Nei giorni scorsi a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, è stato presentato il programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Presenti in sala il presidente della Giunta regionale di Basilicata Vito Bardi, il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, il consigliere diplomatico del ministro Alessandro Giuli, Clemente Contestabile e la direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019 Rita Orlando. Quello che si presenta nei prossimi mesi per Matera è un periodo ricco di appuntamenti, di iniziative culturali che la renderanno, dopo 7 anni dalla Capitale europea della cultura, il centro pulsante del dialogo e della cultura all’interno del Mediterraneo.
Nel suo intervento, Rita Orlando, Direttrice generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, ha presentato il progetto di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. È un progetto, questo, che Matera si è aggiudicato partecipando al bando di Capitale Mediterranea nel 2024 e punta sulla cultura come strumento di diplomazia essenziale nel bacino del Mediterraneo.
La Orlando fa una descrizione meticolosa del Progetto riferendo del programma culturale “Terre Immerse” che mira a sfatare il mito che il Mediterraneo sia solo mare, esplorando le dimensioni di memoria, resilienza, contaminazione e movimento artistico. Si apprende dalle sue parole che l’anno di Matera 2026 si aprirà il 20 marzo. Il programma culturale si regge su una dorsale di residenze artistiche che verranno avviate a partire da subito dopo la cerimonia di apertura e che vedranno un processo di co-creazione con la scena creativa locale, insieme ad artisti provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo.
Le attività previste includono mostre, concerti e il Festival del Dialogo Interculturale. Si celebreranno eventi come una lettura del “Cantico delle Creature”, il 4 ottobre, sia per celebrare gli 800 anni di San Francesco, ma anche perché il Cantico, che è tradotto in 30 lingue, ben rappresenta il tema del dialogo interculturale che è centrale per la Capitale mediterranea della cultura.
Il progetto prevede collaborazioni con artisti locali e internazionali, attivando la scena creativa di Matera. L’anno si concluderà con un’installazione artistica simbolica e nuove iniziative per rilanciare l’eredità della Capitale mediterranea.
Si discuteranno di politiche strategiche sul futuro del Mediterraneo e Matera intende contribuire a un nuovo concetto di cittadinanza euromediterranea.
Per l’assenza del Ministro Alessandro Giuli, Clemente Contestabile, consigliere diplomatico del ministro, ha letto l’indirizzo di saluto.
Esprime orgoglio per Matera, prima città italiana a diventare Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, sottolineando il legame tra Europa e Mediterraneo. Matera, che ha già brillato come Capitale Europea della Cultura nel 2019, ospiterà eventi culturali a partire dal 20 marzo. Testualmente così è riportato in un passo del saluto di Giuli: “Dopo lo straordinario successo come Capitale europea della cultura nel 2019, la città dei Sassi è nuovamente caput mundi. La teoria di eventi, festival, manifestazioni e incontri culturali che Matera ospiterà a partire dal 20 marzo serve innanzitutto a ricordarci questo”. La città condividerà questo titolo con Tetuan, promuovendo connessioni culturali. Le iniziative includeranno un’esposizione su Adriano Olivetti, valorizzando la cultura come motore di innovazione e coesione. Matera aspira a diventare la capitale del cinema del Mediterraneo nel 2026, celebrando le sue radici culturali.
Antonio Nicoletti, sindaco di Matera, esprime gratitudine verso il ministro Giuli e il Ministero per la Cultura per il sostegno all’iniziativa che riporta Matera sulla scena internazionale. Matera, una delle città più antiche, è un simbolo di comunità dal Paleolitico e si riprogetta con una visione futura. Il progetto “Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo” è un tributo alla sua ricca storia, evidenziando come il Mediterraneo unisca connettività e terra. La città, che ha sofferto e rinasce, definirà un calendario di eventi che culminerà nella cerimonia inaugurale del 20 marzo e continuerà nel tempo. Testualmente: “Abbiamo immaginato di valorizzare quello che è il cantiere più importante che oggi abbiamo nella nostra città: il cantiere di un teatro, il Teatro Duni, che ormai da troppi anni è chiuso. Il 20 marzo, aprirà se stesso non come opera finita, ma come opera vera e propria, opera in trasformazione, come cantiere, con la formula del cantiere-evento”.
Il programma includerà eventi nel centro cittadino, culminando in un viaggio dai Rioni Sassi. Il rituale “Matera Cielo Stellato” il 26 settembre porterà poesia e storia nella contemporaneità. Nicoletti invita a partecipare attivamente al programma, evidenziando l’importanza della cultura nel futuro di Matera.
Vito Bardi, presidente della Giunta regionale di Basilicata, esprime gratitudine a presenti e autorità, sottolineando l’importanza dell’evento per la Basilicata e l’Italia. Ringrazia il ministro Giuli per il supporto, evidenziando il valore strategico dell’iniziativa culturale che unisce Matera, Tetuan e 43 Paesi del Mediterraneo. Matera, già Capitale Europea della Cultura nel 2019 e patrimonio mondiale, è sostenuta dalla Regione con politiche concrete e investimenti per promuovere la cultura come motore di sviluppo. Bardi testualmente recita: “Matera, è stato sottolineato già negli interventi, non ha bisogno di presentazioni. Viene da un momento storico particolare, che è stata Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019, ha il suo titolo di patrimonio mondiale dell’umanità. È una città oramai conosciuta non solo in regione, non solo in Italia, ma è una città conosciuta in tutto il mondo”. Bardi conclude con questa espressione, “David Sassoli – riprendendo Archimede – concluse il suo intervento nell’ultimo discorso che fece proprio a Matera: Datemi una leva e vi solleverò il mondo. E noi ripartiamo da lì, da quella considerazione di Sassoli, sottolineando che la cultura sia la nostra leva verso il progresso delle nostre civiltà”.
Peccato però che in questa occasione a Roma si è parlato tanto di cultura ma nessuno degli intervenuti abbia fatto riferimento al Progetto della ZES Cultura che proprio il Ministero della Cultura ha voluto che si realizzasse a Matera e che la Regione Basilicata lo ha fatto proprio nella gestione. Tuttavia, da qualche settimana, si è persa traccia di questo grande Progetto così importante non solo per Matera ma per tutta la Basilicata per la sua portata di prestigio, per lo sviluppo economico che produrrà e soprattutto per i posti di lavoro che potrà generare.




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