Un altro o sempre lo stesso 25 Aprile?

Il 25 aprile, anniversario della liberazione d'Italia. Riflessioni su una ricorrenza diventata tradizione fondamentale per ricordare le origini e l'identità di una nazione che, dopo il disastro della II Guerra mondiale, si è data con la Costituzione delle regole fondamentali per il suo vivere democratico come comunità civile. Il ruolo dei giovani.

Il decisivo ruolo dei giovani ieri e oggi

Mi sono posto questa domanda alla vigilia della nostra memorabile ricorrenza: 25 aprile, Festa della Liberazione, anniversario della liberazione d’Italia. Chiamiamola come vogliamo.

Commemoriamo, però, la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo, a coronamento della resistenza italiana al nazifascismo.

I nomi possono cambiare, ma i valori fondanti della Repubblica no!

Nazisti e fascisti furono combattuti ponendo fine al nazismo e alla dittatura fascista che durava da vent’anni e che avevano portato nel 1940 il Paese alla Seconda Guerra Mondiale, terminata poi nel 1945.

Non fu facile, fu una lotta realizzata con un processo complesso posto in essere dall’azione militare degli Alleati, dalla lotta partigiana e dall’insurrezione popolare.

Una presenza particolarmente attiva in questa dura guerra segnata per morti, distruzione e forme gravissime di persecuzioni razziali, specie contro gli ebrei, avviati allo sterminio, fu quella di tanti cattolici e di tanti sacerdoti.

Tanti di loro aderirono alla lotta antifascista, pagando un alto prezzo anche in vite umane.

La partecipazione alla lotta armata fu significativa e vasta: resistenza armata, formazioni partigiane, resistenza civile e popolare, assistenza a perseguitati, a clandestini, soprattutto ebrei.

Conventi, chiese e oratori divennero centri occulti di assistenza e aiuto. 

Fucina educativa fu l’Azione Cattolica che in maniera decisiva formò e sostenne una ben variegata classe politica che poté esprimere il massimo della sua preparazione nell’Assemblea Costituente. Fu capace di elaborare una straordinaria Costituzione, vero punto di riferimento e difesa della vita democratica del Paese.

Ma, quali sono i valori fondanti della Repubblica italiana?

Sono ben racchiusi nei primi 12 articoli della Costituzione (Principi Fondamentali). Essi includono:

– la democrazia e la sovranità popolare (Art. 1),

– il lavoro (Art. 1, 4),

– il riconoscimento dei diritti inviolabili (Art. 2),

– l’uguaglianza formale e sostanziale (Art. 3),

– la solidarietà, l’unità nazionale (Art. 5),

– il pluralismo (Art. 6-8),

– la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale (Art. 9),

– il ripudio della guerra (Art.11).

Dalla Resistenza alla Repubblica, alla Democrazia, alla vera, possibile, efficace partecipazione alla vita democratica del Paese. Un cammino impegnativo che non va né dimenticato, né ignorato, ma difeso e partecipato attivamente, sempre.

Il recente voto referendario, per alcune modifiche proposte dal Governo sulla Magistratura, è stata una lezione di vero coinvolgimento partecipativo, che ha invertito la pericolosa via dell’astensionismo dal voto che si registrava da qualche anno. Determinante è stato il ruolo e il voto dei giovani.

Costituzione e democrazia, più che mai oggi, hanno bisogno di grande partecipazione attiva e di continua vigilanza.

Ciò che i Padri Costituenti furono capaci di realizzare, occorre difenderlo, custodirlo: separazione ed indipendenza dei poteri. Non inseguire comode vie di concentrazione di poteri. Dare valore ad una cultura politica che cerca e crea partecipazione attiva.

I giovani hanno dato una bella e positiva lezione di buon uso del voto in difesa della Costituzione e, soprattutto, di lotta all’indifferenza.

La condivisione collettiva dei valori costituzionali è l’unico strumento utile e necessario a preservarla da mal celate forme di proposte di modifiche.

In questo giorno di festa, in cui facciamo memoria di tante battaglie democratiche fatte con passione e dedizione, diamo uno sguardo alla vita politica che ci circonda, a tutti i livelli: osserviamo e riflettiamo sulle enormi difficoltà che vive il diritto internazionale, le manie di potere di un manipolo di potenti di turno, l’incapacità, anzi, la non volontà che esprimono a risolvere problemi esistenziali di primaria necessità vedi la fame nel mondo, vecchie e nuove povertà, l’uso sfrenato di armi sempre più sofisticate e utilizzate.

Tutto mette seriamente a rischio il dono della PACE che ci è stato donato da Chi non ha esitato a dare la Sua Vita per la nostra Salvezza.

Il 25 APRILE, allora, è più attuale che mai. Ora e sempre, Viva la Costituzione, VIVA LA PACE.

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