63^ Giornata di Preghiera per le Vocazioni. Tante le iniziative nella nostra chiesa locale: un intenso ottavario di preghiera diocesano a San Giacomo e altri momenti di preghiera in altre comunità particolari

Un intero ottavario di preghiera, in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, quest’anno in Diocesi è stato animato nella chiesa di San Giacomo in Matera dai padri rogazionisti, padre Angelo Sardone - Superiore del Villaggio del Fanciullo, Responsabile dell'Unione di Preghiera per le Vocazioni e membro dell’Equipe di Pastorale Vocazionale Diocesana, con un’esperienza quarantennale in tal campo - e padre Massimo Lataro.

È la quarta domenica di Pasqua, domenica “del Buon Pastore”, che la Chiesa riserva alla preghiera per le vocazioni: come il buon Pastore conosce tutte le pecore e chiama ciascuna per nome, così anche il Signore continua a chiamare per nome i suoi figli. Ma – questa l’intuizione di padre Annibale Maria Di Francia, fondatore dei Rogazionisti del Cuore di Gesù – a ciascuno è richiesto di pregare (“rogare”) il Padre perché “forzi” la mano, come si fa per la pioggia e per sopperire alla povertà materiale, per sopperire alla penuria e al bisogno di santi operai nella sua vigna.

Un’intuizione che – ha sottolineato padre Angelo nell’ottavario – ha preceduto di circa mezzo secolo l’iniziativa di San Paolo VI, che nel 1962 istituiva la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Che quest’anno abbiamo vissuto all’insegna dello slogan: “Aspirate alla santità ovuque siate”.

Giornate intense quelle dell’ottavario vocazionale, che prendevano l’avvio con le lodi mattutine e, a seguire, da un prolungato tempo per l’adorazione eucaristica e la celebrazione dell’ora nona. Nel pomeriggio la preghiera del Santo Rosario.

Un itinerario sacramentale

Un ricco itinerario strutturato sui sacramenti ha coinvolto le diverse componenti del popolo di Dio. Un cliché collaudato, capace di coinvolgere meglio diverse categorie dei fedeli della Diocesi (Rinnovamento nello Spirito Santo con i cresimati e i cresimandi, uomini in cammino verso il diaconato, religiose/i, famiglie, anziani…) a sottolineare la molteplicità delle vocazioni che tutte affondano la loro origine nel Battesimo. Questo, tra l’altro, ha ben sottolineato don Alberto Delli Veneri, membro dell’equipe di pastorale vocazionale diocesana, nell’omelia della celebrazione conclusiva dell’ottavario:

Tutti abbiamo ricevuto la vocazione alla santità. La giornata di preghiera per le vocazioni ci sprona a riscoprire il nostro posto nel mondo, nella diversità degli stati di vita, in forza del Battesimo.

Un appuntamento organizzato e meditato con riflessioni cariche di spiritualità, molte delle quali offerte da padre Angelo, alle volte con un tono forte, capace di stimolare le coscienze.

È la famiglia il motore primario della vocazione: un tempo i desideri erano diversi; oggi non vi è più stima per la scelta di una figlia o di un figlio di consacrarsi.

Il problema delle vocazioni è fondamentalmente un problema di fede.

La consegna di un dono all’arcivescovo al termine della celebrazione eucaristica da lui presieduta

Non sono mancate voci significative nell’ottavario di preghiera: apprezzatissima quella di S. Em. il Card. Enrico Feroci, già Direttore della Caritas di Roma, amico personale del nostro arcivescovo, e quella dello stesso vescovo Benoni, nella serata dedicata al sacramento dell’ordine.

Tre moventi – ha sottolineato mons. Ambarus –
devono animare la nostra preghiera in queste giornate:
il desiderio che tutti nella vita possiamo corrispondere
alla vocazione che il Signore ci ha dato, alla missione che ci è stata affidata,
la richiesta che il Signore possa continuare a sedurre i cuori delle persone
a tal punto che ci siano giovani che ancora possano dedicarsi totalmente a lui
come propria realizzazione affettiva,
e la speranza che il Signore sia sempre fedele: che non si stanchi di noi,
nonostante tutto.

Diversi momenti significativi hanno accompagnato questo ottavario, come la benedizione delle nuove vetrate istoriate della chiesa di San Giacomo e la replica della passione vivente interpretata dai ragazzi della stessa parrocchia.

Il busto reliquiario di padre Annibale

Una presenza particolare ha segnato questa ricca settimana orante: il busto reliquiario di sant’Annibale Maria Di Francia, fondatore dei rogazionisti del Sacro Cuore di Gesù. E proprio in corrispondenza del cuore di Annibale era posta una reliquia del suo corpo.

È con l’arrivo del busto di padre Annibale in Piazza Tre Torri, dove la reliquia è stata accolta e incensata, che è iniziato nel pomeriggio di sabato 18 aprile l’ottavario di preghiera, un momento tanto atteso. Al suo seguito, una rappresentanza del popolo di Dio ha raggiunto in processione, pregando le litanie di sant’Annibale, la chiesa di San Giacomo, testimonianza viva di un popolo cristiano che cammina nel mondo. A seguire, l’intronizzazione del Reliquiario e la benedizione della lampada per le vocazioni.

L’adorazione eucaristica vocazionale

Momento significativo della settimana di preghiera per le vocazioni è stato l’adorazione eucaristica di sabato 25 aprile, presieduta dal vicario generale, don Angelo Gioia, predisposta e guidata come tutta la settimana, da padre Angelo e padre Massimo.

Un momento di preghiera svolto in un clima di raccoglimento che ha privilegiato la dimensione dell’interiorità, sulla cui cura papa Leone insiste proprio nel suo Messaggio per la giornata delle vocazioni di quest’anno.

Sulla dimensione dell’interiorità ha puntato l’attenzione nella sua meditazione don Angelo Gioia – “Curare l’interiorità, il luogo i cui Dio abita in ognuno di noi” – assieme alla riflessione su quello che caratterizza ogni vocazione, la compassione: di Dio che chiama e dell’uomo che la accoglie.

Hanno inoltre guidato la veglia il passo del vangelo di Matteo del “rogate” (Mt 9,38: “Pregate il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe”, cuore del carisma rogazionista), le parole di Paolo ai Tessalonicesi sulla comune santificazione come volontà di Dio, nonché gli scritti e la preghiera per le vocazioni di padre Annibale.

Molto efficace il segno di sette persone che hanno interpretato sette diversi santi degli ultimi tempi (Carlo Acutis, Piergiorgio Frassati, Giuseppe Allamano, i santi genitori di Santa Teresina di Lisieux…) e hanno portato ai piedi dell’altare dei segni significativi della loro identità.

La settimana diocesana vocazionale non finisce qui

L’ultimo momento della settimana vocazionale, la celebrazione eucaristica presieduta da don Alberto Delli Veneri.

Il Buon Pastore secondo l’evangelista Giovanni è una figura, sì, combattiva – pronta a lottare per le pecore contro il lupo – ma, di certo, non si impone: chiediamo la grazia di saper ascoltare la voce del Buon Pastore che ci chiama per nome in un mondo in cui siamo tutti numeri, e tutto si esprime a mezzo di numeri,

una delle sollecitazioni che nella sua accorata omelia don Alberto ha porto ai presenti, ricollegandosi al filo rosso sull’interiorità che è affiorato in tutto l’ottavario.

Al termine della celebrazione, presso il busto reliquiario di sant’Annibale, sul sagrato della chiesa, in un braciere, sono stati bruciati i cuori su cui ciascuno aveva scritto una preghiera nei giorni dell’ottavario e i fedeli hanno rivolto al santo un ultimo momento di preghiera.

Il saluto alla reliquia di padre Annibale

Ma l’esperienza di preghiera per le vocazioni non finisce “come un acquazzone d’estate” col ritorno del busto di padre Annibale al Villaggio del Fanciullo: padre Angelo ha raccomandato ai presenti di non smettere di pregare il Padrone della Messe e ha lasciato al parroco e alla comunità, come segno per la memoria dell’intensa settimana, il formulario per la celebrazione eucaristica di Sant’Annibale, oltre a un quadro e, non è poco, una reliquia del santo messinese.

La settimana è un seme che, ha annunciato don Marco Di Lucca, parroco di San Giacomo, proseguirà con una catechesi mensile tenuta proprio da padre Angelo e altre iniziative. Mentre padre Angelo ha invitato i presenti per il prossimo primo giugno nella parrocchia di Sant’Antonio per l’inizio della celebrazione del centenario della morte di sant’Annibale.

La veglia a Marconia a cura dell’Equipe di Pastorale Vocazionale della Zona Mare

Anche nella Parrocchia San Giovanni Bosco in Marconia di Pisticci è stata organizzata una veglia di preghiera vocazionale, questa volta dall’Equipe di Pastorale Vocazionale della Zona Mare, che ha visto una numerosa partecipazione di fedeli. È stato un bel momento di grazia e di spiritualità.

I giovani della parrocchia, veri protagonisti della serata, hanno animato l’incontro con canti e dedizione.

L’apertura della veglia è stata caratterizzata da una forte carica simbolica. Sono stati portati all’altare alcuni segni rappresentativi delle diverse vocazioni, a sottolineare come la “chiamata” di Dio non sia univoca, ma si declini in mille sfaccettature nel mondo di oggi.

Il centro della veglia è stato l’ascolto delle testimonianze. Alcuni ragazzi, Luigi, Gabriella, Vito e Giuseppe hanno condiviso la loro sfida personale, ovvero il coraggio di ascoltare la voce di Dio nel silenzio, cercando di capire quale sarà la loro missione nel mondo.

Anche Anna e Michele Viggiani, una coppia di sposi hanno offerto uno sguardo prezioso sulla vocazione al matrimonio, raccontando la bellezza e la responsabilità dell’essere marito, moglie, genitori e nonni.

Intensa la riflessione in cui don Alberto Delli Veneri ha cercato di toccare un tema molto attuale: la frenesia e la frammentarietà della vita moderna.

In un mondo che spesso ci confonde, la fede e la vocazione diventano quella bussola fondamentale necessaria per non perdere la rotta e trovare un senso unitario al nostro agire.

“Ascoltare la voce di Dio che parla alle nostre vite ci permette di trovare, un giorno, la nostra vera collocazione nel mondo”

Il momento di preghiera si è concluso con l’accensione dei lumini dal cero pasquale, simbolo di quella vocazione unica alla Santità ricevuta il giorno del battesimo.

Altre esperienze e prospettive future

Non sono mancati momenti di preghiera in altre parrocchie, come l’adorazione vocazionale a San Paolo nella serata di giovedì 23 aprile o la riuscita adorazione eucaristica prolungata nella notte della domenica del Buon Pastore proprio nella parrocchia rogazionista di Sant’Antonio a Matera, animata dal parroco padre Antonio Paciello, sempre in un clima di grande raccoglimento spirituale: una staffetta di adoratori che nemmeno nelle ore centrali della notte hanno lasciato solo il Santissimo Sacramento.

Chiesa di Sant’Antonio (Matera):
adoraizone eucaristica prolungata nella notte della domenica del Buon Pastore

Nei primi vespri della Domenica del Buon Pastore inoltre, nella cappella del Seminario Interdiocesano di Basilicata, mons. Ambarus ha conferito il ministero dell’accolitato alcuni seminaristi della Diocesi.

Terminata la settimana, risuona ancora nelle orecchie di tanti il ritornello della tradizione rogazionista “Manda, Signore, apostoli santi nella tua Chiesa”, che ha accompagnato questa settimana. E tanti si sentono responsabilizzati a pregare per le vocazioni e sentono una più chiara la coscienza che ogni vita è una chiamata alla santificazione, per ognuno in una forma specifica: tutti siamo chiamati ad essere tessere nel mosaico del mondo d’oggi, che la nostra piena e docile risposta alla chiamata del Padrone della messe può rendere sempre più bello.

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