Don Angelo Gioia, 30 anni di sacerdozio col passo felpato e un cuore grande

Ricorre domani 29 giugno il 30° anniversario di ordinazione sacerdotale di don Angelo Gioia Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Matera-Irsina e Assistente unitario dell’Azione Cattolica diocesana.

Trent’anni di sacerdozio sono il segno di una vita donata al Signore e alla Chiesa. E’ questa la vita di don Angelo Gioia, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina, che  domani festeggia i 30 anni della sua ordinazione sacerdotale. Una bella tappa, una bella ricorrenza per una persona dall’aspetto gentile, eterno ragazzo nello spirito e nella freschezza delle idee, molto saggio, pacato, rispettoso e amante del prossimo così come è amante follemente di nostro Signore Gesù Cristo.

A Bernalda, dove è nata la vocazione di don Angelo ed è cresciuta nel tessuto vivo della comunità parrocchiale fondando le proprie radici nella vita ordinaria dell’Azione Cattolica, il 29 giugno del 1996 – con imposizione delle mani e preghiera consacratoria di mons. Antonio Ciliberti – col risuonare delle parole “Ravvivare il dono del sacerdozio ministeriale è certamente opera della grazia ma questa suppone il nostro continuo ripetere in ogni circostanza”, pronunciò il suo: “Eccomi, Signore”, con tutto il cuore.  

Gli incontri dell’ACR, il servizio liturgico come chierichetto, la sapiente guida spirituale di don Mimì D’Elia e la testimonianza di una famiglia profondamente cristiana hanno costituito il terreno fecondo nel quale il Signore ha fatto germogliare la sua chiamata. Non è stata il frutto di un evento straordinario, ma il dono maturato all’interno di una comunità viva e generativa, capace di educare alla fede, di accompagnare il discernimento e di aiutare i giovani a riconoscere, nell’ordinarietà della vita, la voce del Signore.

In trent’anni di sacerdozio ha percorso tante strade, ha incontrato migliaia di volti, ha assunto responsabilità sempre più grandi. Eppure ogni volta si ritrova lo stesso don Angelo: quello che sa ascoltare prima di parlare, che sorride con sincerità, che non fa mai pesare il ruolo che ricopre e che riesce a mettere ciascuno a proprio agio. Questa è forse la sua dote più bella: far sentire ogni persona importante.

Don Angelo è nato a Policoro il 6 luglio del 1971 ed ha frequentato il Seminario Minore a Potenza dal 1985 al 1990. Sempre a Potenza ha frequentato il Seminario Maggiore dal 1990 al 1996 ricevendo il ministero del servizio diaconale nel 1995 nella cattedrale di Matera.

La sua vita sacerdotale si è svolta sempre con impegni continui e nello spendersi per gli altri in particolare per i giovani con i quali ha sempre stabilito un rapporto privilegiato, con gli adulti, con le persone fragili e con i suoi confratelli sacerdoti, soprattutto anziani. Non a caso ha militato sin da piccolo nell’Azione Cattolica e ha ricoperto vari ruoli per moltissimi anni. Intanto, nel 1998 scende nella “trincea” delle parrocchie, quando con don Pierdomenico Di Candia inizia il mandato pastorale presso la parrocchia di San Rocco, durata per lui fino al 2005. Appena dopo viene nominato Parroco di San Giovanni Battista di Ferrandina sostituendo Don Biagio Colaianni che diventava parroco di San Giacomo a Matera.

Chi conosce don Angelo riconosce immediatamente alcuni tratti che lo accompagnano da sempre: la semplicità, la cordialità, il sorriso, la disponibilità all’ascolto e quella naturale capacità di accogliere ogni persona con discrezione e rispetto. Sono qualità che non si esprimono soltanto nelle parole, ma soprattutto nei gesti quotidiani, nelle attenzioni concrete e nella vicinanza alle persone. È uno stile pastorale che affonda le sue radici sia nella formazione ricevuta sia nella sua sensibilità umana, facendo percepire a chiunque lo incontri la serenità e la gioia di un sacerdote che vive il proprio ministero come autentico servizio. Col suo porsi verso il prossimo dà senso concreto alla missione della Chiesa Italiana che può e deve essere sostenuta con la firma dell’8xmille.

Per le sue qualità eclettiche don Angelo ha ricoperto molti ruoli nella Chiesa sempre riuscendo, con il suo garbo, la sua innata gentilezza, per i suoi buoni consigli e le parole di conforto, a penetrare nel cuore delle persone lasciando dietro di sé, nel momento in cui passava ad altro incarico, un vuoto e tanta nostalgia.

Nel 2012 ritorna a Potenza in qualità di vice Rettore del Seminario Maggiore di Basilicata fino al 2018 esercitando l’innata facoltà di trasmettere il senso della bontà, l’amore verso Dio ed il prossimo ai ragazzi futuri sacerdoti. Nel 2018 viene nominato Rettore del Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata “Giovanni Paolo II” restando a Potenza fino a tutto settembre 2023.

Ritorna nel 2023 a Matera dove, dopo qualche mese, viene nominato da mons. Antonio Giuseppe Caiazzo Vicario Generale in sostituzione di don Biagio Colaianni che nel frattempo era stato nominato da Papa Francesco Arcivescovo metropolita di Campobasso-Boiano. Inizia così la fase di maturità nel suo ministero sacerdotale.

Infatti, insieme al vicariato, tuttora in atto con una breve interruzione formale al cambio dell’arcivescovo, si trova ad essere in altri organismi ecclesiali come il Consiglio Presbiterale, il Capitolo Cattedrale, il  Collegio dei Consultori oltre ad essere Amministratore parrocchiale di “S. Leone Magno” in Metaponto. Don Angelo ha dovuto far fronte anche agli adempimenti formali in Diocesi a seguito della partenza di mons. Caiazzo nominato vescovo di Cesena-Sarsina il 7 gennaio 2025. In tale circostanza il Collegio dei Consultori della Diocesi, in conformità con quanto previsto dal Codice di Diritto Canonico – che prevede che l’incarico venga affidato a un presbitero o a un vescovo che si distingua per dottrina e prudenza – ha eletto don Angelo Gioia quale Amministratore Diocesano della Chiesa di Matera-Irsina. In qualità di Amministratore Diocesano ha retto la Diocesi fino alla nomina del nuovo Vescovo, mons. Benoni Ambarus, garantendo l’ordinaria amministrazione.

Garantire a pastori come don Angelo la possibilità di studiare, formarsi, operare sul territorio e mantenere vive e aperte le nostre parrocchie è possibile grazie a un gesto semplice e gratuito: la firma per l’Otto per mille alla Chiesa Cattolica.

Sottoscrivere l’Otto per mille non costa nulla, ma si traduce direttamente in azioni concrete: sostiene i sacerdoti che dedicano l’intera vita al prossimo, tutela la manutenzione delle nostre splendide ma fragili chiese e finanzia progetti caritativi a supporto degli ultimi. Firmare significa permettere alle parrocchie di rimanere “case tra le case”, luoghi di ristoro e di accoglienza per chiunque ne abbia bisogno. Sosteniamo chi ci sostiene ogni giorno.

Possono sostenere la Chiesa con l’8xmille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione, o altro e, per questo, pagano allo Stato italiano un’imposta, che si chiama IRPEF e dal quale lo Stato Italiano preleva l’8xmille.

Ci sono diversi modi per presentare la dichiarazione dei redditi e alcune persone non sono obbligate a presentarla. Ma lo Stato garantisce a tutti di poter indicare a chi far gestire le risorse dell’8xmille. Nel nostro caso, alla Chiesa cattolica.

Come si firma, caso per caso, nella esemplificazione riportata nel seguente link:

Come Firmare

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