Giovanni Pennacchio era nato a Grottole l’1 giugno 1939. Orfano di guerra. Fu mandato in collegio a Palermo con suo fratello dove ha vissuto alcuni anni.
Rientrato a Grottole, iniziò a lavorare da postino nelle Poste Italiane, ente – poi trasformatosi in Azienda – dove ha lavorato per tutta la vita fino a ricoprire ruoli dirigenziali.
Uomo di sani principi e molto ligio al proprio dovere, è sempre stato ferventemente attivo nel sindacato CISL, prima nella confederazione dei Post-telegrafonici poi dei pensionati della stessa Azienda. Una persona mite, generosa e premurosa come poche.
L’arcivescovo Rocco Pennacchio, figlio di Giovanni, da quando è andato via da Matera, ha perduto i familiari più cari il papà, la sua cara mamma e il suo mentore – determinante per la sua vocazione adulta – don Nicola Colagrande storico parroco di San Paolo a Matera.
Domani, mercoledì 12 agosto alle ore 10.00, a Fermo sarà celebrata, da mons. Rocco suo figlio, una Messa nella chiesa di Sant’Alessandro, poi il feretro partirà per Matera dove alle ore 17,00 presso la chiesa di San Paolo si terranno i funerali.


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