GrEst 2026 | 1^ parte. “Bella Fra”: così Francesco ha contagiato i ragazzi di tutta Italia

“Bella Fra” è stato il filo conduttore dell’estate appena conclusa per migliaia di ragazzi, nei GrEst (Gruppi Estivi) di tutta Italia, trovando terreno fertile anche nelle parrocchie della nostra diocesi. Un percorso educativo e di animazione ispirato all’ottavo centenario del transito di san Francesco d’Assisi, capace di unire valori e divertimento. Attraverso le testimonianze di tre comunità diocesane — Pisticci, Metaponto e Montalbano Jonico —, ripercorriamo le esperienze che hanno reso speciale l’estate dei nostri giovani. Nei prossimi giorni daremo spazio in un altro servizio ad altre storie di comunità che hanno vissuto il loro GrEst su tracce diverse.
Il GrEst a Montalbano Jonico

Se “Bella” è un’espressione di saluto diffusa a Roma e in altre zone d’Italia, “Fra” rimanda a Francesco, e a “fratello”: nello slang giovanile, “Bella Fra” è un modo informale per salutarsi che richiama quell’anelito di fratellanza universale iscritto nel cuore di ogni creatura. E, come ha commentato don Antonio Di Leo, parroco di Cristo Re a Pisticci, con questo GrEst «Francesco è diventato nostro fratello, come tutti i santi che sono nostri modelli e intercessori nell’incontro con Gesù».

A Pisticci: quindici intensi pomeriggi in preparazione alla festa di Cristo Re

Quanta vita c’è nella piazza di Cristo Re a Pisticci e negli ambienti parrocchiali adiacenti: tutto intorno, ad annunciare il clima di festa, ecco le luminarie, i camion dei paninari, uno stendardo “Evviva Cristo Re” e un altro con la scritta“Benvenuti al Grest”!

«Per questa parrocchia il GrEst è ormai una tradizione consolidata», riferisce don Antonio. «Devo ringraziare il mio amato predecessore, don Leonardo Selvaggi, che ha sempre creduto in questa esperienza e nell’importanza di educare ragazzi che si prendessero cura di altri ragazzi, non soltanto nel periodo estivo ma lungo tutto l’inverno con l’ACR e le attività d’oratorio».

C’erano quaranta animatori per 120 bimbi

Quindici pomeriggi di preparazione alla festa di Cristo Re, celebrata ogni anno la seconda domenica di luglio, hanno visto 40 animatori e 120 fanciulli tra i 5 e i 10 anni divertirsi e scoprire la figura del Santo di Assisi, formandosi alla luce della sua spiritualità: «Abbiamo inaugurato il GrEst con un pellegrinaggio alla chiesa di Sant’Antonio, il nostro punto di riferimento francescano a Pisticci, compiendo una vera e propria marcia giubilare».

Il pomeriggio tipo: un momento di preghiera – «vissuto in maniera briosa», sottolinea il parroco –, i giochi a squadre e la cosiddetta storia: «Abbiamo raccontato la vita di san Francesco e i bambini hanno interiorizzato sia le preghiere sia i momenti cardine della sua storia».

«Annunciate il Vangelo con la vita e, se necessario, anche con le parole»: è la massima che si legge sulle magliette predisposte da don Antonio per sé, per gli animatori e per i piccoli partecipanti. È una delle citazioni più celebri che la storia ha attribuito al Poverello d’Assisi, rivolta ai suoi confratelli quando, al rientro da una giornata “missionaria” ne colse il disorientamento perché non avevano predicato nel modo da loro atteso. «Una frase molto impegnativa – ribadisce don Antonio – che richiama il valore primario della testimonianza cristiana: amare fino in fondo, dimostrando che in questi insegnamenti non solo crediamo, ma li traduciamo in vita quotidiana».

Il GrEst: antidoto all’isolamento

Per il parroco, il frutto più prezioso del GrEst resta l’incontro: «Stare insieme favorisce sempre la crescita, pur a fronte di stanchezze o momenti di attrito; è un’esperienza da anteporre con convinzione a qualsiasi forma di isolamento». Un orientamento condiviso dalle famiglie, che considerano il centro estivo un prezioso antidoto alla sedentarietà digitale e una sana palestra di socializzazione. Molti genitori hanno detto di aver iscritto i propri figli proprio per trasmettere loro quelle medesime pagine gioiose di vita oratoriana sperimentate durante la propria infanzia.

Animatori di scuola superiore: si auspica che tornino giovani di età maggiore

Giochi d’acqua e balli di gruppo le attività preferite sia dai bambini sia dagli animatori: studenti delle scuole superiori questi ultimi, per la stragrande maggioranza ragazze, che si sono messi in gioco con serietà al punto da dire che “impegno” è stata la parola che meglio ha tradotto questa esperienza. E proprio il tenore dell’impegno le ha soddisfatte così che molte hanno dichiarato sin d’ora che presteranno questo servizio da capo il prossimo anno.

Un bilancio positivo anche per don Antonio, il quale però auspica il coinvolgimento di giovani d’età maggiore, più autonomi nella gestione dei gruppi, più maturi, “seppure questi adolescenti si siano comportati bene e l’esperienza rimane un’opportunità maturazione e una concreta scuola di gratuità ecclesiale”.

La testimonianza di Arturo Mariani

Il coronamento del GrEst è stato la bella sera del 10 luglio: dopo la celebrazione eucaristica di ringraziamento presieduta da don Antonio, piazza Cristo Re ha accolto con entusiasmo la testimonianza di Arturo Mariani. Romano, classe ’93, atleta della Nazionale Italiana Calcio Amputati, mental coach, scrittore e speaker motivazionale, Mariani ha saputo trasmettere una straordinaria carica umana e spirituale, presentandosi letteralmente come un testimone “in gamba”, seppur privo di una gamba dal ventre materno.

Dato il valore riconosciuto del suo intervento, ne proponiamo la registrazione integrale a questo link.

A lui è stato inoltre affidato il compito di premiare le squadre vincenti del GrEst 2026– con la vittoria andata alla squadra verde – e di conferire il Premio “Simpatia”, riconoscimento istituito da qualche anno a memoria di un giovane della comunità parrocchiale prematuramente scomparso.

Impressioni, testimonianze, riflessioni raccolte da piccoli e grandi al termine del GrEst svoltosi a Pisticci sono raccolte nel video che conclude la prima sezione di questo servizio.

Metaponto: il debutto di sette giovanissimi animatori

Anche la comunità parrocchiale di San Leone Magno in Metaponto ha vissuto un’esperienza di grande valore educativo e spirituale attraverso il GrEst, aderendo al tema nazionale “BellaFra”.

Attraverso laboratori a tema, giochi di squadra e momenti di riflessione, il percorso ha proposto ai ragazzi i grandi valori lasciati in eredità dal Santo: la cura e la scoperta del creato, la letizia, l’amore per gli animali, l’amicizia e la fratellanza. I giochi e le dinamiche di gruppo diventano così uno strumento fondamentale per rafforzare lo spirito di squadra e formare il carattere dei giovani partecipanti.

Nonostante la nostra sia ormai una piccola realtà parrocchiale, l’estate porta con sé un prezioso e vivace ripopolamento. Tra la trentina di bambini e ragazzi che hanno affollato ogni giorno i nostri locali, molti sono figli di ex parrocchiani emigrati per lavoro che, tornando a Metaponto per le vacanze, desiderano far vivere ai propri figli le stesse esperienze formative della loro infanzia.

A guidare questa bella realtà c’è stato un affiatato gruppo di dieci animatori, tra cui ben sette giovanissimi alla loro prima esperienza sul campo. Il loro entusiasmo e il loro impegno spontaneo sono la linfa vitale che ci permette di portare avanti un’attività educativa imprescindibile.

L’obiettivo va sempre ben oltre il semplice intrattenimento estivo: desideriamo mantenere viva e unita la nostra comunità, mostrando come il Vangelo possa essere calato nella quotidianità e testimoniato concretamente attraverso la vita dei santi.

Montalbano Jonico: una settimana nel segno di San Francesco nella Parrocchia San Rocco

Una settimana di gioia, condivisione e crescita spirituale ha animato la comunità, coinvolgendo oltre 300 partecipanti nel ricordo dell’ottocentenario del Poverello d’Assisi.

Una settimana all’insegna della più bella gioventù, è stata quella vissuta a Montalbano Jonico, dal 19 al 25 luglio, grazie al tradizionale appuntamento con il GrEst che, quest’anno, ha fatto battere il cuore della comunità a un ritmo speciale.

Il tema trainante è stato infatti San Francesco d’Assisi, una scelta meditata e fortemente voluta dai giovani educatori. L’ispirazione nasce da una ricorrenza solenne: l’ottocentesimo anniversario della morte del Santo, di cui tutta la Chiesa fa memoria proprio in questo anno.

Da qui il desiderio di far conoscere e approfondire a bambini e giovanissimi la vita, il coraggio e la missione di uno dei giganti della fede.

Un richiamo moderno per valori senza tempo

Sotto il titolo provocatorio ed entusiasta “Bella Fra!”, l’evento ha declinato in chiave moderna l’eredità francescana. Attraverso intense attività teatrali, accompagnate da narrazioni profonde, i piccoli partecipanti hanno potuto comprendere i valori cardine dell’umiltà e del servizio a Dio, da vivere concretamente attraverso l’amore verso i poveri e i fragili che si incontrano sul proprio cammino. Francesco è stato raccontato per quello che era: un giovane coraggioso, capace di “disobbedire” alle logiche materiali del padre Pietro, ricco mercante di stoffe, per spendere la vita intera seguendo la volontà del Padre celeste. Un modello dirompente che, a distanza di ben 800 anni, conserva intatta la sua forza rivoluzionaria e continua a parlare dritto al cuore delle nuove generazioni.

Il messaggio di San Francesco ai giovani di oggi

Se oggi San Francesco avesse potuto camminare tra i ragazzi del Grest di Montalbano, avrebbe parlato loro con la stessa urgenza di allora. Il suo messaggio ai giovani non è un invito alla rinuncia triste, ma alla vera libertà. Francesco direbbe ai ragazzi:

Non abbiate paura di andare controcorrente. Non lasciatevi imprigionare dalle ricchezze effimere o dall’apparenza. La vera gioia non si compra, si dona.

Abbiate il coraggio di spogliarvi dell’egoismo per rivestirvi di fraternità. Guardate il mondo con stupore, custodite il Creato e, soprattutto, cercate il volto di Dio negli ultimi, perché è lì che si trova la perfetta letizia.

È questo lo spirito che ha trasformato ogni giornata in un laboratorio di vita: dopo la rappresentazione delle scene più significative della vita del Santo e la meditazione nei gruppi, lo spazio si è aperto a tantissimi giochi a gara che hanno reso il Grest un vero e proprio festival del divertimento a cielo aperto.

Una tradizione che si rinnova

Il Grest a Montalbano affonda le sue radici in una storia comunitaria solida. Arrivato moltissimi anni fa, mosse i primi passi nella Parrocchia di Santa Maria delle Grazie, per l’intuizione di don Vincenzo Sozzo e, soprattutto, grazie al polso e al cuore di Suor Luciana, dell’ordine delle Dorotee. Successivamente, con l’arrivo di don Massimo Ferraiuolo, l’esperienza è stata trasferita e custodita nella Parrocchia di San Rocco, dove si è tenuta con straordinario successo anche in questa edizione.

I numeri di quest’anno descrivono un trionfo educativo: iscritti, oltre duecentocinquanta tra bambini e ragazzi, delle primaria e della secondaria di primo grado, guidati e protetti da una squadra di più di 50 educatori, capaci di unire l’energia dei più giovani alla saggezza degli adulti.

La festa finale

Il cammino, durato una settimana, è iniziato ufficialmente domenica 19 luglio con la celebrazione della Santa Messa, momento in cui la comunità ha pregato per gli educatori impartendo loro la benedizione per il servizio che si apprestavano a vivere. Il cerchio si è chiuso sabato 25 luglio nel piazzale, don Luigi Ziella, antistante la chiesa di San Rocco. Sotto il cielo estivo, la celebrazione della Santa Messa finale e la benedizione dei ragazzi e delle famiglie, accorse numerosissime sia durante le giornate sia nelle serate di animazione, hanno suggellato un’esperienza che rimarrà impressa a lungo nella memoria e nei cuori di tutta Montalbano.

E ora con queste belle esperienze alle spalle possiamo riprendere con ritmo deciso e guidati dalla preghiera le attività del nuovo anno pastorale.

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