Associazione Maria SS. della Bruna. «La Bruna offre un pranzo ai poveri»: il dipinto di Tony Montemurro diventa realtà in Piazza Duomo

Come nell'acquerello di Tony Montemurro si è realizzata l'iniziativa “La Bruna offre un pranzo ai poveri”, un'occasione di condivisione tra persone fragili, volontari, componenti dell'Associazione Maria SS della Bruna, istituzioni e l'arcivescovo mons. Benoni Ambarus che ha voluto fortemente questo bel momento comunitario

Tutto ha avuto inizio nello scorso mese di ottobre, quando l’Associazione Maria SS. della Bruna ha fatto dono all’arcivescovo dell’acquerello del noto pittore naif materano Tony Montemurro, intitolato proprio “La Bruna offre un pranzo ai poveri”.

“Ma la Bruna ha mai offerto davvero un pasto ai suoi figli?”, aveva domandato allora, tra il curioso e il compiaciuto, mons. Ambarus. Davanti al diniego dei presenti, è scattata la proposta: trasformare l’ispirazione fantasiosa dell’artista in un gesto concreto d’amore. “Solo dopo che l’avrete concretizzata incornicerò questo dipinto”, era stata la promessa del Vescovo.

Una vera e propria sfida lanciata da mons. Ambarus, che – tramite l’Associazione – ha saputo coinvolgere Caritas parrocchiali, Case-famiglia, Unitalsi e tante altre realtà della diocesi in cui abitano i più vulnerabili.

Così, sotto il sole del pomeriggio, sono stati allestiti i tavoli con candide tovaglie, impreziosite da fiori, candele, maxi-forme di pane materano e portachiavi a forma di angeli che suonano la tromba come souvenir per gli ospiti.

Tra i tavoli si respirava un clima straordinario di inclusione: italiani e stranieri, clero e laici, responsabili delle strutture di supporto alle povertà e delle istituzioni — tra cui il vicesindaco —, anziani e bambini, ospiti delle case educative, persone in carrozzella con i loro accompagnatori, e i tanti fratelli e sorelle supportati dalle Caritas parrocchiali.

Molto significativo il momento di silenzio proposto dall’arcivescovo prima del pasto, che ha creato un clima di unione e solennità tra i presenti; una scelta delicata, non una preghiera formale, nel pieno rispetto di un parterre multiculturale e interconfessionale. Il momento si è concluso, per chi avesse voluto, con il “Gloria” e con le parole di gratitudine del Vescovo per chi ha aderito all’invito e per i volontari: “Mi piace pensare che siamo in casa di Maria: è lei che in questo momento ci ospita. Siamo sotto il suo manto tutte le persone ferite dalla vita, dagli scoraggiamenti, dalle sofferenze… tutti coloro che non hanno nessuno su questa terra”.

“Sentiamo la presenza di Maria in mezzo a noi”, ha commentato con emozione anche don Francesco Di Marzio, delegato arcivescovile per la festa della Bruna. E quale immagine ha suscitato questa sua considerazione se non la bellissima icona delle Nozze di Cana, rendendo sacro il momento che è stato in effetti segno tangibile di una comunità capace di accogliere? “Un gesto semplice che rappresenta un cambio di prospettiva”, ancora le parole del delegato.

Una sfida riuscita

Il menu a quattro portate – dalla materanissima cialledda proposta come antipasto insieme a una treccina, alla lasagna al forno, fino al pollo al sugo e alla torta finale -, preparato da diversi operatori materani del settore ristorazione affiancati nel servizio da tanti efficienti volontari, ha soddisfatto tutti i presenti.

Circa 250 i posti a tavola, in una piazza vibrante di vita, in cui passanti e turisti si fermavano incuriositi a osservare l’evento, ammirandone la bellezza al pari dei grandi appuntamenti estivi delle grandi città.

Ad allietare la serata ci ha pensato la musica dal vivo della Fratelli Tutti Band, alternata alla fresca voce del giovanissimo Raffaello.

La Fratelli Tutti Band in azione

Non sono mancati alcuni interventi dell’arcivescovo che, pur nella loro dimensione laica e accogliente, hanno impresso un profondo clima spirituale alla serata. E così, tanto ben di Dio e l’atmosfera di festa e comunione suggerivano la frase biblica: “Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati” (Is 25,6).

A ogni ospite, a fine serata, è stato donato anche un vasetto di miele: il simbolo delle api, laboriose proprio come i volontari e i membri dell’associazione che hanno reso possibile questo miracolo di solidarietà.

Il taglio della torta a fine serata

La festa si è chiusa con un partecipato momento di preghiera – una proposta libera – guidato dall’arcivescovo davanti all’icona della Bruna, suggellato dal tradizionale e toccante canto “Buonanotte a Maria”.

I commensali, uno ad uno, hanno ringraziato il vescovo, che a sua volta non ha smesso di ringraziare loro per la partecipazione.

Una serata di misericordia e di autentico incontro che la diocesi di Matera non dimenticherà facilmente.

La preghiera di ringraziamento all’icona della Bruna

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