In questi giorni ci accompagna il ricordo dei nostri cari che non ci sono più, di coloro che si sono conosciuti, di quelli che riempiono i nostri ricordi d’infanzia.
La nostra comunità ritrova nella memoria dei Defunti la propria identità. Noi amiamo i nostri morti, perché il loro ricordo è parte della nostra vita. Noi amiamo i nostri cari Caduti e vogliamo ricordarli in modo particolare, perché essi sono passati su questa terra, lasciando una traccia di sangue, di eroismo, di amore alla Patria.
Oggi ci ritroviamo intorno a questo Sacro Monumento, omaggio e riconoscenza che le Istituzioni e il popolo vollero rendere alla Memoria dei Caduti di tutte le Guerre.
E’ facile in questa, come in altre commemorazioni, farsi contagiare dalla retorica e da un rituale che si ripete ogni anno e può prevalere soltanto la suggestione emotiva di un ricordo, pur denso di significati e di sentimenti. L’emozione, tuttavia, ha breve durata se non scava dentro di noi motivazioni forti, tese ad un impegno serio e fattivo per rendere migliore la convivenza civile.
Constatiamo con sconforto, che ancora oggi ci sono tante guerre disseminate nel mondo e tante atrocità che si consumano nei confronti di innumerevoli persone innocenti, come se la dura storia degli ultimi due conflitti mondiali non avessero insegnato nulla ad un’umanità così confusa e inquieta.
La condizione di un’umanità sommersa dalla violenza, dalla paura, dalla insicurezza può essere migliorata da due valori fondamentali: l’amore e la pace.
Siamo tutti desiderosi di trovare una soluzione per far valere quel mirabile strumento che si chiama “comunicazione”, anche se siamo consapevoli che comunicare gli uni con gli altri è estremamente difficile. Ognuno di noi vuol fare prevalere la propria idea, non vuole rinunciare alle proprie posizioni egoistiche e ritiene che il torto e l’ingiusto sia sempre dall’altra parte e non di sé stesso.
Dobbiamo sentire forte il rispetto dei diritti della persona, il senso della solidarietà per tutti gli uomini, senza discriminazioni. Deve essere forte la volontà di ciascuno di noi di costruire con tenacia e coraggio un mondo più degno dell’uomo. Ma il coraggio dobbiamo averlo tutti; non pretendere che ce l’abbia uno solo o pochi: quelli che sono più esposti, quelli che devono decidere. Stare alla finestra a guardare è facile per tutti. Giudicare gli altri è altrettanto facile. Abbiamo la tendenza a scaricare sugli altri le responsabilità che ci toccano. Dobbiamo essere convinti che le responsabilità collettive sono sempre la somma di quelle individuali. Un mondo più giusto e più umano dobbiamo costruirlo tutti. Dobbiamo essere consapevoli che quello che siamo dentro di noi si manifesta fuori di noi; quello che noi pensiamo, quello che noi facciamo della nostra esistenza ogni giorno si proietta sul piano esterno e costruisce il mondo. La società in cui viviamo è il prodotto delle nostre relazioni.
Il ricordo dei nostri Caduti deve essere la fonte alla quale vogliamo rifarci per muovere con decisione verso l’avvenire. Ci accompagni il ricordo di questa giornata dedicata a quanti hanno combattuto e sono morti, per consentire a tutti noi di essere quelli che siamo e di vivere in un Paese libero e democratico.
Questi sentimenti e questi propositi deponiamo insieme con la corona di alloro, ai piedi di questo sacro monumento.
Viva l’Unità Nazionale! Viva le Forze Armate! Onore ai Caduti di tutte le Guerre! Viva l’Italia.

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