Una comunità riunita nella gratitudine e nella gioia ha festeggiato padre Antonio per i suoi vent’anni di sacerdozio. La celebrazione eucaristica, svoltasi nella parrocchia di Sant’Antonio di Padova, è stata arricchita dalla presenza a sorpresa del nuovo direttore del Villaggio del Fanciullo, che da lunedì 28 subentrerà a padre Angelo Sardone.
A presiedere l’omelia è stato padre Carlo Diaferia, che ha ricordato con affetto il legame di lunga data con il festeggiato: «Padre Antonio oggi compie vent’anni di sacerdozio. Era un bambino delle scuole elementari quando l’ho incontrato». «La sua partecipazione, ha raccontato, è nata quasi provvidenzialmente da un invito semplice e spontaneo dello stesso padre Antonio».
Nel giorno dedicato a san Pio, padre Carlo ha presentato il santo come «un buon operaio della messe», capace di vivere il Vangelo puntando all’essenziale. Commentando il mandato affidato da Gesù agli apostoli, ha ricordato che mezzi e strumenti possono essere utili, ma non sono il traguardo della vita cristiana: «Lo scopo e il fine della nostra vita è Gesù Cristo».
Il richiamo a San Pio ha introdotto il tema della guarigione, intesa nella sua dimensione fisica e spirituale. Il Vangelo, ha spiegato padre Carlo, invita a prendersi cura della persona nella sua interezza, accogliendone tanto le fragilità interiori quanto i bisogni concreti. L’invito di Gesù a “guarire i malati” diventa così una responsabilità affidata a ogni credente.
Al centro della riflessione anche la fiducia nella Parola del Signore, “lampada ai nostri passi” e fondamento della fede e dell’annuncio. La chiamata, ha sottolineato padre Carlo, non riguarda soltanto sacerdoti e apostoli: ogni cristiano è inviato ad annunciare il Regno di Dio attraverso parole e gesti semplici, vincendo la pigrizia e l’indifferenza.
Rivolgendosi a padre Antonio, il celebrante gli ha affidato gli auguri dell’intera comunità e ha richiamato il cuore del ministero sacerdotale: curare le ferite, offrire speranza, alimentare la fiducia e restituire il sorriso. «Il Vangelo è lieto annuncio», ha ribadito, invitando a non ridurre il cristianesimo a un’esperienza triste o segnata soltanto dalla sofferenza. Anche nelle difficoltà, la presenza di Gesù rimane fonte di gioia.
In conclusione, richiamando la parabola degli operai chiamati a ore diverse nella vigna, padre Carlo ha esortato i fedeli a gioire per ogni conversione e a riconoscere il privilegio di una vita vissuta accanto al Signore. La celebrazione si è chiusa nel segno della gratitudine: per il dono del sacerdozio di padre Antonio e per l’Eucaristia, cuore della Chiesa e della vita comunitaria. Dopo la celebrazione è seguito un momento di fraternità e festeggiamento.




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