63ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni: “Aspirate alla santità, ovunque siate”. Parte oggi la settimana diocesana vocazionale nella Parrocchia di San Giacomo

Un intero ottavario animato dai padri rogazionisti, con la presenza delle reliquie di Sant’Annibale, inizia oggi nella parrocchia di San Giacomo in preparazione alla 63ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni (26 aprile). Papa Leone nel suo messaggio invita a riscoprire la dimensione dell’interiorità proponendo la figura di Samuele che sentì la chiamata del Signore nel silenzio della notte. In seminario, a Potenza, sabato ricevono l'accolitato diversi seminaristi della diocesi.

La Chiesa universale si prepara a celebrare, domenica 26 aprile 2026, la 63ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, appuntamento annuale fissato nella IV Domenica di Pasqua, tradizionalmente conosciuta come la Domenica del Buon Pastore. Un’occasione che affonda le sue radici nel 1964, quando Paolo VI istituì questa giornata per rispondere all’invito evangelico a pregare il “padrone della messe” perché mandi operai nella sua messe (Mt 9,38). La scelta di questa domenica è legata al fatto che Gesù Buon Pastore conosce e chiama per nome le sue pecore.

Da allora, la Giornata è diventata un momento privilegiato per ricordare che ogni vita è vocazione, un cammino di santità e di realizzazione nell’amore condiviso, capace di superare incertezze e paure sul futuro. In tutta Italia vengono proposte veglie, incontri vocazionali e sussidi, coordinati dall’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni.

Un ottavario di preghiera nella Parrocchia San Giacomo di Matera

Anche la diocesi di Matera-Irsina si unisce alla celebrazione con un’iniziativa particolarmente intensa: un ottavario di preghiera che prende avvio oggi nella Parrocchia San Giacomo.

Le giornate saranno animate dai Padri Rogazionisti, custodi dell’eredità spirituale di Sant’Annibale Maria di Francia, apostolo della preghiera per le vocazioni, le cui reliquie saranno accolte questa sera in piazza Tre Torri, come presenza viva della comunità cristiana tra le strade e una piazza cittadina, nel tessuto sociale.

Il programma giornaliero prevede la preghiera liturgica delle ore, un tempo di adorazione eucaristica, la possibilità di confessarsi, un momento dedicato alla preghiera del rosario, la celebrazione eucaristica quotidiana, ogni giorno animata da una diversa categoria della comunità: bambini, famiglie, anziani, religiosi, coppie e fidanzati.

Questo perché, ormai dovrebbe esser chiaro a tutti, la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni non riguarda solo il sacerdozio o la vita consacrata: abbraccia anche la vocazione matrimoniale, la vita laicale, il servizio nella comunità, la responsabilità nel mondo.

È un invito a riconoscere che Dio chiama ciascuno “ovunque siate”, come ricorda il tema di quest’anno, e che la santità non è riservata a pochi, ma è la forma più piena della vita cristiana.

Un percorso ricco, pensato per coinvolgere l’intera comunità diocesana, con la presenza del vescovo, del vicario generale nella veglia di preghiera diocesana per le vocaizoni di sabato 25 aprile e di don Alberto Delli Veneri, dell’equipe vocazionale diocesana, per generare una riflessione che possa continuare ben oltre questi otto giorni.

Di seguito il programma.

Il messaggio di Papa Leone XIV: la dimensione dell’interiorità

Nel suo messaggio per la Giornata, Papa Leone XIV invita a riscoprire la dimensione dell’interiorità.

Come il giovane Samuele, che nella notte, forse in maniera inaspettata, udì la voce del Signore e imparò a riconoscerla con l’aiuto di Eli (cfr 1 Sam 3,1-10), così anche noi dobbiamo creare spazi di silenzio interiore per intuire ciò che il Signore ha in cuore per la nostra felicità.
Solo aver compreso e vissuto l’importanza della cura dell’interiorità come spazio di relazione con Gesù […] ci apre alla possibilità di accogliere e vivere il dono della vocazione, che non è mai un’imposizione o uno schema prefissato a cui semplicemente aderire, ma un progetto di amore e di felicità.

E ancora:

La vocazione non è un traguardo statico, ma un processo dinamico di maturazione, favorito dall’intimità con il Signore: stare con Gesù, lasciar agire lo Spirito Santo nei cuori e nelle situazioni della vita e rileggere tutto alla luce del dono ricevuto significa crescere nella vocazione.
Vocazione, dunque, non è un possesso immediato, qualcosa di ‘dato’ una volta per tutte: è piuttosto un cammino che si sviluppa analogamente alla vita umana, in cui il dono ricevuto, oltre ad essere custodito, deve nutrirsi di un rapporto quotidiano con Dio per poter crescere e portare frutto.

Nel Seminario interdiocesano di Basilicata

Cuore pulsante della settimana vocazionale è anche il seminario interdiocesano di Basilicata.

Si riporta la locandina con i momenti celebrativi che vi si svolgeranno.

Sabato 25 aprile alle ore 18 nella celebrazione eucaristica presieduta da mons. Benoni Ambarus nella Cappella del Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata, i seminaristi Pasquale Bernalda, Francesco Lacava, Nunzio Ciliero, Emanuele Regina della nostra Arcidiocesi, assieme a Biagio Scelzi della Diocesi di Tricarico e Luigi Salvia dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro L.-Marsico N., riceveranno il ministero dell’accolitato.

I seminaristi che riceveranno l’accolitato: da sinistra, Biagio Scelzi, Emanuele Regina, Pasquale Bernalda, Luigi Salvia, Nunzio Ciliero, Francesco Lacava

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