Giornata per la Vita 2026: “Prima i bambini”. Ascoltare i piccoli per costruire una “nuova” Chiesa

Il tema della Giornata per la Vita di quest’anno, “Prima i bambini”, ha offerto l’occasione di dare voce ai più piccoli, raccogliendo la loro visione della Chiesa e i desideri che la riguardano. La serata alla Casa di Spiritualità Sant’Anna è stata il momento conclusivo di un percorso che ha coinvolto bambini e ragazzi di diverse comunità della diocesi.

Un clima di festa e fraternità ha animato l’auditorium di Casa Sant’Anna sabato 31 gennaio, quando bambini, adolescenti, catechisti, genitori e sacerdoti si sono ritrovati per un incontro dedicato all’ascolto delle riflessioni nate in alcuni gruppi catechistici a partire da alcune domande: “Cos’è per me la Chiesa? Cosa mi piace e cosa mi annoia? Cosa desidero per la nostra Chiesa?”.

L’iniziativa, promossa da Sergio Di Pede e Valeria Viggiano, responsabili dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Familiare su indicazione dell’arcivescovo, è stata preparata in quasi due mesi di lavoro nelle parrocchie e nei movimenti attivi in diocesi.

La voce dei bambini

Dopo l’invocazione allo Spirito Santo e la proclamazione del brano di Matteo (Mt 18,10-14), le comunità parrocchiali – da Maria Madre della Chiesa alla Santa Famiglia, da Sant’Agnese a San Paolo Apostolo, da Maria SS. Addolorata a San Vincenzo de’ Paoli e Sant’Antonio in Pisticci – hanno presentato il frutto del lavoro si riflessione di questi mesi, confluito in disegni, video e una bella installazioni artistiche a cura di Sant’Agnese.

I bambini hanno descritto una Chiesa che per loro è casa, amore, un posto felice… Un bambino ha espresso il desiderio di ricevere presto l’Eucaristia; altri hanno immaginato una Chiesa fatta di gentilezza, pace e serenità. Non sono mancati desideri più fantasiosi: Messe di un quarto d’ora, celebrazioni alle 11:30 per dormire un po’ di più, omelie brevi, perfino divani su cui “spaparanzarsi”. Ciò che li entusiasma davvero è sentirsi accolti, ascoltati e coinvolti nella liturgia.

La parola ai giovani

È seguito l’intervento – accompagnato da slide o da un video stile TikTok – di gruppo parrocchiali di giovanissimi e dei gruppi di Azione Cattolica di Bernalda e Montalbano. Le loro parole hanno rivelato sincerità e desiderio di dialogo: “Questa Chiesa a volte non la capisco”, “Vorrei una Chiesa più aperta, che non giudichi”, “Che sia più vicina ai tempi di oggi”. Il rapporto con Gesù oscilla tra amicizia e confusione, ma nei ragazzi che si sono espressi emerge una buona consapevolezza.

Gli adulti e la “conversazione nello Spirito

Anche gli adulti dell’Azione Cattolica di Bernalda e delle comunità di Sant’Agnese e Maria SS. Addolorata hanno condiviso la loro esperienza, raccontando il cammino vissuto attraverso la Conversazione nello Spirito, metodo di ascolto e discernimento comunitario guidato dallo stesso brano evangelico di Matteo.

Il “sì” alla vita: la testimonianza di Daniele e Maria Rita

Momento particolarmente toccante è stato il racconto di Daniele Digirolamo e della figlia Maria Rita, del Cammino Neocatecumenale. La bambina, oggi decenne, nacque con un grave problema cardiaco già evidente in gravidanza. Di fronte alla proposta di interrompere la gestazione, i genitori hanno scelto un deciso “sì” alla vita, sostenuti dalla fede e dai catechisti. La bambina ha affrontato 21 interventi chirurgici e oggi, insieme ai fratelli Samuele e Francesco, è fonte di forza per tutta la famiglia. La loro storia ha ricevuto anche la benedizione dei papi Francesco e Leone.

Si allega il link del video della testimonianza di papà Daniele e della figlia Maria Rita.

L’arcivescovo alle famiglie: “Coltivate il sentimento della gratitudine”

Nel suo intervento conclusivo, l’arcivescovo ha invitato tutti a coltivare un sentimento profondo di gratitudine all’interno delle famiglie. “Grazie per avermi messo sulla strada tutti i membri della mia famiglia, di origine e attuale. È questa la consapevolezza che dovrebbe accompagnarci”, ha detto, proponendo un minuto di silenzio per lasciar risuonare queste parole nel cuore, con l’augurio che possano essere ripetute anche una volta tornati a casa.

Ha poi ricordato che l’umanità è diventata davvero tale quando qualcuno ha scelto di prendersi cura di un altro. Il ritrovamento di uno scheletro preistorico di uomo vissuto fino a 40-50 anni, grazie alla dedizione di chi lo aveva assistito, testimonia che il prendersi cura è un gesto antico quanto la storia. È nella famiglia, ha sottolineato, che impariamo e sperimentiamo l’amore gratuito del prendersi cura gli uni degli altri.

Da qui il suo desiderio di una Chiesa “a misura di famiglia”, già espresso dall’arcivescovo in altre occasioni, capace di sostenere concretamente la vita quotidiana con doposcuola, centri estivi e iniziative di prossimità. Mons. Ambarus ha espresso grande stima per la realtà familiare e per quella “liturgia domestica” che accompagna i giorni feriali e che, la domenica, trova compimento nel bisogno di varcare insieme la soglia della chiesa. Ma, ha aggiunto, abbiamo bisogno di appoggiarci e sostenerci reciprocamente.

L’arcivescovo ha concluso affidando a tutte le famiglie due parole-chiave per vivere il cammino nella ferialità: sapienza e pazienza.

Si allega link dl video dell’intervento integrale dell’arcivescovo S. E. Rev.ma mons. Benoni Ambarus.

Una rete di collaboratori per rendere possibile questa bella serata

La buona riuscita dell’incontro è stata possibile grazie al contributo di molte realtà che gli organizzatori sentono l’esigenza di ringraziare: l’Ufficio Catechistico, il Rinnovamento nello Spirito che ha animato con il canto, le famiglie dei diaconi che hanno animato la preghiera iniziale, i giovani dell’Oratorio “Santa Famiglia” impegnati nell’intrattenimento dei bambini, e il sostegno – durante tutto il percorso di preparazione di questo momento – del vicario generale don Angelo Gioia.

“Siamo soddisfatti della modalità di svolgimento di questo incontro: speriamo diventi una tradizione”, ha commentato Sergio Di Pede. Invece, Valeria Viggiano ha sottolineato la freschezza dei contributi dei bambini, “sempre capaci di dirci con semplicità ciò che pensano”.

La serata si è conclusa con un buffet condiviso, con il “salato” portato dai partecipanti e le torte dall’Ufficio Famiglia.

Il taglio della torta a fine serata: Valeria Viggiano e Sergio Di Pede,
responsabili dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Familiare, con l’arcivescovo e il vicario generale, don Angelo Gioia.

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