Un verso antico che sembra scritto per un tempo come il nostro. Guerre che appaiono senza soluzione, relazioni sempre più fragili, solitudini amplificate dalle tecnologie, algoritmi capaci di orientare ciò che vediamo e perfino le persone che incontriamo, un’intelligenza artificiale che obbliga a domandarci che cosa distingua davvero l’uomo dalla macchina.

Il Meeting propone di guardare tutto questo a partire da una provocazione: esiste ancora una forza capace di mettere in movimento ciò che sembra bloccato, di riaprire una possibilità dove prevalgono il conflitto e la rassegnazione?
Non dunque l’amore ridotto a sentimento, ma una presenza capace di cambiare il modo di stare davanti alla realtà. Saranno ancora una volta soprattutto storie, testimonianze e incontri a tentare una risposta.
Dal dolore può nascere un’amicizia
È significativo che proprio da una vicenda apparentemente impossibile inizi il Meeting, venerdì 21 agosto. Alle 12 nell’Auditorium Intesa Sanpaolo si incontreranno Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, il sacerdote assassinato nel 2016 nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, e Nassera Kermiche, madre di uno dei due giovani attentatori. Due donne collocate dalla storia su fronti che sembrerebbero inconciliabili e che il dolore ha invece condotto verso una sorprendente amicizia.
L’incontro porta un titolo che potrebbe valere per l’intera edizione: Il dolore, l’amicizia, la speranza.
Nella stessa giornata il Meeting affronterà lavoro, giovani e demografia, libertà religiosa, scuola, impresa e intelligenza artificiale. Alle 19 Sergio Belardinelli ed Eva Illouz dialogheranno su L’amore resiste? La provocazione dell’altro nell’era digitale: la domanda sul titolo del Meeting entrerà così in uno dei luoghi nei quali le relazioni appaiono oggi maggiormente esposte alla mediazione delle piattaforme e degli algoritmi.
Leone XIV al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli
Il momento più atteso arriverà sabato 22 agosto con la visita di Papa Leone XIV, una presenza straordinaria nella storia del Meeting. E’ il secondo Pontefice che fa visita al Meeting dopo lo storico incontro con Giovanni Paolo II nel 1982 durante il quale il Santo Padre lasciò una consegna: “costruite la civiltà della verità e dell’amore“.

Il Pontefice è atteso in Fiera alle 14.45. Attraverserà i padiglioni lungo il percorso predisposto, alle 15.30 incontrerà i bambini e le famiglie del Villaggio Ragazzi e alle 16 terrà il suo intervento nel Grand Auditorium da 10.000 posti. L’intera visita sarà trasmessa in diretta negli spazi della Fiera e sul web. Diretta YouTube della visita di Leone XIV.
Non sarà soltanto la presenza di un ospite d’eccezione. In un’edizione che pone al centro ciò che può ancora attrarre l’uomo e rimetterlo in cammino, l’incontro con il Papa riporta la domanda all’origine stessa dell’esperienza cristiana e alla sua capacità di incidere nella storia.
Testimoni e domande sull’umano
Domenica 23 agosto sarà il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, a presiedere alle 11 la celebrazione eucaristica. Segui la Messa su YouTube.
Alle 13 un incontro dedicato a don Luigi Giussani, con mons. Ennio Apeciti, Davide Prosperi e Alberto Savorana, riproporrà l’attualità della sua proposta educativa e cristiana: Don Giussani, un dono per il presente.
Nel pomeriggio lo stesso Zuppi parteciperà a Una vita che brucia. Il cristianesimo e l’attrattiva dei testimoni, dedicato alle figure di suor Clare Crockett e Madeleine Delbrêl. Due storie molto diverse che pongono la stessa domanda: che cosa rende una vita così intensamente attrattiva da continuare a interrogare chi la incontra?
Una delle domande più contemporanee arriverà in serata, con Paolo Benanti e Andrea Moro nell’incontro Parole, macchine, cervelli: riconoscere ciò che è umano per difenderlo. L’intelligenza artificiale torna così al Meeting non anzitutto come questione tecnica, ma come provocazione antropologica: proprio mentre le macchine sembrano imitare sempre meglio alcune attività dell’uomo, diventa più urgente riconoscere ciò che dell’umano non può essere ridotto al calcolo e all’efficienza.
Amare la Terra Santa
Tra i fili più forti dell’edizione 2026 ci sarà inevitabilmente quello della pace.
Lunedì 24 agosto, alle 12, il Custode di Terra Santa fra Francesco Ielpo e padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza, saranno protagonisti dell’incontro Amare la Terra Santa. Non un’analisi del conflitto dall’esterno, ma la testimonianza di chi continua ad abitare luoghi segnati dalla guerra, accompagnando comunità ferite e cercando ogni giorno ragioni per non consegnarsi all’odio.
Alle 15 il politologo Olivier Roy e il giurista Joseph Weiler affronteranno direttamente la questione politica con una domanda senza facili risposte: Israele-Palestina: esiste un’alternativa al conflitto?.
Nella stessa giornata il cardinale José Tolentino de Mendonça dialogherà sul Cantico dei Cantici, quasi a mostrare le molte declinazioni di quella parola — amore — che attraversa l’intero Meeting: dalla relazione più intima tra le persone fino alla fraternità tra i popoli.
Il perdono e la speranza dentro la guerra
La forza dell’amore verrà messa alla prova dei fatti anche martedì 25 agosto.
Il perdono rende liberi racconterà le storie di Davide Simone Cavallo, rimasto paralizzato dopo essere stato accoltellato durante una rapina, e dell’insegnante Chiara Mocchi, ferita da un suo giovanissimo alunno. Entrambi, pur attraversati dalla violenza, hanno scelto di non consegnare la propria vita all’odio.
Poco dopo, Il risveglio della fede porterà al Meeting un fenomeno che sta interrogando la Francia e più in generale l’Europa secolarizzata: la crescita di adolescenti e adulti che chiedono di ricevere il battesimo.
Alle 15 lo sguardo tornerà sulla guerra con La speranza per l’Ucraina. Yaryna Grusha e mons. Pavlo Honcharuk, vescovo di Kharkiv-Zaporizhzhia, proveranno a rispondere a una domanda radicale: da dove può rinascere la speranza quando la guerra distrugge non soltanto case e città, ma sembra togliere memoria e futuro a un popolo?
Dall’Europa al cielo di Gerusalemme
L’ultima giornata, mercoledì 26 agosto, allargherà nuovamente lo sguardo alla politica internazionale.
Alle 12 la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola interverrà a Europa. Custodire le radici, accelerare il futuro, mettendo insieme le sfide che chiedono decisioni rapide all’Unione e la necessità di non smarrire le radici sulle quali è stata costruita l’esperienza europea.
Alle 13 il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro libanese Youssef Raggi e mons. César Essayan dialogheranno in La speranza da ri-costruire nella terra dei cedri, dedicato al Libano e alla possibilità di una ricostruzione che non sia soltanto materiale.

Ma sarà ancora Gerusalemme a consegnare idealmente una delle ultime parole al Meeting. Alle 19 il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, dialogherà con alcuni giovani nell’incontro Scrutando il cielo di Gerusalemme. In una Terra Santa profondamente segnata dagli anni di guerra, la domanda sarà ancora una volta quella che attraversa l’intera edizione: che cosa permette di restare, di ricominciare e di continuare a sperare?
È difficile immaginare una conclusione più aderente al titolo dell’edizione: alzare gli occhi verso il cielo non per sottrarsi alla terra, ma per poterla guardare diversamente.
Le mostre, un altro modo di incontrare la realtà
Limitarsi ai convegni, tuttavia, significherebbe raccontare solo una parte del Meeting. Da sempre le mostre ne costituiscono uno dei linguaggi più originali: percorsi nei quali storia, arte, letteratura, fede e grandi questioni contemporanee vengono affidate non soltanto alle parole, ma a immagini, documenti, opere e testimonianze.
Anche il programma 2026 attraversa mondi molto diversi. Una mostra dedicata a Søren Kierkegaard, L’amore, la nascita, il silenzio, la gioia, ripercorre l’itinerario del filosofo danese dalla disperazione alla possibilità della fede; a Madeleine Delbrêl è dedicato un percorso sulla mistica che scelse le strade della città come luogo dell’incontro con Dio. Accanto a lei compare suor Clare Crockett con O todo o nada!, mentre Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova riporta alle inquietudini e alla scoperta di Agostino d’Ippona.

Arte e letteratura trovano spazio nell’Ecce Homo di Antonello da Messina, ma anche in due percorsi che parlano a generazioni di lettori: Avrà un potere a lui sconosciuto. Rimanere con Harry fino alla fine, dedicato alla saga di Harry Potter, e A Tale of Love and Fate, sulla storia di Beren e Lúthien narrata da Tolkien.
E poi la storia contemporanea: il Libano, raccontato attraverso bellezza, ferite e speranza; L’abisso e la carezza, a dieci anni dal terremoto del 2016 nell’Italia centrale, dove alla distruzione fanno da contrappunto i gesti di solidarietà, creatività e ricostruzione; fino a Seminare il futuro, che porta lo sguardo sulle sfide che attendono le nuove generazioni.
Il Villaggio Ragazzi e il Book Corner

A questa proposta si affianca il Villaggio Ragazzi, dedicato a bambini, adolescenti e famiglie, con spettacoli, laboratori, giochi e tre percorsi espositivi pensati specificamente per i più piccoli: Ulisse. L’avventura del ritorno, L’Amore in Persona e Il filo delle stelle. Proprio il Villaggio sarà anche una delle tappe della visita di Leone XIV, che sabato 22 agosto alle 15.30 incontrerà bambini e famiglie.

Tornerà anche il Book Corner, lo spazio dedicato ai libri, agli autori e alle loro voci. L’edizione 2026 affiancherà alle tradizionali presentazioni anche letture e podcast, trasformando il libro da semplice oggetto da presentare in occasione di dialogo. Tra gli ospiti annunciati figurano, tra gli altri, Enrico Galiano, Viola Ardone, padre Gabriel Romanelli, José Tolentino de Mendonça e Nello Cristianini.
Ingresso gratuito e un Meeting che si può seguire anche da casa
C’è infine una caratteristica della manifestazione che merita di essere ricordata: l’ingresso al Meeting è gratuito, così come la partecipazione agli incontri e la visita alle mostre, comprese le visite guidate. Gratuiti sono anche i parcheggi messi a disposizione presso la Fiera.

Per l’accesso occorre generare il proprio QR Code gratuito attraverso il sito o l’App Meeting Rimini; incontri e mostre possono essere prenotati fino a esaurimento dei posti disponibili. Alcuni spettacoli serali costituiscono invece un programma separato e possono prevedere un biglietto.
E il Meeting non si esaurisce nei padiglioni di Rimini. Tutti i convegni vengono trasmessi in diretta streaming e rimangono successivamente disponibili on demand, permettendo di seguirli anche a chi non può essere fisicamente in Fiera.

Il programma, le schede degli eventi e i collegamenti sono disponibili attraverso il sito del Meeting e l’App Meeting Rimini; le dirette e le registrazioni sono raccolte anche nella playlist YouTube ufficiale dell’edizione 2026.
Un popolo che si incontra
Forse è proprio mettendo insieme tutte queste dimensioni — gli incontri internazionali e le piccole storie, le mostre e il Villaggio Ragazzi, un libro sfogliato al Book Corner, migliaia di volontari e chi segue da casa davanti a uno schermo — che si comprende meglio quella parola impegnativa scelta per il Meeting 2026.
L’amore di cui parla Dante non evita la complessità della storia. Al contrario, la attraversa. Chiede di verificare se dentro la guerra sia ancora possibile il perdono; se nell’epoca degli algoritmi l’uomo conservi qualcosa di irriducibile; se la politica possa tornare a servire il bene comune; se tra popoli nemici possa riaprirsi uno spazio di incontro; se una ferita possa non trasformarsi necessariamente in un’altra ferita.
Dal 21 al 26 agosto il Meeting proverà ancora una volta a mettere una accanto all’altra persone, storie e domande che normalmente rimangono distanti. Non per dimostrare che il mondo è già riconciliato, ma per verificare se esista davvero qualcosa capace di rimetterlo in movimento.
Quell’«amor che move il sole e l’altre stelle» che Dante riconosce alla fine del suo viaggio e che, forse, continua ancora oggi a muovere uomini e donne dentro la storia.

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