Su “Scarp de’ tenis” l’arte che salva

Su “Scarp de’ tenis” l’arte che salva

È in vendita il numero di aprile di “Scarp de’ tenis”, il mensile della strada promosso da Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana. Inchieste, commenti, interviste e storie.
27 Marzo 2024

Un viaggio – fatto di storie, commenti, ritratti, interviste – alla scoperta delle arti visive che aiutano i più fragili a contenere disturbi e patologie. “L’arte che salva” è il titolo del numero di aprile di “Scarp de’ tenis” che propone in copertina un’opera di Carlo Zinelli, artista veronese morto 50 anni fa, che ha vissuto la maggior parte della sua vita in un manicomio. Fu scoperto dallo psichiatra Vittorino Andreoli (è dedicata a lui una delle interviste del giornale), allora giovane studente di medicina, che lo vide incidere grafie sulle mura della cella e che invitò invece a esprimere la sua arte su tela e su carta. Zinelli è considerato il maggior esponente di quella che viene chiamata “Art Brut”, nome dato a pitture, disegni, oggetti eseguiti da alienati, bambini, persone comunque estranee a un ambiente culturale e prive di educazione artistica. Le prime collezioni di “Art Brut” iniziarono introno al 1945 grazie al pittore Jean Dubuffet che acquistò e mise in mostra molte opere di Zinelli. “Ci si salva con gli altri, cammi­nando insieme, sembra dire il pit­tore. Lasciatemelo dire: a mio pa­rere è una delle copertine più bel­le e significative della storia di Scarp”, afferma il direttore Stefano Lampertico. Dalle opere di Zinelli a quelle di Banksy e C125 realizzate sui muri di una cittadina ucraina distrutta dalle bombe, dai murales del paesino semi abbandonato di Sant’Agata in Bianco nella Locride a quelli dedicati alle donne di Vicolo Donnaregina a Na­poli. Ma anche il teatro di strada di Giuseppe Spicuglia a Noto, i laboratori espres­sivi di Firenze, Genova e Torino per arrivare in Emilia-Romagna, dove sono i pediatri a prescrivere il teatro gratuito ai bambini. Sono tanti quelli che, grazie a pittura, teatro, cinema, fotografia e poesia si sono salvati. E quasi sempre, non da soli. All’interno del mensile – in vendita dal 28 marzo online su www.social-shop.it e dal 30 in strada e davanti alle parrocchie – anche tante storie: la graphic novel dedicata allo storico direttore della Caritas di Genova, don Tubino; la vita nuova di quintali di vestiti riciclati; la sfida di Paolo e della sua biblioteca Ostinata. Infine, un focus sull’imminente visita di Papa Francesco nel carcere della Giudecca a Venezia, in occasione della Biennale.

Redazione

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