L’Atlante delle emozioni e la “Secretissima camera del lo core”, mostra nel suggestivo scenario di Palazzo Acito

Più che una semplice mostra, è la straordinaria opportunità di vivere la città dei Sassi attraverso le emozioni, che i suoi luoghi sono in grado di suscitare nei propri abitanti. Così il progetto “Atlante delle emozioni delle città”, legato a Matera 2019 e realizzato dall’associazione “Teatro dei Sassi” in co-produzione con l’Amministrazione comunale, si rilancia con la mostra allestita nel suggestivo Palazzo Acito, cuore del Sasso Barisano. Una location più dedicata, versatile ed esclusiva rispetto alla biblioteca provinciale, che ha visto i natali di questa interessante sperimentazione. Un modo originale di vivere e rivivere la città, i cui risultati sono stati raccontati nei giorni scorsi in una conferenza stampa presso la sala “Mandela” del municipio, da Massimo Lanzetta e Luciana Paolicelli, con il sindaco Domenico Bennardi e l’assessore alla Cultura Tiziana D’Oppido. L’atlante delle emozioni si concretizza nella “Secretissima camera de lo core”, un viaggio intimo, personale ed unico, che ha già affascinato migliaia di visitatori, compreso l’attuale sindaco, che quando era ancora un semplice cittadino ha realizzato la sua mappa emozionale con la famiglia. “È la prima volta che ho a che fare con qualcosa che non è solo arte, ma emozioni. -hanno commentato Bennardi e D’Oppido- Siete stati geniali, perché questa nasce come una legacy di Matera 2019, che ci parla di umanità. Solitamente si tende a nascondere le proprie emozioni, ma la vostra mostra le fa emergere in tutta la loro potenza. Come amministratori comunali, ci sentiamo di dire che questo progetto è da considerarsi in tutto e per tutto un potente attrattore turistico, oltre che un importante arricchimento per i cittadini, con valore storico, antropologico e culturale legato alla loro identità”. Lanzetta ha parlato dell’atlante come di: “Un prodotto innovativo votato alla permanenza nel tempo, perché si apre a un’immersione senza precedenti nel cuore degli abitanti. Una mostra open -ha rimarcato- che si potrà sempre alimentare ed arricchire; penso a laboratori creativi, rispetto ai quali palazzo Acito sarebbe perfetto. Siamo partiti da una visita di 45 minuti -ha concluso- notando che gli ospiti si trattenevano oltre, e molti ritornavano ancora più volte”. Paolicelli ha sottolineato di aver conosciuto la città meglio attraverso gli occhi dei suoi visitatori, “che -ha detto- sono capaci di stupirsi meglio di noi. Abbiamo visitato con le nostre scatole le case di 400 cittadini, tutti autori delle loro mappe emozionali legate ai luoghi cari, scoprendo particolari sorprendenti ed unici. Questo è un modello che funziona, e si potrebbe esportare ovunque”. Il nuovo allestimento, firmato dallo scenografo Marco Guarrera, è fedele in tutto e per tutto a quello originario ideato da Stefano Faravelli e realizzato dal compianto Paolo Baroni, a cui è dedicata una inedita sala specifica.

Redazione

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