25 Aprile 2026, la forza della Storia

Il 25 aprile, Festa della Liberazione, è una data pregna di significato perché rappresenta il giorno in cui si fa memoria della acquisita libertà degli italiani attraverso il sacrificio di tanti altri italiani di varie categorie di appartenenza: cattolici, socialisti, comunisti, liberali, militari, operai, contadini e tante donne.

Sono passati 80 anni da quel 25 aprile che ha sancito la Liberazione dell’Italia. Questa giornata ha un significato preciso che è stato il primo giorno di una libertà raggiunta con il sacrificio della vita di tanti: cattolici, socialisti, comunisti, liberali, militari, operai, contadini e tante donne. Questa celebrazione, di una data fondante per l’identità del Paese cementata nella Costituzione, ha dato dignità come terra e come popolo italiano.

Dal quel 25 aprile del 1945 è nata una Italia che crede nella comunità, nella solidarietà, nell’inclusione, nel lavoro e nella condivisione. Non solo, ma questi valori dovranno sempre più essere condivisi dai cittadini italiani affinché si attivi il dialogo ed emerga quella necessaria diplomazia per dirimere le contrapposizioni e conflitti.

In un discorso in Camerun, durante il suo viaggio apostolico in Africa, il pontefice ha lanciato un monito: “Il mondo è devastato oggi da una manciata di tiranni, che spendono milioni di dollari per uccidere, ma non per curare e ricostruire. Guai a chi usa Dio per scopi militari, politici ed economici“. E ancora: “I signori della guerra fingono di non sapere che basta un attimo a distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire”. La storia sembra ripetersi, come ottant’anni fa, quando il mondo era soggiogato da due tiranni, Hitler e Mussolini, che nella loro follia, hanno inferto ferite profonde ancora oggi difficili da dimenticare.

La Resistenza e la Liberazione furono, innanzi tutto, atti di responsabilità individuale e collettiva: donne e uomini profondamente diversi tra loro decisero di non restare a guardare di fronte a violenze e ingiustizie e scelsero di difendere la dignità umana contro l’oppressione. Da quella storia nacque la Repubblica Italiana regolamentata dalla Costituzione repubblicana fondata sulla democrazia, il lavoro ed il ripudio alla guerra; a quasi ottant’anni dalla nascita, ancora oggi, continua ad essere il fondamento della convivenza civile nazionale. E’ giusto ricordare che in quegli anni prese forma anche un’altra idea politica: un’Europa unita, da costruire per impedire che tornasse a essere terreno di guerra, di nazionalismi e di rivalità distruttive, con la consapevolezza che la libertà è un bene che si conquista e va preservata quotidianamente.

Inoltre, la memoria del 25 Aprile oggi ha un compito ancora più urgente, quello di avere una forza rinnovatrice per far fronte ai tempi nuovi. Infatti, la fase storica attraversata è segnata da grandi trasformazioni e da nuove inquietudini: le guerre tornano a colpire il continente europeo, scontri internazionali mettono in discussione equilibri precedentemente acquisiti, riemergono un pò ovunque nel mondo linguaggi e visioni che sembrava appartenessero definitivamente al passato. Invece, emergono nazionalismi aggressivi, tentazioni autoritarie ed una prospettiva ben delineata in una dichiarazione del card. Matteo Zuppi: “Se prevale la logica della forza per cui i conflitti non si risolvono più con il dialogo e con le entità sovranazionali, vuol dire che la forza diventa di nuovo l’unica via per risolvere i problemi”. Se la forza prevale sul diritto allora la democrazia non è mai garantita per sempre.

Per tutto questo, la storia della Resistenza non è soltanto un dovere verso il passato, ma rappresenta una responsabilità per orientare le scelte future. Significa ribadire che la pace, la libertà e la cooperazione tra i popoli sono gli obiettivi contro il ritorno dei totalitarismi e contro la logica della sopraffazione. Significa difendere con convinzione le istituzioni democratiche, il progetto europeo, gli organismi e i trattati internazionali per costruire un futuro di pacifica convivenza e rispetto dei diritti.

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