Parrocchia Maria SS. Addolorata. Un’intensa decade di festeggiamenti. Don Michele: “Giorni di grande grazia”

È ormai una tradizione consolidata festeggiare la protettrice del quartiere di Serra Venerdì con un settenario che coinvolge l’intera comunità. Ma quest’anno, in cui il rione celebra i suoi 70 anni e la parrocchia ha vissuto l’ammissione al diaconato di uno dei suoi figli, Edo Veronesi, il clima è stato del tutto particolare.
Il presbiterio nella celebrazione di ammissione di Edo Veronesi al diaconato (10/09/2026)

Tante immagini e spunti spirituali rimangono vividi della decade di festeggiamenti conclusasi la sera del 15 settembre con il rientro dell’effigie dell’Addolorata in chiesa, salutata al grido di “Viva Maria!”. “Giorni di grande grazia”: questa la grata sintesi espressa dal parroco, don Michele La Rocca.

Una comunità che condivide i passaggi di vita dei suoi figli: Edo Veronesi ammesso al diaconato

Forti sollecitazioni spirituali sono giunte dal triduo di preparazione all’ammissione agli ordini di Edo Veronesi, apertosi il 7 settembre e anticipando di un giorno la vigilia del settenario: una catechesi tenuta da mons. Pierdomenico Di Candia, Delegato episcopale del Servizio per il Diaconato permanente, e un’altra offerta dal dott. Sergio Di Pede, diacono della diocesi, hanno dischiuso alla comunità il significato di questo ministero, spesso ancora poco conosciuto.

A seguire, la veglia di preghiera presieduta dal parroco don Michele sul tema “All’altare per essere inviati”, momento culminante del percorso scandito dal tema “Chiamati al servizio: dalla parola all’altare, dall’altare ai fratelli”, che ha preparato la solenne ammissione dell’aspirante celebrata il 10 settembre dall’arcivescovo Benoni Ambarus, a cui abbiamo dedicato un servizio a parte.

Una comunità che ricorda le sue origini

Una varietà di spunti non solo spirituali, ma anche profondamente umani, capaci di rinnovare nei residenti il senso di appartenenza alla storia cittadina e alla comunità cristiana originaria – preconciliare! – la cui prima guida fu don Mimì Morelli.

Momento centrale in tal senso è stato quello dell’11 settembre, con la proiezione di immagini storiche – alcune donate nel corso di quest’anno dai parrocchiani “della prima ora” al parroco, altre provenienti dall’archivio Sarra-Bennardi – accompagnate dal commento di don Michele La Rocca e del dott. Domenico Bennardi. Una serata di grande spessore, introdotta dall’arcivescovo e dall’intervento dell’ing. Antonello Pagliuca sul valore urbanistico e sociale della piazza, con particolare riferimento a piazza Nitti. Si tratta di un secondo appuntamento dopo quello di maggio scorso, in attesa di una terza tappa alla chiusura di quest’anniversario particolare.

Il riadattamento delle feste tradizionali dei Sassi – dal Carnevale alla Crapiata, dai falò di San Giuseppe alla festa della Bruna, indicata dai serravenerdiresi come la ricorrenza cardine –, gli incontri lungo viale Europa – il “corso”, teatro di semplici ritrovi tra amici e di scintille scoccate foriere di amori eterni –, gli scatti nella canonica di don Mimì Morelli, i volti giovani di allora riconosciuti con emozione tra i presenti, le edizioni della Festa dell’Unità. Tutto questo ha testimoniato lo scorrere delle immagini e ha raccontato un autentico “cambiamento d’epoca”.

Come ha ricordato Domenico Bennardi illustrando una mappa aerofotogrammetrica dell’epoca, a Santa Venarìa (o Santa Parasceve) era anticamente dedicata una chiesetta legata al culto del Venerdì Santo, che dava il nome all’intera area rurale su cui sorse poi Serra Venerdì. Non poteva dunque esserci intitolazione più naturale se non all’Addolorata per la nuova chiesa parrocchiale!

Una serata che ha tanto affascinato i presenti che se ne riporta il video integrale.

Una comunità che cammina oggi nella storia

Della comunità viva e festosa di oggi ha parlato la serata del 12 settembre: un mite sabato di fine estate allietato da panini con salsiccia, buon vino e l’animazione di Lady Fox, conclusosi con l’estrazione della lotteria parrocchiale.

Di una comunità in carne ed ossa, partecipe dei momenti lieti e tristi nonché delle tappe di vita dei suoi figli, hanno dato testimonianza gli appuntamenti dedicati alla benedizione di studenti e docenti (8 settembre), la consegna delle borse di studio ai ragazzi più meritevoli nel ricordo di Valentina Paolicelli, giovane della parrocchia prematuramente scomparsa (13 settembre), e l’unzione degli infermi conferita la sera del 9 settembre. Infine, il 15 settembre, a conclusione della celebrazione solenne, è stato affidato all’Addolorata il nuovo anno pastorale e sono stati benedetti gli operatori parrocchiali.

Il conferimento della borsa di studio “Valentina Paolicelli” (13/09/2026)

“Maria Addolorata, madre e custode di Serra Venerdì”, tema guida di quest’anno, ha trovato la sua massima espressione nella processione per le vie del rione la sera del 15 settembre: tra chi si affacciava dai balconi e chi si univa al corteo, la comunità ha rinnovato l’impegno dell’evangelizzazione “uscendo”, scendendo per le strade.

Una comunità che celebra

Come ha ricordato don Stefano Casamassima nella prima delle celebrazioni da lui presiedute, “è dall’altare che scaturisce il ministero diaconale e qualsiasi altro servizio”. E la parrocchia ha risposto con una partecipazione corale e matura, suggellata dal plauso che il parroco ha rivolto al coro parrocchiale per aver animato ogni momento liturgico.

Un percorso guidato dalla Parola del giorno, spezzata di volta in volta da mons. Pierdomenico Di Candia, dall’arcivescovo Benoni, da don Nicola Balzano, dal parroco don Michele e, per quattro serate, da don Stefano Casamassima.

Parola agganciata sia con la dimensione del servizio – in particolare nella liturgia di ammissione di Edo al diaconato (10/09) – sia sulla figura di Maria come maestra del soffrire, specialmente nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce, in cui don Stefano ha sottolineato che “pur non capendo cosa stesse succedendo nella sua vita, Maria si è fidata di Dio, a tal punto da trovare la forza di rimanere sotto la croce con il Figlio morente”.

Maria resta “colei che si è fidata della Parola anche nei momenti più bui, maestra per noi nel mettere al centro il Vangelo” e modello nel passaggio cruciale “dall’essere credenti all’essere credibili”.

Don Michele ha suggellato un legame tra la Vergine Addolorata e gli abitanti del rione: “Anche le famiglie di Serra Venerdì hanno vissuto sentimenti simili a quelli della Vergine: il ritrovarsi in uno stato di vita del tutto nuovo, sospesi tra la gioia incontenibile di una casa moderna e il dolore dello sradicamento dagli affetti più profondi lasciati nei Sassi”.

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