In ricordo di Papa Francesco e della sua opera

Due importanti ricorrenze in questi giorni: l'anniversario della morte di Papa Francesco e la Giornata della Terra, che si celebra il 22 aprile di ogni anno.

Due occasioni importanti ricorrono in questi giorni e che portano ad una riflessione: l’anniversario della morte di Papa Francesco, che ricorre domani 21 aprile, e la Giornata della Terra ricorrenza annuale del 22 aprile, istituita dalle Nazioni Unite. Più che due ricorrenze ci sembrano un invito ad una riflessione o meglio ad un discernimento per chiedersi: come stiamo al Mondo? Come sta il Mondo? Certo non si vive in un’isola felice perché i popoli soffrono sotto le guerre, le persecuzioni, la privazione di una terra dove vivere e della libertà. I bambini e le bambine stanno pagando il prezzo più duro.

Le città, che rappresentano la prima casa comune, il primo luogo dove vivere, avere rapporti sociali, istruzione, sanità e lavoro, sono rase al suolo da tanti conflitti in corso nel mondo, quella terza guerra mondiale a pezzi di cui parlava Francesco. Non sarebbe sbagliato affermare che non solo la città, ma il mondo intero è la reale casa comune. E non vale solo per l’ambiente e la natura ma in particolare al modo come viviamo le relazioni: il rispetto tra gli Stati, il rispetto degli organismi internazionali, gli accordi internazionali sui diritti civili e umanitari, il dialogo tra gli organismi di governo degli Stati.

Siamo però in una fase in cui le relazioni, il dialogo e il rispetto non sono gli strumenti per dirimere i conflitti. Come non ricordare a tale proposito quanto affermato da Papa Leone XIV: “Guai a chi usa Dio per scopi militari, mondo devastato da una manciata di tiranni”. Senza dimenticare che negli anni scorsi abbiamo avuto un testimone fiero e autorevole sul tema del confronto tra i popoli come Papa Francesco che nella sua Enciclica “Laudato si” ha scritto: “…Ma oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della Terra quanto il grido dei popoli” (49). “… senza dimenticare che oggi la guerra dispone di strumenti sempre più micidiali. In quali mani sta e in quali può giungere tanto potere? E’ terribilmente rischioso che esso risieda in una piccola parte dell’umanità” (104).

La cura della Terra riguarda anche le relazioni, gli stili di vita, il modo in cui si sceglie ogni giorno di stare al mondo. Per raggiungere tali obiettivi è necessario che nel mondo non prevalgano gli interessi di pochi sui molti, che pochi miliardari ostacolino la redistribuzione della ricchezza. A tal proposito è opportuno ricordare “l’economia integrale”, proposta da Papa Francesco: “un modello che supera il mero profitto, ponendo al centro la persona, la giustizia sociale e la cura dell’ambiente”. Concretamente essa si realizza lavorando con i cittadini, rendendoli soggetti attivi e rigenerando i sistemi sociali attraverso valori come la solidarietà e i salari che corrispondono all’impegno lavorativo e non a condizioni di sfruttamento e ricatti.

Sarebbe bello riflettere su questi argomenti, quanto mai attuali, in opportune sedi come le parrocchie che sono il luogo naturale di incontro e confronto del popolo di Dio ed in particolare su quei documenti della Dottrina sociale della Chiesa, come ad esempio la citata enciclica “Laudato sì”.

Papa Francesco durante l’udienza generale dell’8/1/2025 (VATICAN MEDIA Divisione Foto)

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.