
Una solenne celebrazione presieduta dal cardinale Enrico Feroci, insieme all’arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo e metropolita di Basilicata, mons. Davide Carbonaro si svolgerà alle ore 17:30 nella Concattedrale di San Nicola a Muro Lucano: si apre ufficialmente l’Anno “Gerardino”.
Già nei giorni scorsi le spoglie del “fiore più bello germogliato nella zolla della terra lucana” – come lo definì mons. Giuseppe Vairo, arcivescovo di Potenza e Muro Lucano dal 1978 al 1986, quindi di Potenza-Muro L.-Marsico sino al 1993 – sono giunte a Muro Lucano, accolte da una folla commossa. In processione, hanno raggiunto la chiesa di Sant’Andrea, dando inizio a un pellegrinaggio che sta toccando i luoghi più significativi della vita del Santo: il Santuario della Madonna di Capodigiano, Ponte Giacoia – la sua parrocchia –, la Cattedrale e la chiesa di San Marco. Le reliquie resteranno in ostensione fino al 25 aprile.


L’Anno Gerardino nasce con un obiettivo chiaro: riscoprire la figura di un santo giovane, capace di parlare ancora oggi attraverso la sua umiltà, e la coscienza della chiamata universale alla santità. “Vado a farmi santo”: questo, secondo la tradizione, Gerardo scrisse su un biglietto alla madre lasciando di soppiatto la casa natale per entrare come fratello laico tra i Redentoristi, la congregazione fondata da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. “La testimonianza di San Gerardo ci ricorda che la santità nasce dalle cose semplici e dalla fiducia quotidiana in Dio”, ha sottolineato il parroco di Muro Lucano, don Thomas John.
L’iniziativa coinvolgerà non solo Muro Lucano, ma l’intera Basilicata, con un ricco programma di appuntamenti religiosi e comunitari. Particolare rilievo assume la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria: a Muro Lucano durante tutto l’anno, fino al 23 aprile 2027, e in alcune date specifiche indicate nella lettera pastorale scritta da mons. Carbonaro in occasione dei 300 anni dalla nascita di Gerardo Maiella, nelle Cattedrali delle sei diocesi lucane e in diverse chiese lucane intitolate al Santo, tra cui la parrocchia di San Gerardo Maiella in Marconia di Pisticci.
Proprio a Marconia, lo scorso 13 marzo, è stata rappresentata in prima nazionale l’opera teatrale Gerardo il semplice, replicata nei due giorni successivi a Ferrandina e Matera. Un’iniziativa pensata dall’Ufficio Missionario Diocesano per far conoscere un santo ancora poco noto proprio nella terra che gli diede i natali. Che, visto il successo riscosso, sarà rappresentata in altre località lucane nel corso dell’anno giubilare.

I luoghi “gerardini” – non solo Muro Lucano, ma anche la Basilica di Santa Maria Mater Domini a Caposele (AV), dove il Santo è sepolto, e il Convento dei Cappuccini a Vietri di Potenza, che custodisce il Crocifisso da lui scolpito – saranno quest’anno mete di pellegrinaggio per tutte le comunità diocesane lucane. Ma, come ricorda mons. Carbonaro, “il pellegrinaggio più bello che Gerardo ci chiede è quello del cuore, dove apprendiamo a rimettere in sintonia le nostre scelte con il Vangelo, imparando a servire come lui ha fatto il Signore e i fratelli”.
“San Gerardo, che ebbe a cuore la volontà di Dio come amorosa ricerca della felicità, aiuti i giovani a scoprire la gioia e la gratitudine che scaturiscono da un cuore semplice e la capacità di donarsi agli altri senza riserve”, conclude mons. Carbonaro nella sua lettera pastorale.
Di seguito le iniziative programmate per l’avvio dell’Anno Gerardino.





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