Il pozzo e la cisterna del Santuario Diocesano di San Francesco di Paola in Matera

Dal Registro delle Delibere dell’Arciconfraternita di San Francesco da Paola in Matera, si apprende che, completata la costruzione del Santuario, il 20 gennaio 1776 fu disposta la realizzazione della Sacrestia (l’attuale Sala del Pozzo).

L’opera fu affidata ai maestri muratori Placido Andrisani, Eustachio Martemucci e Mattia Del Giudice, che il 30 gennaio 1776, dinanzi alla Corte di Matera, sottoscrissero il contratto d’appalto per l’esecuzione dei lavori al prezzo di 185 ducati d’argento. Contestualmente venne realizzata anche la piccola cisterna ipogea, oggi osservabile attraverso il boccaglio del pozzo. Questa struttura costituiva un elemento essenziale del sistema idrico del Santuario, garantendo la raccolta e la conservazione dell’acqua destinata alle esigenze della chiesa e della comunità materana.

La cisterna svolgeva infatti una importante funzione di regimazione delle acque sorgive presenti nel sottosuolo. Insieme alle altre cisterne distribuite nell’area, contribuiva a intercettare e controllare le infiltrazioni d’acqua, riducendo il rischio di sovraccarichi idraulici che avrebbero potuto compromettere la stabilità delle strutture murarie.

Il manufatto è collegato a un articolato sistema di captazione e smaltimento delle acque: è dotato di un boccaglio di adduzione, destinato all’immissione dell’acqua, e di un troppopieno che consente il deflusso delle eccedenze verso il Palombaro Grande, la monumentale cisterna situata al di sotto dell’attuale Piazza Vittorio Veneto.

Pozzo santuario di San Francesco di Paola dall’alto.

La vasca presenta una pianta pressoché rettangolare, con una profondità di circa 5,50 mt e una
base di 1,00 mt x 1,60 mt. È interamente scavata e realizzata nella calcarenite locale (tufo materano).

Lungo le pareti sono inoltre presenti piccoli scolmatori, aperture di troppopieno, che permettono il passaggio controllato dell’acqua da una cisterna all’altra, assicurando il funzionamento dell’intero sistema idrico.

È stato calcolato che la cisterna può contenere fino a 8,80 mc di acqua. Al momento in cui si è proceduto con la rimozione dello strato di melma che si era depositata sul fondo della stressa cisterna, si sono rinvenute diverse brocche e svariati secchi, un tempo usati per attingervi l’acqua e che nel tempo, cedute le corde di risalita, sono cadute depositandosi sul fondo della stessa.

Le ultime fasi hanno visto l’illuminazione della cisterna, un vetro a protezione della stessa, l’esposizione delle brocche e dei secchi ritrovati nel fondale della cisterna, un banner che offre tutte le informazioni utili legate a questa opera di ingegneria idraulica.

Canonico Don David Mannarella,
Correttore del Santuario di San Francesco di Paola in Matera

Pozzo santuario di San Francesco di Paola di prospetto

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