Nel cuore dei Sassi, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo al Sasso Caveoso, Matera ha celebrato sabato 15 agosto la solennità dell’Assunzione di Maria al cielo. A presiedere la solenne Eucaristia è stato il Cardinale Enrico Feroci, che durante il Pontificale ha consacrato il nuovo altare maggiore, al termine dei lavori che hanno interessato la storica chiesa materana.



Una celebrazione che ha unito la devozione mariana alla riscoperta del significato stesso della chiesa e dell’altare. Proprio da qui ha preso le mosse l’omelia del cardinale Feroci, colpito dalla bellezza delle chiese e delle basiliche incontrate a Matera e nel territorio diocesano. Una bellezza che, ha sottolineato, non può essere letta soltanto come espressione artistica o architettonica.
Richiamando l’immagine di una pietra preziosa custodita in uno scrigno, il Cardinale ha indicato nella comunità cristiana il vero tesoro custodito dalle chiese: donne e uomini che si raccolgono per ascoltare la Parola di Dio, vivere la comunione con il Signore e diventare nel territorio segno del suo amore.

Un’immagine che nella festa dell’Assunta ha trovato il suo riferimento immediato in Maria. Nel racconto evangelico della Visitazione, la Vergine porta in sé Gesù e diventa così, ha ricordato Feroci, “Arca dell’Alleanza”, custodia della presenza di Dio. Maria custodisce Cristo e, proprio perché Madre di Cristo, è anche Madre di quanti nel Battesimo sono diventati membra del suo Corpo.
Al centro della celebrazione anche il rito della consacrazione del nuovo altare maggiore.
«Quando guarderemo questo altare – ha spiegato il Cardinale – dobbiamo pensare che quello è Cristo stesso». L’altare non è infatti soltanto un elemento dello spazio liturgico, ma il segno di Cristo che offre se stesso per la salvezza dell’umanità e attorno al quale la comunità viene continuamente radunata.


Dalle pietre di una delle chiese più antiche e belle di Matera è arrivato così un richiamo semplice: custodire il patrimonio significa anzitutto custodire una comunità viva, chiamata a diventare, come Maria, presenza che porta Cristo agli altri.
La celebrazione ha concluso il percorso di fede iniziato nei giorni precedenti tra San Pietro Caveoso e il Santuario di Santa Maria della Palomba. Al termine della celebrazione, la festa è proseguita con la tradizionale processione aux flambeaux in onore della Madonna Assunta. L’effigie della Vergine, accompagnata dalla preghiera dei fedeli e dalla luce delle fiaccole, ha percorso anche via Madonna delle Virtù, attraversando uno degli scenari più suggestivi dei Sassi.





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