
Nel corso del 2025, in Basilicata sono stati spesi oltre 1 miliardo e 615 milioni di euro nel gioco d’azzardo, una cifra particolarmente significativa se rapportata alla popolazione regionale e alle condizioni socioeconomiche del territorio. Ancora più preoccupante risulta il dato relativo ai conti di gioco attivi: 489 ogni 1000 residenti, un valore superiore alla media nazionale di 402, indicativo della crescente diffusione del fenomeno.
Il primato del gioco online
La quota più consistente della spesa riguarda il gioco online e da remoto, che supera 1 miliardo e 150 milioni di euro giocati. Di questi, oltre 1 miliardo e 85 milioni risultano restituiti sotto forma di vincite, mentre circa 64 milioni rappresentano perdite nette. Tali dati confermano la capacità del sistema dell’azzardo di alimentare l’illusione della vincita e di mantenere attivi comportamenti di gioco ripetitivi e potenzialmente compulsivi.
Oltre il 55% della spesa complessiva riguarda videopoker e giochi assimilabili, seguiti da slot machine e scommesse sportive. Si tratta di modalità di gioco caratterizzate da elevata frequenza delle giocate, immediatezza della ricompensa e marcata capacità di attivare i circuiti neuropsicologici della gratificazione, aumentando il rischio di sviluppare forme di dipendenza comportamentale.
L’intersezione con la vulnerabilità del territorio lucano
L’impatto di questi dati assume una valenza ancora più significativa se inserito nel contesto della Basilicata, una regione che da anni affronta problematiche legate alla fragilità economica, alla disoccupazione, allo spopolamento e all’indebolimento delle reti sociali. In tale scenario, una spesa superiore a 1,6 miliardi di euro nel gioco d’azzardo rappresenta una sottrazione di risorse preziose al benessere delle famiglie, alla crescita delle comunità e alle opportunità di sviluppo del territorio.
La dinamica clinica
Le conseguenze non sono esclusivamente economiche. Numerosi studi scientifici evidenziano come il gioco d’azzardo patologico possa determinare significative ripercussioni sul benessere psicologico. Tra i meccanismi maggiormente coinvolti figurano l’illusione di controllo, il rinforzo intermittente derivante dalle vincite occasionali, l’inseguimento delle perdite e la tendenza a utilizzare il gioco quale strategia di evasione da condizioni di stress, ansia, solitudine o disagio emotivo.

Il riverbero relazionale e i costi sociali
Sul piano clinico si osservano frequentemente sintomi di ansia, depressione, irritabilità, senso di colpa, vergogna e perdita dell’autostima. La persona perde progressivamente il controllo sul comportamento di gioco, entrando in una spirale che tende ad aggravare le difficoltà iniziali anziché risolverle.
Le ricadute coinvolgono inevitabilmente anche la dimensione relazionale. Il gioco problematico genera frequentemente conflitti familiari, difficoltà comunicative, perdita della fiducia reciproca, isolamento sociale e deterioramento dei legami affettivi. In numerosi casi, l’intero nucleo familiare viene coinvolto nelle conseguenze economiche ed emotive della dipendenza, sperimentando tensioni, sofferenza psicologica e un diffuso senso di impotenza.
Non meno rilevanti risultano le conseguenze sul piano lavorativo e sociale: indebitamento, riduzione della produttività, assenteismo, rischio di perdita dell’occupazione, esclusione sociale e incremento della vulnerabilità economica. Si tratta di costi che gravano non soltanto sul singolo individuo, ma sull’intera collettività, determinando un aggravio per i servizi sanitari, assistenziali e sociali.
Contrastare il fenomeno
Alla luce di tali evidenze, emerge con particolare forza la necessità di promuovere interventi strutturati di prevenzione, educazione, informazione e sostegno psicologico. Contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo significa non solo intervenire sulle situazioni di dipendenza conclamata, ma soprattutto favorire la diffusione di una cultura della consapevolezza, capace di riconoscere precocemente i fattori di rischio e di promuovere comportamenti più sani e responsabili.
Il Report di CGIL e Federconsumatori rappresenta pertanto un importante strumento di conoscenza e sensibilizzazione, offrendo dati che impongono una riflessione collettiva sulla tutela della salute pubblica, sulla coesione sociale e sul futuro della Basilicata. Comprendere la reale portata del fenomeno costituisce il primo passo per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e di tutela delle persone maggiormente vulnerabili.

Nota bibliografica. Fonte dei dati riportati: CGIL Nazionale, Federconsumatori, Fondazione ISSCON (2026). Il Libro Nero dell’Azzardo. Lo Stato perdente. IV Edizione. Roma: CGIL, Federconsumatori e Fondazione ISSCON. Elaborazioni su dati ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) relativi alla raccolta, alla spesa e alla diffusione del gioco d’azzardo in Italia e nelle regioni italiane.
Per gli aspetti psicologici e clinici si rimanda inoltre alla letteratura scientifica sul Disturbo da Gioco d’Azzardo (DSM-5-TR, American Psychiatric Association, 2022) e alle Linee di indirizzo dell’Istituto Superiore di Sanità per la prevenzione e il trattamento delle dipendenze comportamentali.




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