L’abuso su minori è omicidio psicologico

Il Papa incoraggia l’associazione Meter e richiama tutti gli Stati al dovere di proteggere i bambini

«Omicidio psicologico, cancellazione dell’infanzia»: quando si parla della “piaga” della pedofilia non devono esserci equivoci, scorciatoie o peggio “coperture”, perché «la protezione dei bambini contro lo sfruttamento sessuale è un dovere di tutti gli Stati, chiamati a individuare sia i trafficanti sia gli abusatori». E anche la fermezza con cui lo ha ribadito Papa Francesco stamane ai membri di Meter — l’associazione che dal 1989 per iniziativa del sacerdote siciliano Fortunato Di Noto difende i minori abusati e maltrattati — non lascia alcuno spazio a interpretazioni o riduzionismi.

Indicando come «doverose la denuncia e la prevenzione attuate nei vari ambiti della società» — dalla scuola alle organizzazioni sportive, ricreative e culturali, dalle stesse comunità religiose ai singoli individui — il Pontefice ha stigmatizzato la radicata tendenza «a coprire tutto» che si registra «nelle famiglie» e «anche nella Chiesa. Dobbiamo lottare con questa abitudine vecchia di coprire» ha auspicato, invocando inoltre «interventi specifici per un aiuto efficace alle vittime». Appelli questi che prendono spunto dall’osservazione di una quotidianità in cui, purtroppo, «continuano gli abusi perpetrati ai danni» dei più piccoli e indifesi, in particolare attraverso «gli adescamenti che avvengono mediante internet e i vari social media, con pagine e portali dedicati alla pedopornografia», a causa dei quali occorre essere «vigili nel proteggere i bambini anche nel contesto dei più moderni mezzi di comunicazione». Da qui l’esortazione del vescovo di Roma a una «rinnovata determinazione» da parte delle istituzioni pubbliche e delle autorità nell’affrontare questo dramma e a «una presa di coscienza ancora più forte delle famiglie e delle diverse agenzie educative».



DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI MEMBRI  DELL’ASSOCIAZIONE “METER”

Sala Clementina
Sabato, 15 maggio 2021

Cari fratelli e sorelle,

sono lieto di incontrare voi rappresentanti dell’Associazione Meter, che dal 1989 – quando pochi parlavano di questa piaga – è impegnata nella lotta alla pedofilia in Italia e in altri Paesi. Saluto e ringrazio il Vescovo Mons. Antonio Staglianò e Don Fortunato Di Noto, che ha fondato questa importante realtà. E saluto e ringrazio il Cardinale Paolo Lojudice, e quanti in vari modi sostengono l’Associazione, a tutela e difesa dei bambini abusati e maltrattati.

In questi anni, col vostro lavoro generoso, avete contribuito a rendere visibile l’amore della Chiesa per i più piccoli e indifesi. Quante volte, come il buon samaritano del Vangelo, vi siete fatti vicini con rispetto e compassione, per accogliere, consolare, proteggere! Vicinanza, compassione e tenerezza: è lo stile di Dio. Quante ferite spirituali avete fasciato! Per tutto questo la Comunità ecclesiale vi è riconoscente.

La vostra Associazione possiamo paragonarla a una casa. Quando diciamo “casa” pensiamo a un luogo di accoglienza, di riparo, di custodia. La parola casa ha un sapore tipicamente familiare, che evoca il calore, l’affetto, la tenerezza che si possono sperimentare appunto in una famiglia, specialmente nel momento dell’angoscia e del dolore. E voi siete stati e siete “casa” per tanti bambini violati nella loro innocenza o schiavizzati dall’egoismo degli adulti. Siete stati e siete casa di speranza, favorendo in molte vittime un percorso di liberazione e di riscatto. Vi incoraggio pertanto a proseguire in questa benemerita attività sociale e umana, continuando a offrire il vostro prezioso contributo nel servizio di protezione dell’infanzia.

Il vostro lavoro è quanto mai necessario perché, purtroppo, continuano gli abusi perpetrati ai danni dei bambini. Mi riferisco in modo particolare agli adescamenti che avvengono mediante internet e i vari social media, con pagine e portali dedicati alla pedopornografia. Si tratta di una piaga che, da una parte, richiede di essere affrontata con rinnovata determinazione dalle istituzioni pubbliche, dalle autorità, e dall’altra, necessita di una presa di coscienza ancora più forte delle famiglie e delle diverse agenzie educative. Anche oggi vediamo quante volte nelle famiglie, la prima reazione è coprire tutto; una prima reazione che c’è sempre anche in altre istituzioni e anche nella Chiesa. Dobbiamo lottare con questa abitudine vecchia di coprire. So che voi siete sempre vigili nel proteggere i bambini anche nel contesto dei più moderni mezzi di comunicazione.

L’abuso sui minori è una sorta di “omicidio psicologico” e in tanti casi una cancellazione dell’infanzia. Perciò, la protezione dei bambini contro lo sfruttamento sessuale è un dovere di tutti gli Stati, chiamati a individuare sia i trafficanti sia gli abusatori. In pari tempo, sono quanto mai doverose la denuncia e la prevenzione attuate nei vari ambiti della società: scuola, realtà sportive, ricreative e culturali, comunità religiose, singoli individui. Inoltre, nel campo della tutela dei minori e nella lotta alla pedofilia occorre predisporre interventi specifici per un aiuto efficace alle vittime.

Su tutti questi fronti l’Associazione Meter collabora attivamente con organi istituzionali e con diversi settori della società civile, tramite anche opportuni protocolli di intesa. Continuate senza tentennamenti la vostra opera, ponendo particolare attenzione all’espetto educativo, per formare nella gente una coscienza salda e sradicare la cultura dell’abuso e dello sfruttamento.

Il logo della vostra Associazione è formato da una grande lettera “M” che richiama l’idea di grembo, accoglienza, protezione e l’abbraccio ai più piccoli. All’interno della “M” si trovano dodici stelle,simbolo della corona della Vergine Maria, Madre di Gesù e madre di tutti i bambini. Ella, madre premurosa, tutta protesa ad amare suo Figlio Gesù, è modello e guida per l’intera Associazione, stimolando ad amare con carità evangelica i bambini vittime di schiavitù e di violenza. La carità verso il prossimo è inseparabile dalla carità che Dio ha per noi e che noi abbiamo per Lui. Per questo vi esorto a radicare sempre la vostra attività quotidiana nella quotidiana relazione con Dio: nella preghiera personale e comunitaria, nell’ascolto della sua Parola e soprattutto nell’Eucaristia, sacramento di unità e vincolo di carità.

Cari fratelli e sorelle, rinnovo ai responsabili, ai soci, ai volontari e a quanti cooperano con la vostra Associazione il mio apprezzamento e la mia riconoscenza. Non abbiate paura di fronte alle incomprensioni e alle difficoltà; ce ne sono tante, ma non abbiate paura. Andate avanti con coraggio e perseveranza. Vi accompagno con la mia preghiera e anche con la mia benedizione. E anche voi, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!

Dall’Osservatore Romano del 15 maggio 2021

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