
A quarantadue anni dal matrimonio con Anna Panetta, Michele Viggiani, 67 anni – padre di Maria Teresa e Luciana e nonno di tre nipotini – si appresta a vivere una delle tappe più significative della sua vita di fede: l’ammissione al diaconato, che sarà celebrata solennemente nella chiesa di San Giovanni Bosco in Marconia alla vigilia della festa di Tutti i Santi.
Un traguardo che non nasce da un’illuminazione improvvisa, ma che affonda le radici in un cammino di maturazione umana e cristiana iniziato oltre vent’anni fa. Come racconta lo stesso Michele, profondamente emozionato, pur essendo pienamente realizzato sul planò familiare e lavorativo, avvertiva nel profondo che «c’era qualcosa che mi mancava, che mancava nella mia vita: la presenza di Dio».
Non c’è un momento preciso in cui riesco a collocare questa chiamata: si sono susseguiti tanti eventi in cui il Signore mi si è fatto prossimo e mi ha preceduto, nella gioia e nel dolore.
Nel 2021, in pieno Covid, mi è stata data la possibilità di iniziare il percorso di formazione.
Le prime tappe di un intenso cammino di fede
Sono stati i fratelli del Rinnovamento nello Spirito Santo, presenti nella comunità marconese, a incoraggiarlo fortemente nel cammino di vita cristiana; poi è arrivato il ministero della comunione agli ammalati, a cui lo ha introdotto padre Bruno, uno dei padri maristi presenti a Marconia. Un compito inizialmente affrontato con il timore reverenziale di «tenere in mano il Santissimo Sacramento», poi trasformatosi in una profonda scuola di vita accanto a chi soffre, fino al contatto quotidiano con le fragilità più estreme.
A servizio delle periferie della Diocesi
Tante esperienze hanno caratterizzato l’azione ecclesiale di “periferia” di Michele in questi anni: dal Centro Geriatrico “San Raffaele”, dove l’attenzione si estende inevitabilmente ai familiari costretti a fronteggiare pesanti difficoltà economiche e gestionali per i cari affetti da gravi patologie, all’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, dove la varietà di ammalati e di non cristiani aumenta notevolmente, fino alle periferie esistenziali della Casa “Betania” di Serra Marina. Un luogo, quest’ultimo, che gli ha permesso di comprendere «una sofferenza di persone lontane da casa, in cerca di fortuna o semplicemente di un lavoro per poter mandare qualcosa ai familiari».
Oggi questo percorso di prossimità trova un ulteriore sbocco nella collaborazione con la Caritas, che riunisce un po’ tutte le povertà.
Quali desideri per il futuro? Poter sempre fare la volontà di Dio, mettendosi a disposizione del vescovo per il bene della nostra Chiesa in qualsiasi ambito.

Due momenti di preparazione a questa tappa significativa
Ma Michele è commosso anche dalla vicinanza che sente da parte delle due comunità parrocchiali di Marconia: San Giovanni Bosco e San Gerardo Maiella. A entrambe sente di appartenere, ed è per questo che le due serate di preparazione all’ammissione si svolgeranno in ciascuna delle due parrocchie: nella prima, oggi 29 ottobre, un momento di adorazione eucaristica; nella seconda, domani 30 ottobre, una catechesi sull’ordine del diaconato tenuta da mons. Pierdomenico Di Candia, delegato episcopale del Servizio per il Diaconato permanente.
Infine, sabato 31 ottobre alle ore 18:30, si terrà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Benoni, con l’ammissione dell’accolito Michele Viggiani all’ordine sacro del diaconato.


L’ammissione è il rito in cui il candidato ufficializza la propria intenzione davanti a Dio e alla comunità di accogliere il dono dell’ordine sacro. Il vescovo, a sua volta, chiede una conferma pubblica sull’idoneità del candidato a chi ne ha curato la formazione (nel caso specifico, mons. Pierdomenico Di Candia). Trattandosi di un candidato coniugato, il vescovo chiede anche il consenso della moglie, affinché il sacramento del matrimonio si integri armoniosamente con il ministero diaconale. Infine, interroga direttamente il candidato per verificarne le intenzioni interiori e l’impegno formativo, benedicendolo alla luce di questi propositi.
Con Papa Francesco, Michele incoraggia a «non avere paura della santità»
Un messaggio, peraltro contenuto nella locandina di invito alla liturgia di ammissione, tratto dall’esortazione apostolica Gaudete et Exsultate di Papa Francesco, lascia Michele, d’intesa con la moglie Anna, alla comunità diocesana:
Non avere paura della santità. Non ti toglierà forza, vita e gioia. Tutto il contrario, perché arriverai ad essere quello che il Padre ha pensato quando ti ha creato e sarai fedele al tuo stesso essere.
Siamo tutti invitati a partecipare a questo momento; se non ci fosse possibile di persona, sostenendo Michele con la preghiera dai luoghi in cui ci troviamo.

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