nessuno è abbandonato, non siamo soli. Dio non ci osserva dall’alto della Croce, ma si mette al nostro fianco, facendosi cireneo per aiutarci a portare il nostro peso quotidiano.
Il testo integrale del messaggio conclusivo dell’arcivescovo

Segni di Speranza
La bellezza della serata è stata incorniciata dalla presenza operosa dei giovani volontari e dal servizio composto dei piccoli ministranti, testimoni di una fede che si tramanda e che guarda al futuro. La partecipazione delle autorità e l’impegno dei collaboratori parrocchiali hanno mostrato il volto di una comunità ecclesiale coesa.
Un ringraziamento profondo va all’Azione Cattolica, alle parrocchie di Pisticci, a tutte le famiglie che, con il loro “sì”, hanno trasformato una domenica di maltempo in una luminosa occasione di Grazia e a tutte le autorità presenti. Siamo nati per la Vita eterna, e questa Via Crucis ci ha ricordato che ogni croce, se portata insieme, annuncia già il mattino della Resurrezione.


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