59^ Giornata di Preghiera per le vocazioni

Siamo giunti anche quest'anno alla quarta domenica di Pasqua, domenica del "buon Pastore", giornata di preghiera per le vocazioni. "Invochiamo la luce dello Spirito Santo, affinché ciascuno e ciascuna di noi possa trovare il proprio posto e dare il meglio di sé nel grande disegno" di salvezza.

“Fare la storia”

Ogni anno la quarta domenica di Pasqua è caratterizzata dal Vangelo del “buon Pastore” ed è la Giornata di Preghiera per le vocazioni. Sì, perché il “buon Pastore” è nel Vangelo di Giovanni (Gv 10,1-21) una delle tante immagini con cui Gesù viene rappresentato e prefigura anche ogni sacerdote che è chiamato ad offrire la vita per le sue pecore.

Ormai è noto che giornata di preghiera per le vocazioni non significa solo preghiera per il clero o per coloro che a farne parte si sentono chiamati, ma per tutti i battezzati che ancora non abbiano definito il proprio posto nel mondo e per coloro che già abbiano risposto alla chiamata di Dio perché vi siano sempre fedeli. Invece, ogni vocazione, non solo quella al sacerdozio, è indispensabile per “edificare la famiglia umana”: ce lo rimarca il papa nel messaggio per questa giornata. In un’ottica sinodale, ogni vocazione risposta è la tessera di un mosaico che tutto intero rappresenta la società o, immagine più espressiva, la stella di una costellazione che offre luce all’uomo in cammino.

“Fare la storia” è il tema della giornata di preghiera per le vocazioni di quest’anno. In effetti, chi risponde alla chiamata di Dio sulla propria vita diviene autore della storia: di una storia personale riuscita, che assieme a tante altre storie, fa la storia della “famiglia umana” tutta. Al contrario del giovane “ricco” di cui ci parlano i vangeli sinottici (Mc 10,17-29, Mt 19,16-30, Lc 18,18-30) che rimane senza nome ed è triste quando da Gesù sin congeda.

«Ogni blocco di pietra ha al suo interno una statua»

Se nel messaggio di quest’anno di papa Francesco torna il concetto di vocazione come “sogno di Dio” per ciascuno di noi, è eloquente l’immagine di Michelangelo che ci viene proposta: «Ogni blocco di pietra ha al suo interno una statua ed è compito dello scultore scoprirla». E il Divino scultore è Dio, “che con le sue mani ci fa uscire da ognuno noi stessi, perché si stagli in noi quel capolavoro che siamo chiamati ad essere. [….] Mettiamoci allora in ascolto della Parola, per aprirci alla vocazione che Dio ci affida! E impariamo ad ascoltare anche i fratelli e le sorelle nella fede, perché nei loro consigli e nel loro esempio può nascondersi l’iniziativa di Dio, che ci indica strade sempre nuove da percorrere”.

Pregare per le vocazioni significa riunirsi insieme – come è accaduto per la nostra Diocesi venerdì 29 aprile nella chiesa di S. Francesco d’Assisi in Matera – ma anche dedicare momenti personali alla preghiera per le vocazioni nella certezza che dalla risposta di sé nasce la risposta di altri e, quindi, il bene proprio e di tutta la “famiglia umana”.

“Preghiamo, perché il Popolo di Dio, in mezzo alle vicende drammatiche della storia, risponda sempre più a questa chiamata.

Invochiamo la luce dello Spirito Santo, affinché ciascuno e ciascuna di noi possa trovare il proprio posto e dare il meglio di sé in questo grande disegno!” (Messaggio del Santo Padre Francesco per la 59^ Giornata Mondiale di Preghiera per le vocazioni).

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Giuseppe Longo

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