Nasce ad Olbia il 24 settembre 1956, e già a sei anni annuncia il destino che lo attende: vuole andare fra i Watussi. Sarà un’infanzia inquieta, segnata da una vocazione precoce e ostinata, che lo porterà prima fra i Benedettini Olivetani del Santuario di Picciano, in Basilicata, e poi — dopo aver lasciato il monastero al termine del ginnasio — lungo un percorso tutt’altro che lineare.
La tappa successiva è la scuola alberghiera, seguita da un trasferimento in Inghilterra per lavorare e imparare le lingue: ne impara tre. Ma la vita mondana non lo soddisfa. La chiamata alla vita consacrata si fa strada, e Davide rientra in Italia. A Napoli consegue la maturità magistrale nel 1979; nello stesso periodo viene inviato a New York per il noviziato. Dopo un anno in varie città americane, nel 1980 torna a Napoli per studiare filosofia e dedicarsi al volontariato. Nel 1982 è a Roma per gli studi teologici: qui pronuncia i voti perpetui.
Decide di diventare infermiere in vista della vocazione missionaria, che si concretizza nel 1988 con la partenza per il Madagascar.
Tra i Betsileo e i Sakalava: dispensari, scuole, pozzi
La prima destinazione è Ambasitra, negli altipiani centrali, terra dei Betsileo — considerati la tribù più cattolica del Paese. Impara il malgascio e opera in un dispensario tenuto da suore di un ordine siciliano.
Si sposta poi sulla costa ovest, nella regione del Menabè, dove resterà sedici anni. Costruisce due dispensari — uno per la Diocesi, l’altro per i carcerati — e un terzo a quarantaquattro chilometri dalla città, in un campo di lavori forzati. Accanto alla cura dei corpi, l’istruzione: fonda una scuola per oltre cento bambine senza scolarizzazione, costruisce la casa per la maestra e scava un pozzo di acqua potabile per debellare le gravi infezioni da bilharziosi e ameba. Pianta centinaia di alberi da frutto, per integrare una dieta ridotta spesso a un solo alimento e combattere le malattie da monoalimentazione.


Per comunicare con la popolazione locale impara il sakalava, il dialetto dell’omonima tribù. Per ridurre i costi dei farmaci — che deve ordinare soprattutto in Germania — si specializza in agopuntura, studiando tra Madagascar, Francia e Cina.
Oltre ai dispensari, costruisce più di cinquanta case per famiglie, scuole e chiese, in piena foresta o nelle risaie.
L’incidente, il ritorno, la rinascita
Nel 2004 un grave tentativo di rapina — i bagagli, lo sfondamento dell’acetabolo — cambia tutto. Ricoverato a Tananarive, gli vengono applicate delle viti che provocano la necrosi della testa femorale. Viene trasferito a Roma per le cure. Non può più fare l’infermiere: sceglie l’insegnamento.
Assegnato a Fird-Dauphiri, nell’estremo sud del Madagascar, insegna per un anno. Parte poi per l’isola della Reunion, in attesa che venga completato il Liceo negli altipiani centrali: nel cortile pianta alberi da frutto che diventeranno la merenda degli studenti. Quando la scuola di Antsirabe è pronta, vi insegna per tredici anni, occupandosi anche di adozioni a distanza — un impegno che porta avanti dal 1989 a oggi.


Con l’arrivo del Covid l’insegnamento si interrompe. Si ritira tra i frati trappisti per tre anni, finché una caduta rompe la protesi dell’anca destra: terzo intervento chirurgico, ancora a Roma.

Il progetto nel cassetto e una spirulina per la Diocesi
Oggi viaggia per il mondo in cerca di aiuti per le sue iniziative missionarie. Lo reclamano nelle Filippine, per insegnare in università e nei seminari, ma lui ha un progetto in fieri che non vuole ancora svelare.

Cristiano vero, prima della fede offre il pane, ricordano i testimoni. Con un amico francese ha impiantato un’industria di spirulina, un’alga ricchissima di nutrienti, per integrare la dieta di quelle popolazioni. La sua vendita è diventata la principale entrata della Diocesi.
Resta molto da fare, soprattutto sul piano culturale. Lo ricorda un video girato sul posto: la decapitazione pubblica, con il machete, di un debitore per opera del suo creditore. Nel terzo mondo, ammonisce chi scrive, serve una profonda presa di coscienza, prima ancora degli aiuti materiali.


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