
Giornate di preparazione nella preghiera
Giorni di intensa preparazione spirituale alla viglia di un passo così grande ha vissuto presso la comunità dei Padri Gesuiti di Posillipo a Napoli. Se non mancano le incombenze operative alla vigilia dell’ordinazione presbiterale ancor più non possono mancare momenti in cui tutta la comunità sostiene con la preghiera il candidato al presbiterato. Ecco i due momenti in programma:
- oggi, giovedì 6 agosto, alle ore 20, nella parrocchia Stella Maris di Marina di Pisticci: una veglia di preghiera seguita dalla celebrazione eucaristica, con la comunità che ha accompagnato don Domenico in quest’ultimo anno
- domani, venerdì 7 agosto, alle ore 21, nella chiesa di San Rocco in Grottole per una seconda veglia di preghiera con la comunità che ha visto germogliare la vocazione di Domenico al sacerdozio ministeriale.


L’ordinazione presbiterale sarà celebrata sabato 8 agosto, festa di San Domenico di Guzmán, di cui il candidato al sacerdozio porta il nome, alle ore 19 nella Cattedrale “Maria SS. della Bruna” a Matera, per l’imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione di S. E. Rev. mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico.
La liturgia di ordinazione sarà trasmessa anche in diretta streaming sul canale YouTube di Logos-Le ragioni della Verità., per consentire la partecipazione anche a chi non potrà essere presente.
Domenica 9 agosto le prime celebrazioni da presbitero
Domenica 9 agosto sarà la giornata del rendimento di grazie e delle prime Sante Messe presiedute da don Domenico. La prima alle ore 11 nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Grottole, dove nasceva la sua vocazione ministeriale, tra una comunità orgogliosa di avere un altro figlio sacerdote. La seconda alle 19:30, nella chiesa di San Giovanni Bosco a Marconia, dove nell’ultimo anno ha svolto il tirocinio pastorale come collaboratore accanto a mons. Filippo Lombardi e a don Pietro Oliva.

Una chiamata che parte da lontano
La vocazione di don Domenico affonda le radici nella parrocchia dei Santi Luca e Giuliano a Grottole, “formata da gente con una fede semplice e genuina, che mai ha smesso di pregare per le vocazioni. Tanti sono i frutti in tal senso nel cui solco anch’io mi sono inserito: mons. Pietro Amenta, don Massimo Ferraiuolo, don Antonio Polidoro, don Bruno Buonamassa, mons. Rocco Pennacchio, don Nicola Colagrande…”.
Per Domenico la parrocchia è sempre stata come una seconda casa: “Da sempre – testimonia Domenico – ho sentito il bisogno di vivere all’interno di quel contesto. Forse perché il Signore stava già iniziando a mettere, a piantare questo piccolo seme, che poi col tempo, pian piano, è morto ed è cresciuto: il seme della vocazione”.
“Don Arcangelo mi ha fatto innamorare della donazione totale alla Chiesa e a Dio”
Una figura fondamentale nel cammino di Domenico è stata don Arcangelo Rotunno, parroco storico di Grottole, sebbene lì sia stato solo sino al 2000. “Mi ha dato l’esempio – riferisce Domenico – rimandando a Cristo come unico e vero modello. Mi ha fatto innamorare del sacerdozio, della donazione totale alla Chiesa e a Dio. Don Arcangelo, inoltre, mi ha insegnato l’attenzione ai malati e ai sofferenti, un elemento di crescita umana, spirituale e vocazionale. Un aspetto che ho sentito il bisogno di continuare a coltivare poi nell’UNITALSI”.


Ma ad accompagnare la spiritualità del giovane ordinando c’è stata sempre anche una profonda devozione per la Madonna della Bruna. Chi non ricorda Domenico presente in tante celebrazioni in onore della festa della Bruna, ministrante adolescente, e poi giovane seminarista, in prima linea accanto all’allora delegato arcivescovile per i festeggiamenti alla Madonna della Bruna, don Vincenzo Di Lecce, tra l’altro parroco a Grottole ai tempi in cui don Domenico era bambino? E nei giorni di preparazione al diaconato, per suo desiderio, l’effige della Madonna della Bruna giungeva a Grottole in peregrinatio.
Il cammino di formazione
“Iniziavo a maturare l’idea di una vocazione e ne ho parlato prima a mons. Ligorio, poi a mons. Caiazzo, i quali mi hanno invitato a fare quel discernimento in diocesi, con mons. Biagio Colaianni e don Francesco Gallipoli, che mi ha portato all’ingresso, prima all’anno propedeutico e poi al Seminario Interdiocesano di Basilicata a Potenza”.
Dopo il diploma alberghiero e l’anno propedeutico, nel 2019 Domenico ha iniziato il percorso presso il Seminario Interdiocesano di Basilicata a Potenza sotto la guida dei rettori don Angelo Gioia e don Antonio Polidoro.
A questa formazione si sono affiancati due anni di tirocinio nella parrocchia di Sant’Agnese a Matera con don Nino Martino, p. Severino Donadoni e p. Basilio Gavazzeni, seguiti dai ministeri del lettorato (2023), dell’accolitato (2024) e dall’ordinazione diaconale avvenuta il 21 novembre 2025.
L’ultimo anno, abbiamo già sottolineato, è stato invece trascorso tra la comunità di San Giovanni Bosco in Marconia.
Lo scorso 16 luglio, con la declaratio, don Domenico ha confermato la volontà di abbracciare con gioia gli impegni dell’Ordine Sacro.

Il sostegno della fede e la chiarezza della chiamata
“La cosa bella che in questi anni ho sempre sperimentato è stato il sentirmi sostenuto da Dio, nonostante varie prove e difficoltà. Ho sempre sentito, anche nei momenti di profonda solitudine, la presenza di Dio, che mai mi abbandonava: ora con le persone, ora con alcuni gesti della Chiesa, ora nel silenzio della mia preghiera. È questo che mi dà prova della vocazione come chiamata del Signore, non una nostra scelta e basta. Oltre la presenza stabile del Signore, in questo percorso mi sono sentito sempre felice, sempre felice di donare la mia vita interamente al Signore. E questo mi conferma che non era un’autochiamata”.
Rispondiamo alla preghiera di pregare per lui che don Domenico ci rivolge in questo momento, importante per la sua vita e la vita della nostra Chiesa locale.

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