Giorgio La Pira. “I capitoli di una vita” ne raccontano la quotidianità e il pensiero

Il volume in tre tomi scritto da Giovanni Spinoso e Claudio Turrini per Firenze University Press è il frutto di una minuziosa ricerca e, attingendo anche a documentazione finora inedita, scandisce anno dopo anno tutte le attività svolte dal “Sindaco santo”. La prefazione del card. Bassetti, che lo ha conosciuto e frequentato

(Foto: Comune di Firenze)

Verrà consegnato oggi, 16 giugno, nella mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il volume in tre tomi “Giorgio La Pira: i capitoli di una vita”, la biografia del “sindaco santo” scritta dai giornalisti Giovanni Spinoso e Claudio Turrini su richiesta della Fondazione Giorgio La Pira, quand’era ancora presieduta da Mario Primicerio che del Professore fu collaboratore fin dagli anni giovanili.
L’opera, edita da Firenze University Press, è stata presentata lunedì 13 giugno, a Firenze, proprio in quel Palazzo Vecchio dal quale La Pira guidò la città dal 1961 al 1965. L’attuale sindaco, Dario Nardella, intervenendo all’evento ha parlato della “nuova biografia cronologica di Giorgio La Pira” come di “un lavoro di altissimo livello dal punto di vista storiografico, archivistico e scientifico”.

Congratulandosi con chi ha lavorato alla realizzazione, Nardella ha sottolineato come si tratti di “una pietra miliare nella letteratura dedicata alla grande figura di La Pira, che ha avuto il coraggio e l’anticonformismo sufficienti per dialogare con tutti, anche con gli avversari più lontani. Credo che questa caratteristica sia per noi illuminante. Dobbiamo recuperare questo spirito: la missione di Firenze è accogliere chiunque”.

Frutto di un “minuziosa ricerca e proponendo una ampia documentazione inedita”, i volumi – si legge nella quarta di copertina – “descrivono i molteplici impegni che – anno dopo anno – il Professore si è trovato ad assumere ed i vari campi della sua azione, a partire dagli anni della sua formazione in Sicilia”. Nato a Pozzallo all’inizio del 1904, La Pira fu giovanissimo docente universitario di Diritto romano, poi intellettuale attivo contro il Fascismo, Padre Costituente, parlamentare e sottosegretario di Stato, sindaco di Firenze, presidente della Federazione mondiale delle città unite. “La Pira – si legge ancora – ha caratterizzato la sua testimonianza in tutti questi ambiti con la fedeltà alla sua profonda fede e con la concreta attenzione agli ultimi, ai poveri, alla difesa del lavoro, del diritto alla casa, della giustizia sociale; e del basilare diritto alla libertà e alla pace”.


I tre volumi scandiscono anno dopo anno tutte le attività svolte da La Pira. Il racconto della vita del Professore si sviluppa in cinque parti, a grandi linee corrispondenti alle “fasi” della sua vita: gli anni siciliani dell’infanzia e della giovinezza (1904-1925); il primo periodo a Firenze, caratterizzato dall’insegnamento universitario e dall’apostolato, soprattutto tra i giovani (1926-1937); gli anni del crescente impegno sociale e poi politico, di fronte alla crisi provocata dal Fascismo e dalla guerra e che lo porteranno fino alla Costituente, in Parlamento e al Governo (1937-1950); i suoi tre mandati di Sindaco di Firenze, intervallati dalla lunga pausa commissariale, durante la quale tornerà in Parlamento (1951-1964); e infine, l’ultimo periodo della sua vita, speso soprattutto per la pace, il disarmo e per il dialogo tra culture e fedi diverse (1965-1977). L’opera è corredata da oltre mille schede biografiche e da una ampia bibliografia.
E se è vero che “su Giorgio La Pira è stato scritto molto” come osserva l’omonima Fondazione nella presentazione dell’opera, questo “lavoro ponderoso per numero di pagine” ha il pregio di lasciare “spesso spazio ad una cronaca ricca di informazioni, dati e riferimenti, che era urgente recuperare e raccogliere prima che se ne perdesse la memoria”. Tra le fonti a cui hanno attinto gli autori, per la prima volta sono stati visionati e utilizzati i quaderni-diario di La Pira, finora inediti, attraverso i quali è stato possibile un riscontro puntuale di date, viaggi, incontri e commenti.

Nella prefazione al testo, il card. Gualtiero Bassetti descrive La Pira come “una persona semplice e mite, animata da un fervore puro e intenso verso Dio, che aveva a cuore l’umanità degradata ridotta ad una condizione animale e che aveva la vocazione di andare, come il buon Samaritano, verso la povera gente”. “Egli – prosegue l’ex presidente della Cei – può essere definito in tanti modi diversi: un politico, un professore universitario di diritto romano, un terziario domenicano oppure un terziario francescano. In moltissimi, ancora oggi, a Firenze lo ricordano come il ‘Sindaco santo’. Ognuna di queste definizioni è senza dubbio vera”. “A mio avviso, però, La Pira – sottolinea – è stato un cristiano autentico, un profeta dei tempi moderni e, in definitiva, un mistico prestato alla politica. Un mistico che non aveva alcuna attrazione per il potere, ma una dedizione totale per gli ultimi e un amore sconfinato per la Chiesa”. Bassetti, che ha avuto modo di conoscere La Pira da giovane seminarista e poi di frequentarlo da sacerdote e da rettore del Seminario, mette in evidenza come per il Professore “il rapporto tra la fede e l’impegno sociale è stato indubbiamente centrale nella sua vita”.


A 45 anni dalla morte, secondo il cardinale, di La Pira rimane “un’eredità profonda, sintetizzabile in tre concetti: la fede come sorgente della vita e della sua vocazione sociale; la politica come missione e non come ricerca di un tornaconto personale; la necessità concreta di aiutare i poveri, i precari, gli sfruttati e gli emarginati della società”.

Per questo

“oggi l’Italia ha bisogno di uomini come La Pira”,

ammonisce Bassetti, convinto che ci sia “bisogno di uomini con il suo candore, con il suo spirito di servizio, con il suo essere controcorrente, con la sua integrità morale, con la sua audacia e, soprattutto, con la sua fede”. “Giorgio La Pira, essendo stato un credente autentico e un uomo libero che ha avuto il coraggio di sostenere opinioni scomode, non è mai sceso a patti con la mentalità di questo mondo”, rimarca Bassetti: “Per questo motivo, ancora oggi rappresenta un esempio di vita per il laicato cristiano ed è un monito importantissimo per tutti coloro che rivestono incarichi di responsabilità”.

Di Alberto Baviera dal SIR del 16 Giugno 2022

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