Ogni lavoro è collaborazione all’opera creatrice di Dio

Nella giornata del primo maggio, festa di San Giuseppe artigiano, il richiamo dell'Arcivescovo alla dignità del lavoro e dei lavoratori.

In occasione della festa di San Giuseppe artigiano e della Festa dei Lavoratori, mons. Benoni Ambarus ha celebrato la messa del primo maggio all’interno della storica azienda materana Loperfido gomme.

Ad accogliere l’arcivescovo, oltre i titolari della ditta, c’erano il parroco della chiesa di San Giuseppe artigiano, don Nicola Gurrado, insieme al coro e alla comunità ecclesiale del quartiere.

Oltre ad una rappresentanza del mondo imprenditoriale cittadino, sono stati presenti anche l’intero direttivo del Centro sportivo italiano con la gran parte dei propri iscritti e l’assessore Giuseppe Sicolo in rappresentanza del comune di Matera.

Nel corso della sua omelia mons. Benoni Ambarus ha richiamato il valore originario della creazione e della dignità dell’essere umano, presentato dalla Genesi come il culmine dell’opera di Dio.

Tutto ciò che esiste, ha sottolineato, è consegnato all’uomo come dono, ma anche come responsabilità: non per essere dominato in modo predatorio, ma per essere custodito e posto al servizio di tutti.

Da qui il legame con la Festa dei Lavoratori: la dignità del lavoro nasce dalla dignità della persona che lavora. Il vescovo ha messo in guardia dal rischio di una società in cui contano solo potere, ricchezza e profitto, mentre chi è fragile o povero viene considerato meno importante.

Tornare al sogno di Dio significa riconoscere che ciò che è dono per ciascuno è dono per tutti.

Il lavoro, pur nella fatica, è collaborazione con Dio nell’opera della creazione: contribuisce a un mondo più bello e giusto. Ogni lavoro svolto con dignità e al servizio degli altri è prezioso.

Il vescovo ha richiamato la figura di San Giuseppe artigiano nella cui casa Gesù è cresciuto imparando la concretezza della fatica, del servizio e del lavoro quotidiano. Gesù ha collaborato all’opera del Padre in una forma particolare, annunciando agli uomini e alle donne la loro dignità di figli amati da Dio.

Ogni giornata, ha osservato il Vescovo, è resa possibile dal lavoro silenzioso di tante persone, occorre perciò riscoprire una gratitudine reciproca perché nessuno vive da solo, siamo interconnessi e dipendiamo gli uni dagli altri.

La festa di San Giuseppe artigiano diventa occasione per riconoscersi parte di un’unica grande famiglia, chiamata a vivere nel servizio reciproco e nella custodia del creato.

Al termine della celebrazione Lorenzo Calia, presidente del comitato di Matera del Centro Sportivo Italiano (CSI), ha portato il saluto dell’associazione richiamando il contributo dello sport alla creazione di relazioni che diventano piccoli semi per la costruzione della pace.

Dopo aver ringraziato i titolari dell’azienda per l’ospitalità offerta ai presenti e don Nicola Gurrado, quale consulente ecclesiastico del CSI, il presidente Calia ha fatto dono all’Arcivescovo di un pallone da calcio con i colori del Matera. “Finalmente anche il Matera salta” il commento scherzoso dell’Arcivescovo, riferendosi alla recente promozione della squadra cittadina.

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