Una giornata straordinaria con l’obiettivo di dare un valore diverso, anzi, una missione da compiere alla Città con i Giochi del Mediterraneo che si terranno a Taranto. Una profezia da far vivere!

L’augurio dell’Arcivescovo mons. CIRO MINIERO che ha aperto i lavori di una intensa giornata con la presenza di illustri relatori:
“Taranto si appresta a vivere grandi ideali e opportunità per portare avanti storia e quotidianità. I Giochi del Mediterraneo invitano a guardare oltre l’orizzonte per abbracciare popoli e culture diverse”.
Significativo il richiamo alle grandi proposte che le storiche visite di San Paolo VI e San Giovanni Paolo Il hanno affidato alla Città. Le richiamiamo per la visione profetica che quelle visite donarono alla Città.

Papa San Paolo VI visitò Taranto nella notte tra il 24 e il 25 dicembre 1968. Celebrò la Santa Messa di Natale all’interno del grande centro siderurgico (allora Italsider). L’evento fu storico: per la prima volta un Papa si recò in una fabbrica per stare vicino agli operai.

- Chiamò gli operai “figli, fratelli e amici”. Disse che la Chiesa non è lontana da loro ma è vicina e li ama.
- Riconobbe la fatica del lavoro. Affermò che il lavoro è sacro, nobilita l’uomo e lo rende capace di esprimere se stesso e di lodare Dio.
- Ricordò i diritti e i doveri. Sottolineò che i lavoratori hanno bisogno di benessere e giustizia economica, ma anche di dignità, rispetto e giustizia sociale.
La storica visita pastorale di Papa San Giovanni Paolo II a Taranto si svolse nei giorni 28 e 29 ottobre 1989.
I discorsi del Papa furono definiti dalla Chiesa Locale e da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO l'”Enciclica Tarantina”. Il Papa toccò temi cruciali, affrontando sia la crisi dello stabilimento siderurgico (allora Italsider/Ilva) sia il tessuto sociale della città.

- Parlò del primato dell’uomo sull’economia: nel celebre discorso ai lavoratori dello stabilimento siderurgico, Wojtyła sottolineò la centralità della persona affermando con forza che «sono gli uomini e non i numeri che contano».
- La profezia su lavoro e ambiente: il Papa anticipò di decenni l’attuale dibattito tarantino, parlando sì di progresso industriale, ma mettendo in guardia contro la «minaccia di inquinamento» e chiedendo di tutelare insieme la salute, l’ambiente e il lavoro.
- L’appello alla dignità del lavoro: Ricordando la storica messa di Natale di Paolo VI del 1968, ribadì che la Chiesa non può restare indifferente di fronte a situazioni che pongono una pesante ipoteca sul futuro dei lavoratori.
- Ai giovani e alle famiglie: durante l’incontro con le coppie di sposi nella Cattedrale e con i giovani allo stadio Iacovone, parlò della necessità di superare l’egocentrismo e l’individualismo per costruire una comunità solidale.
- Riscatto della Città Vecchia: esortò la cittadinanza a uno sforzo creativo per valorizzare il territorio, promuovere l’artigianato e le piccole imprese locali.
Mons. Miniero ha invitato “a vivere un nuovo tipo di relazioni da unire ai valori genuini della nostra tradizione”.
Significative le immagini che ha consegnato come obiettivi da perseguire: “Città rivolta ad Oriente, pronta ad offrire l’Ulivo Benedetto, tracciando ed impegnandosi a vivere un nuovo percorso di sviluppo, di cooperazione, di pace”.


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