
Come ogni anno, la Parrocchia di Sant’Agnese, ubicata nel rione materano di Agna, ha celebrato il 21 gennaio la memoria della santa vergine e martire Agnese.
I preparativi che hanno preceduto il novenario hanno permesso che tutto fosse realizzato con evidente cura e che nulla fosse lasciato al caso.
Durante tutti i nove giorni, la comunità ha risposto con la sua presenza all’invito del parroco, don Nino, a stringersi attorno alla martire Agnese, sottolineando come il sacrificio compiuto secoli fa e l’adesione schietta di un’adolescente alla fede possano essere esemplari in un momento storico complesso come quello attuale. Diversi sacerdoti hanno presieduto le celebrazioni del novenario e, con le loro omelie, hanno aiutato i fedeli a entrare nella comprensione della Parola e a coglierne i legami con la vita di santi e martiri.
Un ricco novenario in preparazione alla solennità di sant’Agnese
Lunedì 12 gennaio ha avviato la novena don David Mannarella, nato e cresciuto – anche nella fede – nel quartiere di Agna.
Significativa la celebrazione di giovedì 15 gennaio, con l’omelia del diacono Domenico Pepe, che ha svolto per due anni il suo tirocinio pastorale presso la parrocchia di Sant’Agnese.
Particolarmente sentita la giornata del 16 gennaio, con la celebrazione eucaristica e l’amministrazione del sacramento dell’unzione degli infermi presiedute da don Pasquale Giordano, cui è seguita una catechesi liturgica sul rito di ordinazione diaconale tenuta dalla vicedirettrice dell’Ufficio Liturgico Diocesano, la prof.ssa Maria Pina Rizzi.
La giornata del 17 gennaio è stata segnata dalla tradizionale benedizione degli animali al termine della celebrazione presieduta da don Francesco Di Marzio, anch’egli legatissimo alla comunità di Agna, che lo ha generato nella fede.
Lunedì 19 gennaio, invece, la celebrazione è stata presieduta da don Gerardo Cerbasi, direttore dell’Ufficio Regionale per il Diaconato Permanente; al termine, mons. Pierdomenico Di Candia ha guidato una veglia vocazionale con la partecipazione dei diaconi permanenti e degli aspiranti diaconi dell’Arcidiocesi.
Sergio Di Pede: primo diacono permanente nato nella comunità di Sant’Agnese
Il momento centrale di tutta la decade di festeggiamenti è stata la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da S.E. rev.ma mons. Benoni Ambarus, nostro Arcivescovo, nella sera del 21 gennaio, festa di sant’Agnese, durante la quale è stato ordinato diacono Sergio Di Pede.
Nella monizione iniziale sono stati richiamati i compiti del diacono, tutti incentrati sul servizio alla comunità, in particolare nell’attenzione ai fratelli bisognosi. È la prima volta che la comunità di Sant’Agnese accoglie il dono di un diacono permanente, per il quale è grata al Signore, a Sergio e alla sua famiglia. L’Arcivescovo, richiamando l’importanza del diaconato per la vita della Chiesa – ripristinato dal Concilio Vaticano II – ha sottolineato che il diacono è colui che è chiamato a servire e a dare testimonianza della fede non solo con le parole, ma con la sua stessa vita. L’appartenenza a Cristo va testimoniata in modo autentico e non formale, per poter sperimentare i doni di Dio che operano in noi. Sant’Agnese, che non ha anteposto nulla a Cristo dando la sua vita, è di esempio e stimolo, anche perché la sua esistenza è stata modello di un’umanità piena, capace di lasciarsi inondare dalla grazia di Dio.
Tutto il rito è stato pregno di emozione e commozione, dalla chiamata alla prostrazione dell’aspirante fino alla consegna della “Parola”. Qualche lacrima è apparsa anche sul viso di Sergio, ben consapevole del compito importante che lo attende.






Buon cammino, Sergio! Che lo Spirito Santo possa illuminare i tuoi passi e aiutarti a incarnare appieno l’impegno che il tuo ministero richiede. La tua comunità certamente ti sosterrà con la preghiera, consapevole di aver investito nell’uomo giusto.
Di seguito, la registrazione integrale della celebrazione.
Diaconato, ministero ancora troppo poco riconosciuto
La figura del diacono affonda le sue radici nella Chiesa apostolica. Gli Atti degli Apostoli (At 6,1-6) raccontano la scelta dei “sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza” destinati al servizio: un gesto che rivela l’indole originaria della diaconia, segnata dalla cura concreta delle persone e dall’annuncio del Vangelo. San Paolo, salutando “vescovi e diaconi” (Fil 1,1) e indicando le loro qualità (1 Tm 3,8-13), conferma la presenza stabile di questo ministero nelle prime comunità cristiane.
Dopo un lungo periodo di eclissi, il Concilio Vaticano II ha restituito alla Chiesa il diaconato permanente, primo grado dell’Ordine sacro. La Lumen Gentium 29 lo definisce come grado dell’Ordine “non per il sacerdozio, ma per il servizio”, chiamato ad agire nella liturgia, nella predicazione e nella carità “in comunione col vescovo e con il suo presbiterio”. Il Catechismo (n. 1570) ricorda che l’ordinazione imprime un carattere indelebile e configura il diacono a Cristo servo, rendendolo segno sacramentale di una Chiesa che si china sulle fragilità del mondo.
Oggi il diacono permanente, spesso sposato e inserito nella vita lavorativa, è un ponte tra Chiesa e società: non è un “ripiego” per la scarsità di presbiteri, ma un dono per tutta la Chiesa. Porta il Vangelo nei luoghi quotidiani, accompagna le famiglie, sostiene i poveri, anima la liturgia e la catechesi. La sua presenza ricorda a tutta la comunità che la Chiesa vive della logica del servizio, non del potere.


Anche la nostra diocesi sta riscoprendo questo dono. L’arcivescovo Benoni ritiene opportuna la riscoperta e il rilancio del diaconato, al punto da avervi dedicato ampio spazio nell’incontro del clero del 7 gennaio scorso, manifestando il desiderio di discernere quali altre figure possano essere chiamate a questo ministero.

Attualmente, in diocesi, i diaconi permanenti sono sei – Giuseppe Centonze, Giuseppe Avena, Michelangelo Cifarelli, Terenzio Cucaro, Giuseppe Fiorentino e Sergio Di Pede – e ad essi si aggiungeranno Paolo Chieco e Michele Viggiani, i cosiddetti “aspiranti diaconi”, ora in cammino formativo verso questa tappa.


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