Parrocchia “Maria Madre della Chiesa”. La Pasqua secondo i ragazzi: Gesù è crocifisso in tanti giovani d’oggi

Una bella attualizzazione della Passione di Cristo ha rappresentato il gruppo dei ragazzi di scuola media della Parrocchia Maria Madre della Chiesa di Matera, davanti a un pubblico numeroso e curioso nella sera di domenica 12 aprile.

La Passione di Cristo non appartiene al passato. Continua a vibrare nelle ferite dell’uomo di oggi, soprattutto nei ragazzi, spesso schiacciati da aspettative, dubbi, prepotenze e solitudini che non trovano voce.

Dieci scene per raccontare le ultime ore della vita di Gesù e la sua resurrezione, stabilendo un parallelo diretto con le loro esistenze. Un percorso drammatico, forse in taluni casi inaspettatamente catartico.

I ragazzi hanno riportato sulla scena, accanto al racconto della Passione di Cristo, tanti frammenti dolorosi delle loro vite: il timore di “non essere mai abbastanza”, le condanne inflitte dai social attraverso la sottile violenza dei commenti, dei like negati, dell’indifferenza che isola. Una folla che giudica, oggi come duemila anni fa quando chiedeva la crocifissione di Gesù, e che continua a “crocifiggere” attraverso schermi e scherzi pesanti. E, poi, la scuola, lo sport: ovunque obiettivi.

Ansie, errori, giudizi, bullismo, problemi in famiglia, pressioni, solitudine, indifferenza, tradimenti, silenzi: tutte queste parole erano scritte su una croce che ha portato un ragazzo, andando incontro a Gesù in una scena di alta efficacia: sono queste le croci che gravano sui ragazzi di oggi più che di ieri, pesanti su di loro più che sugli adulti, e spesso più pesanti di quanto gli stessi adulti immaginino. Che li uniscono alla Passione di Cristo, che si ripete e si ripeterà sempre, sino all’ultimo atto di questo mondo.

Ma, accanto alla sofferenza, è emersa anche la tenerezza: la scena dell’incontro tra Maria e Gesù caduto ha lasciato trasparire l’immagine di due coetanei che si sostengono: un’amicizia che ascolta, accarezza, incoraggia, si fa carico dell’altro.

Una Passio Christi che ha coinvolto una ventina di ragazzi ed è nato dal dialogo di questi ragazzi sulla loro vita con le loro catechiste. La rappresentazione si è aperta e chiusa con Credo negli esseri umani di Mengoni, trasformata in un canto di intensa spiritualità in cui, accanto ai ragazzi in coro, è intervenuta una ragazza come solista. Altre soliste si sono messe in gioco con altri brani, ma la Via Crucis “dei ragazzi” di Maria Madre della Chiesa è stata anche occasione di “debutto” per una ragazza all’organo, accompagnata da un’altra al violino, nel suonare Madre, io vorrei.

Una serata intensa per un pubblico numeroso e partecipe di genitori, nonni e parrocchiani capace di far pregare perché ben preparata, a costo di tante ore di prove guidate dalle catechiste efficacemente coordinate da Brunella D’Adamo, appassionata di teatro. Una proposta che ha messo in luce, tra l’altro, la maturità dei preadolescenti che l’hanno rappresentata.

«Per i ragazzi è fondamentale che qualcuno si prenda cura di loro e spenda del tempo per loro», ha ricordato al termine della rappresentazione il parroco, don Donato Dell’Osso, ringraziando giovani ed educatori. E per i ragazzi è stato un modo per allentare nell’uso dei social e sperimentarsi in spazi di espressione autentica.

Una comunità intera ha così rivissuto il mistero pasquale attraverso lo sguardo dei più giovani: la Passione non è un ricordo lontano, ma una storia che continua a incarnarsi nelle ferite e nelle speranze dell’uomo, e anche – o, forse, soprattutto – del ragazzo di oggi.

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