
Ferrandina – Chiesa “Santa Maria della Croce”, Domenica 27 settembre 2026.
Celebrazione di insediamento di don Gabriele
Dopo nove anni di “cammino insieme” a mons. Pierdomenico Di Candia, la comunità di Ferrandina apre le braccia e il cuore per accogliere don Gabriele Chiruzzi.
Alla presenza delle massime autorità civili e militari – il sindaco di Ferrandina, dott. Carmine Lisanti, il vicesindaco, dott. Angelo Zizzamia, con la giunta e i consiglieri comunali; il comandante della locale Stazione Carabinieri, maresciallo Marco Loporcaro; il comandante della Polizia Locale, dott. Andrea Memola; la vicesindaca di Montescaglioso, Francesca Fortunato, e il comandante della Stazione Carabinieri di Montescaglioso, maresciallo Pasquale Anselmi – il nuovo parroco ha fatto il suo ingresso canonico durante una solenne celebrazione presieduta dall’arcivescovo mons. Benoni Ambarus. Una liturgia che, pur nella solennità tipica dei riti di insediamento canonico di un parroco, è stata pervasa da un clima di umanità e semplicità, tali da commuovere l’assemblea convocata per l’insediamento.
A renderla speciale è stata anzitutto la presenza gentile di mons. Pierdomenico Di Candia, che ha accompagnato il suo successore con spirito di vera fraternità sacerdotale in questo momento di passaggio, ricambiato poi dalle parole di stima profonda e affetto sincero che gli ha rivolto don Gabriele nel suo discorso finale.
Significativa e toccante è stata inoltre la folta delegazione della comunità di Montescaglioso, giunta a Ferrandina per accompagnare il sacerdote fin sulla soglia della sua “nuova casa”: una presenza segnata da lacrime di gratitudine per il legame umano e pastorale intessuto in questi nove anni.

L’animazione liturgica ha visto unirsi con armonia due cori, il coro parrocchiale della chiesa madre – la formazione Anima Voice con la sezione delle Voci Bianche – arricchito dal contributo di coristi giunti da Montescaglioso, e musicisti professionisti. I bambini e i ragazzi del catechismo hanno colorato l’ingresso con cartelloni festosi, invitando il loro nuovo “papà spirituale” a «camminare insieme» su un prato fiorito.
Le parole di benvenuto pronunciate a nome della parrocchia da Mariella Allegretti, direttrice del coro, e il saluto istituzionale del sindaco Carmine Lisanti a nome della comunità cittadina hanno dato voce ai sentimenti di tutti. Infine, il caloroso abbraccio tra mons. Ambarus e don Gabriele ha suggellato il mandato pastorale come un padre che invia il proprio figlio «a lavorare in una nuova vigna», in piena consonanza con la Parola proclamata nella liturgia.

L’abbraccio tra l’arcivescovo Benoni e il novello parroco don Gabriele durante la firma del verbale di insediamento
Mons. Ambarus invita alla corresponsabilità: «Anche voi oggi ricevete un mandato!»
Nell’omelia, come già nelle altre immissioni canoniche, dopo aver spezzato la Parola del giorno, l’Arcivescovo ha esortato l’intera assemblea a riscoprire la corresponsabilità ecclesiale, che domanda una disponibilità concreta alla collaborazione dei diversi organismi pastorali, sia con il parroco sia tra loro.
Anche voi ricevete un mandato oggi: far sì che al primo posto di questa comunità ci sia il Signore che ci nutre, e che il fine primo di ciascuno sia annunciare a tutti quanto è bello stare con Lui. L’annuncio è compito, dono e responsabilità di tutti.
«È necessario l’incontro armonioso di due decisioni consapevoli per ingranare le marce e permettere alla volontà del Signore di camminare sui binari delle nostre vite», ha ricordato mons. Ambarus, indicando nella preghiera costante e reciproca la “ricetta” per favorire questo incontro di volontà.
Don Gabriele: «Parroco e parrocchiani: dono reciproco»
Con una citazione paolina – «Voi siete di Cristo» –, don Gabriele nel suo discorso al termine della celebrazione ha offerto alla sua nuova comunità una chiave di lettura per meglio comprendere i vincoli che legano il parroco ai fedeli: «Il parroco non possiede una comunità, ma le appartiene, e così viceversa i parrocchiani. Viviamo di un’unica appartenenza a Cristo in virtù del battesimo e della grazia sacramentale».
Una comunione che scaturisce dall’obbedienza ecclesiale: «È il vescovo che mi ha scelto alla guida di questa comunità».
Riscoprendo la reale natura di queste relazioni, sarà più facile conformarsi al volere di Dio e proiettare all’esterno la luce della liturgia celebrata per portare Cristo a chi ancora non l’ha incontrato con un ritrovato slancio materno. Questa la missione dei battezzati!
Convivialità e note di festa
La serata si è conclusa con un momento di convivialità con un buffet offerto dal vicino locale “Il Ducale” e con il concerto del “Coro della Scuola di Musica di Vranje” (Serbia), pensato dall’Amministrazione comunale per omaggiare don Gabriele.
A don Gabriele e alla comunità di Santa Maria della Croce vanno gli auguri di buon cammino di questa redazione, che formuliamo prendendo in prestito le parole della preghiera pronunciata dall’Arcivescovo al termine dell’omelia: «Maria ti prenda per mano, ti asciughi le lacrime quando ci saranno e ti faccia sorridere. La sua grande tenerezza accompagni tutti noi».
Di seguito alcuni momenti della celebrazione e le espressioni di stima che ferrandinesi e montesi hanno pronunciato sul nuovo parroco della chiesa madre di Ferrandina.

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