

Madrid, maggio 1966: sessant’anni fa, in una baracca alla periferia di Madrid, nasceva qualcosa che nessuno avrebbe potuto programmare a tavolino. Era il novembre del 1964 quando Kiko Argüello, giovane pittore, lasciò carriera e sicurezze per andare a vivere tra i più poveri, ispirato dalla vita nascosta di Gesù a Nazaret e dall’esempio di san Charles de Foucauld. Attorno a lui che pregava, suonava la chitarra e leggeva la Bibbia, si radunarono zingari, emarginati, persone senza voce. Da quell’incontro nasceva il Cammino Neocatecumenale.
Oggi quella piccola comunità è diventata una realtà presente in 138 Paesi, con oltre 20.350 comunità in circa 1.400 diocesi del mondo — tra cui la nostra Diocesi di Matera-Irsina, dove le comunità neocatecumenali vivono nelle parrocchie del territorio come segno vivo di questa stessa chiamata alla conversione e all’annuncio. Attualmente sono presenti tre comunità, nelle parrocchie di San Pio X (Matera) con circa 120 fratelli, Santa Lucia (Montescaglioso) con circa 30, San Giovanni Bosco (Marconia) con una ventina di fratelli.
Ma cos’è il Cammino?
Il Cammino si propone come una nuova pastorale di evangelizzazione nella parrocchia, che mira a chiamare chi è lontano dalla fede o ha bisogno di viverla in modo più concreto, per far riscoprire la bellezza e la forza del proprio battesimo. Ecco perché ogni anno vengono proposte catechesi riprese dall’itinerario prebattesimale della Chiesa primitiva, attraverso le quali risuona l’annuncio del kerygma: la buona notizia dell’amore di Cristo per ogni uomo. In questo modo si dà la possibilità a chiunque voglia, adulti e giovani, di avvicinarsi alla Fede.
Il Cammino Neocatecumenale è riconosciuto dalla Santa Sede.
Gli Statuti sono stati approvati definitivamente nel 2008,
il “Direttorio catechistico” nel 2010.
Oltre alle catechesi iniziali, i fratelli del Cammino si propongono, dopo una certa tappa del percorso, come aiuto nella parrocchia per la preparazione al battesimo e al matrimonio. Propongono inoltre la nuova iniziativa del post-cresima che mira, con la sinergia tra il parroco e alcune famiglie giovani del Cammino, ad arrestare la fuga dei ragazzi dalle parrocchie. La percentuale dei giovani che rimangono ancorati alla fede grazie a questo progetto è dell’80-90%. L’iniziativa è nata a Roma con il sostegno di Papa Francesco; attualmente è vissuta in 30 parrocchie della capitale e si è diffusa in 27 Paesi del mondo.
Madrid celebra, la Chiesa si rallegra
Sabato 30 maggio, il card. José Cobo Cano, arcivescovo di Madrid, ha presieduto la Messa solenne nella cattedrale di Nostra Signora de La Almudena, con oltre 100 sacerdoti concelebranti. Una celebrazione di gratitudine per sessant’anni di frutto evangelico, che tocca da vicino anche le nostre comunità locali: lo stesso itinerario di riscoperta del Battesimo, lo stesso tripode Parola, Liturgia e Comunità, la stessa esperienza di fraternità vissuta in piccoli gruppi parrocchiali.

La cofondatrice Carmen Hernández: verso la beatificazione
Martedì 2 giugno, presso il Seminario Redemptoris Mater di Madrid, si chiude la fase diocesana della causa di beatificazione di Carmen Hernández Barrera, aperta il 4 dicembre 2022. Il fascicolo passerà ora al Dicastero delle Cause dei Santi per la fase romana.
Carmen — teologa, donna di fede radicale, studiosa del Concilio Vaticano II — fu la co-fondatrice del Cammino insieme a Kiko. Per oltre cinquant’anni lavorò con lui nell’evangelizzazione, dando un contributo determinante alla formazione della comunità cristiana, alla liturgia, alla riscoperta della Pasqua e del rapporto con la Parola di Dio, fino alle radici patristiche ed ebraiche della fede.
Morì il 19 luglio 2016 a Madrid, a 85 anni, dopo una lunga malattia. Da allora oltre 118.000 persone hanno visitato la sua tomba, e le testimonianze di grazie ricevute per la sua intercessione continuano ad arrivare da ogni parte del mondo.

Una storia che ci appartiene: 43 anni di Cammino nella nostra Chiesa locale
Per le comunità neocatecumenali della Diocesi di Matera-Irsina, questo anniversario non è solo una data da ricordare: è un’occasione per ritrovare le proprie radici e rinnovare la propria vocazione missionaria. Lo stesso itinerario vissuto nelle baracche di Madrid si compie oggi nelle nostre parrocchie, nelle famiglie che scelgono di restare o di partire, nei giovani che discernono la propria vita alla luce del Battesimo riscoperto.
Sessant’anni di Cammino testimoniano che il Vangelo non si esaurisce: si trasmette, di comunità in comunità, di generazione in generazione — anche qui, in Basilicata, sulle colline materane, nelle chiese e nelle case dove continua a risuonare la Parola.
Nella Diocesi di Matera-Irsina, le comunità neocatecumenali
sono parte viva del tessuto parrocchiale da decenni
Il cammino a Matera nasce 43 anni fa grazie all’accoglienza di alcuni Catechisti itineranti di Roma da parte di padre Gaetano Cristiano, ai tempi parroco della parrocchia Immacolata in Matera.
In questi anni le comunità hanno dovuto cambiare 7 parrocchie in base alla disponibilità dei parroci all’accoglienza: è spesso difficile, infatti, integrare questa realtà all’interno del tessuto parrocchiale e accettarla nelle sue modalità di attuazione. Questo avviene pur essendo il Cammino riconosciuto dalla Chiesa con gli Statuti approvati definitivamente nel 2008, che prevedono la celebrazione della Parola e dell’Eucarestia in piccole comunità — così come Kiko Argüello riferisce essergli stato chiesto direttamente dalla Vergine Maria —, contesti nei quali vivere in umiltà, semplicità e lode, vedendo nell’altro Cristo.
Allo stesso tempo, in questi anni non sono mancati tanti frutti: nuovi figli e nuove famiglie hanno intrapreso il Cammino, sono nati carismi e vocazioni itineranti (in Turchia, Bulgaria, Grecia e Cina), una famiglia è in missione in Albania, un’altra è impegnata con l’Orchestra Internazionale del Cammino, e si sono formate una vocazione al presbiterato e una alla vita consacrata.







Scrivi un commento