Pochi giorni fa, nel vedere le scene apocalittiche dei migranti marocchini a Ceuta, la mia mente è volata agli eventi di 35 anni fa, quando a Bari approdò la nave VLORA, con a bordo 20.000 disperati albanesi. Fu qualcosa di inaspettato e traumatico. Le autorità dell’epoca volevano respingerli in mare. Solo il sindaco di Bari, Dalfino, una persona per bene, ebbe il coraggio di pronunciare parole rimaste memorabili: “SONO PERSONE, PERSONE DISPERATE. Noi siamo la loro ultima speranza. Non possiamo ricacciarli in mare”.
Insieme a lui, il Venerabile Don Tonino Bello si spese moltissimo per la loro accoglienza, anche a costo di subire ingiuste accuse da parte dell’allora ministro Scotti. Fu proprio in quei frangenti che maturò il concetto religioso-filosofico dell’“etica dei volti”. Scriveva: “volti ri/volti nella reciprocità dello sguardo co/in/volti in una appartenenza solidale dove nessuno è estraneo, nessuno è nemico. Solo guardando il volto del fratello scopriremo che in fondo dietro la maschera di abbrutimento vi è una persona”.
Sappiamo come andò a finire. I 20.000 disperati furono rinchiusi nello stadio della Vittoria, con il cibo e l’acqua paracadutati dall’alto e, man mano, quasi tutti rimpatriati. A Ceuta, invece, una marea di dannati è arrivata a nuoto, facilitata da loschi trafficanti di esseri umani e dalle autorità del Marocco. Migliaia di giovani disoccupati, senza prospettive nella loro patria, stanchi e affamati, sono stati strumentalizzati da forze politiche retrive e razziste che hanno soffiato sul fuoco, arrivando addirittura a sospendere gli accordi di Schengen (nonostante Ceuta non sia area Schengen) e a convocare una riunione d’urgenza dei ministri degli Interni europei.
La solidarietà è ormai un ricordo lontano. La disumanizzazione è diventata parte integrante del pensiero vigente, immerso in un cinismo totale che alimenta e predica la paura del diverso. Il dramma è stato subito interpretato come il nuovo capitolo dell’invasione dei popoli del Sud verso l’Europa ricca e benestante. Nessuno si è preoccupato degli oltre 100 morti, né del perché di tutto questo. L’importante era mettere sotto accusa il governo spagnolo, speculare sulla pelle di migliaia di poveri cristi e trovare un pretesto per minare l’unità dell’Europa.
Un mondo feroce, che dimentica con superficialità e malizia che dietro la “questione migranti” vi sono “PERSONE”, con VOLTI ri/volti verso di noi, parafrasando Don Tonino e il sindaco Dalfino. Stiamo resuscitando concetti che pensavamo di aver seppellito per sempre: la purezza della razza, la legge del più forte, la “normalità delle guerre” che tanti lutti hanno causato nel secolo scorso. Antigone, nell’omonima tragedia di Sofocle, si ribellava all’editto che vietava la sepoltura del fratello, considerato nemico della patria, dicendo: “non sono nata per seminare l’odio, ma condividere l’amore. ” Ho la sensazione che molti, oggi, siano nati e vivano non più per dare amore ma solo e soltanto per seminare odio.


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