Da oltre un trentennio presente nella casa “Villa Fatima” a Metaponto, insieme ad altre consorelle e, negli ultimi anni, stabilmente con suor Marienza, suor Maria ha speso il suo ministero al servizio di diverse comunità parrocchiali dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina, curando la crescita umana e spirituale di generazioni di adolescenti, branca privilegiata dall’apostolato dell’ordine bresciano.
“Villa Fatima” si è viepiù aperta alle necessita formative e spirituali di molti, offrendo tempi di ritiro e di arricchimento all’ombra della sapiente teologia di suor Maria, appartenente alla Congregazione delle Suore di Santa Dorotea di Cemmo. Suor Maria è nata il 4 gennaio 1939 a Brescia ed ha emesso la professione religiosa il 2 settembre del 1968 a 29 anni. Suor Maria si è laureata in Teologia Pastorale presso l’Università dei Padri Benedettini a Padova nel 2001. Docente di Liturgia presso l’Istituto Superiore Interdiocesano di Scienze Religiose “Mons. A. Pecci” di Matera, ha servito l’Arcidiocesi di Matera-Irsina per oltre venti anni insieme alla piccola comunità religiosa di suore dorotee insediatesi a Metaponto nel 1999. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nel mondo ecclesiale e accademico, oltre che nella comunità di Metaponto, dove ha svolto un lungo e fecondo servizio pastorale.
Tante, come detto, le comunità che hanno beneficiato della sua opera ove suor Maria si è rivelata un valido sostegno sia nelle attività formative che liturgiche. Ricordiamo i cenacoli di approfondimento della Parola per gli adulti, la cura e la formazione liturgica, soprattutto nei momenti forti.
Figure come quelle di suor Maria Roversi si possono definire “una presenza” nella comunità. Una di quelle persone su cui si può contare sempre e che ti rallegrano il cuore sapendo che ci sono. Nei dialoghi, nei colloqui, suor Maria, sempre discreta e sorridente, ha mostrato costantemente il volto dell’accoglienza, disponibile ogni qualvolta si avesse bisogno di una luce, di un indirizzo di vita e di fede, sia da parte di piccoli che di adulti. La potremmo definire come una donna consacrata “credente e credibile” che ha messo a frutto la propria vocazione.
Non di minor peso è stata la sua presenza nell’ambito accademico: la sua preparazione teologica è stata messa a servizio dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “mons. Anselmo Pecci” di Matera, apportando innumerevoli benefici sia umani che formativi a intere generazioni di insegnanti di religione e non solo.
Le esequie della religiosa saranno celebrate giovedì 30 aprile 2026 alle ore 10,30 nella chiesa parrocchiale di Metaponto Borgo. La salma sarà vegliata da domani 29 aprile dalle ore 13,00 presso Villa Fatima in Contrada Mercuragno, sede della suore Dorotee di Metaponto.
L’Istituto Suore di Santa Dorotea di Cemmo ha la sua sede centrale a Cemmo di Capodiponte (Brescia), frazione di un piccolo paese della Valle Camonica.
La Comunità di Villa Fatima a Metaponto segue il carisma di Madre Annunciata Cocchetti, la quale, a metà del XIX secolo in risposta all’amore di Dio e interpellata dal bisogno educativo del tempo e del luogo, decise di dedicarsi al bene delle fanciulle povere del popolo.
Caratteristica distintiva è l’animazione come stile di presenza educativa: accolgono la persona come figlio di Dio, unico e irrepetibile; con amicizia evangelica la accompagnano nel quotidiano a riconoscere ricchezze e limiti, perché sia protagonista della propria crescita umana e cristiana, contribuisca al bene comune e diventi, a sua volta, capace di animazione nel medesimo stile.
I destinatari sono i giovani nelle varie tappe della crescita. Se ne prendono cura in dialogo con la famiglia, luogo educativo e da educare. Privilegiano la donna, per aiutarla a vivere la propria specifica vocazione di generatrice di vita in tutti i suoi aspetti. Vivono il carisma in scuole, centri di spiritualità, centri culturali, in parrocchia e in diocesi, nelle organizzazioni educative socio-assistenziali-sanitarie in missione. Condividono l’impegno educativo con la Comunità laicale e la Fraternità secolare, nate dallo stesso carisma di Annunciata.
La comunità dei docenti e degli studenti dell’Istituto “Mons. A. Pecci” di Matera ricordano il tratto discreto e la profondità spirituale, sottolineando come suor Maria abbia vissuto l’insegnamento non semplicemente come trasmissione di contenuti, ma come testimonianza di vita. Nelle aule dell’Istituto ha saputo coniugare rigore teologico e vita di preghiera, offrendo a generazioni di studenti un esempio autentico di fede vissuta.
“Una grande risorsa per i ragazzi e per tutta la comunità – ricorda don Rosario Manco, già parroco di Metaponto, – capace di seminare frutti che continueranno nel tempo”. Don Rosario ha anche evidenziato come sia stata collaboratrice attenta e instancabile. Il suo impegno si è tradotto in numerose iniziative pastorali e spirituali: centri di ascolto, celebrazioni nei quartieri, percorsi di catechesi e opere di carità, in particolare a favore delle persone più fragili e dei migranti. Significativo anche il suo contributo nell’educazione dei giovani, con un’azione formativa che ha lasciato segni duraturi nella comunità.
Toccante la testimonianza di Leo Russo, un giovane di Bernalda: “Di lei porto nel cuore un ricordo da bambino che non dimenticherò mai; ero in chiesa, seduto tra i banchi, quando lei si avvicinò e mi invitò a indossare la tunica per fare il ministrante. Fu la prima volta, e quel gesto semplice mi fece sentire accolto, importante, parte di qualcosa di bello. Negli anni, ad ogni incontro, non mancavano mai il suo sorriso, la sua disponibilità, e quel suo modo gentile e dolce di interessarsi agli altri, chiedendomi sempre come proseguissero gli studi e come andasse la vita. Grazie Suor Maria, per tutto quello che hai seminato e per il bene che hai lasciato nei cuori di tanti”.
Alla sua famiglia religiosa, ai familiari e a quanti le hanno voluto bene, si unisce il cordoglio riconoscente di quanti l’hanno conosciuta, accompagnata e stimata, nella certezza che il bene seminato continuerà a generare vita.






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