
Un week-end di preparazione
Carissimi giovani,
volete partire nel nome del Signore Gesù per vivere un’esperienza di fraternità, servizio e condivisione con i fratelli e le sorelle del Kenya, dell’Argentina e della Romania?
Domenica 28 giugno a Santeramo in Colle, il mandato missionario conferito durante la messa presieduta da padre Filippo D’Alessandro ha chiuso il fine settimana di formazione promosso dall’Associazione dei Frati Minori Puglia-Molise, che si impegna nel servizio in svariati progetti avviati in particolare in Romania, Argentina e Kenya.
Sono state giornate intense, fatte di momenti di condivisione tra prospettive, testimonianze e sguardi sul mondo, in cui giovani e adulti si sono incontrati non solo per formarsi, ma per riscoprire il senso del profondo e autentico ascolto dell’altro.
La sera del 26 giugno, una cena comunitaria ha dato il tono all’evento: un’occasione unica e preziosa per conoscersi e confrontarsi sulle esperienze missionarie vissute o ancora da vivere.

Molti, infatti, si preparano a partire per la prima volta. Sul loro volto si leggono tanto entusiasmo e una grande voglia di mettersi in gioco, sia da parte di chi viene da lontano – come i fratelli Matteo e Lisa di Torino – sia di chi è ormai di casa in questa realtà, come i tanti partecipanti del Barese. Accanto a loro c’è anche chi parte per l’ennesima volta, ma custodisce la stessa curiosità dell’inizio. È il caso di Pino e Rosa che, dopo essere stati in Kenya per ben tre volte, voleranno per la prima volta in Argentina; in questa nuova avventura saranno accompagnati da Francesco, un’altra vera pietra miliare di queste esperienze, così come tanti altri già partiti per questo tipo di missioni e pronti a rimettersi in gioco.
Il giorno successivo è stato caratterizzato da testimonianze forti, a partire dal significativo intervento “Non più muri in Terra Santa”. Padre Francesco Patton (custode della Terra Santa dal 2016 al 2024), in collegamento online, ha guidato i partecipanti alla scoperta della Custodia di Terra Santa, testimoniando la complessità della convivenza tra comunità religiose diverse in una terra profondamente ferita dai conflitti. Il suo messaggio è stato un appello a superare i pregiudizi e i “muri” mentali, riprendendo l’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco e l’indicazione a riflettere sul significato di essere “artigiani di pace”, abbandonando la logica della “produzione in serie” per riscoprire la singolarità, la storia e l’unicità di ogni popolo.
Il programma è proseguito con la testimonianza “Mai più muri in Kenya” di Simone Ceciliani, membro della Comunità Papa Giovanni XXIII, impegnato da molti anni nel sostegno all’infanzia all’interno di una casa d’accoglienza costruita in una delle baraccopoli di Nairobi. La sua volontà di partire in missione è nata da un profondo senso di ingiustizia provato fin dall’età di vent’anni: le enormi disparità sociali ed economiche lo hanno spinto a dedicarsi interamente agli ultimi, decidendo di stabilirsi definitivamente in Kenya, come ha sottolineato lui stesso, «non per carità, ma per giustizia».
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sulla formazione pratica grazie a un laboratorio condotto da Mimmo Rocci, operatore socio-sanitario presso la Fondazione Santi Medici di Bitonto. Con il suo intervento, Mimmo Rocci ha guidato i presenti in una profonda riflessione sulle relazioni umane e sull’importanza di coltivare l’amore per le persone circostanti. Attraverso attività dinamiche e giochi, i partecipanti hanno compreso quanto sia fondamentale affrontare gli ostacoli della quotidianità aggrappandoci ai valori solidi che sostengono e tengono in vita ogni legame.
Le due giornate sono state permeate anche dal laboratorio #Musicainmissione, che ha dato l’opportunità di registrare una canzone scritta da padre Francesco Cicorella, invitando tutti a cimentarsi nel canto. Questo progetto va avanti ormai da molti anni, durante i quali sono stati registrati brani persino in Kenya, unendo la musica al servizio e alla condivisione.

La testimonianza delle due giovani materane
Le sorelle materane Angela Raffaella e Bruna Grieco, di 21 e 22 anni, universitarie a Perugia, hanno commentato così l’esperienza:
«Con tanta emozione abbiamo ricevuto la benedizione: da questo momento siamo chiamate a essere testimoni del Vangelo e del suo messaggio di amore e fratellanza. La scuola missionaria ci ha lasciato un insegnamento prezioso: abbattere i muri, mettersi in ascolto e donarsi gratuitamente. Ora siamo pronte a partire, diventare autentiche costruttrici di ponti e artigiane di pace».
Martedì 18 agosto, insieme a un gruppo di 12 persone coordinate da padre Francesco Cicorella, le due giovani partiranno insieme a don Gianpaolo per Nairobi per sostenere alcune opere di carità gestite dalle varie congregazioni religiose sul posto. Dall’Italia porteranno cellulari e tablet per i ragazzi kenioti.
Accompagniamoli con la nostra preghiera perché le due settimane di esperienza portino frutto a loro e alla comunità locale.


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