
Mentre in tante parti del mondo Halloween diventa occasione per celebrare mostri, zombie e figure legate all’immaginario della paura e della morte, la Parrocchia S. Vincenzo de’ Paoli, insieme al gruppo «A Scuola di Amore» e all’associazione «Cuori Puri», ha scelto di proporre un pomeriggio dal significato profondamente diverso: un’esperienza di preghiera di riparazione, intercessione e testimonianza.
Il titolo dell’incontro, «… Ma liberaci dal male», riprende una delle invocazioni più significative del Padre Nostro e richiama una domanda che attraversa la vita di ogni uomo: come affrontare il male, come riconoscerlo ma anche dal Maligno.
La parola “male” assume il significato duplice del male che promette felicità momentanee e del male che ogni giorno riempie i nostri telegiornali.
Al centro dell’evento la testimonianza di Ania Golędzinowska, che – insieme a don Antonio Mattatelli, esorcista di Matera-Irsina e Tricarico – ha raccontato una storia di sofferenza, caduta, conversione e rinascita. Una vicenda personale complessa, segnata da esperienze dolorose, ma anche dalla scoperta di un amore capace di restituire dignità e speranza.
Ania si trova al centro tra il male subito di un infanzia difficile e provata, un male travestito di bene ma che si rivela una vuota felicità, e il male subito a causa della sua conversione fino all’ossessione e alla possessione.
La sua storia affonda le radici in un’infanzia difficile, vissuta in una Polonia segnata da un periodo storico e sociale particolarmente complesso. Una famiglia fragile, la separazione dei genitori, l’abbandono del padre, l’alcolismo e le difficoltà della madre nel far fronte alle vicende della vita. A tutto questo si aggiungono esperienze di violenza fisica e sessuale che hanno lasciato ferite profonde nella sua giovane esistenza.
La partenza per l’Italia, che avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di una nuova vita, si trasforma in un drammatico inganno. Ania finisce in un ambiente di sfruttamento e prostituzione, dove subisce ulteriori violenze. Riesce poi a fuggire e, apparentemente, a ricostruirsi una vita.
Entra nel mondo dello spettacolo, fatto di frequentazioni mondane, sfilate, viaggi, feste, amori occasionali fino ad assumere droga. Una vita che, vista dall’esterno, sembra promettere successo, divertimento e libertà.

Eppure, dietro quella facciata scintillante, si nasconde un vuoto. Sebbene le esperienze si moltiplichino e le occasioni non manchino, il cuore continua a cercare qualcosa che non riesce a trovare. È la contraddizione di una felicità apparente, che promette tutto ma non riesce a riempire l’anima e che lei sottolinea con la frase di sant’ Agostino: “Il nostro cuore non ha pace finché non riposa in Te”.
È proprio in questo momento che comincia a maturare una svolta: attraverso l’incontro con un editore, che le propone di raccontare la sua storia sofferta e la invita ad andare a Medjugorje.
Sebbene contraria a questo tipo di esperienza, Ania accetta solo per vedere pubblicato il suo libro e si trova in contatto con una realtà nuova: quella di un Amore che non possiede, non sfrutta e non abbandona. Scopre l’amore di Dio, un Padre che continua a cercare i propri figli anche quando questi si sono allontanati e di una Madre pronta a soccorrere i suoi figli.
La conversione diventa una scelta concreta, fatta anche di rinunce. Tra queste, la decisione di rifiutare un’offerta economica di 20.000 euro per posare nuda su una rivista. Una scelta che testimonia il desiderio di non svendere quella dignità che, attraverso il suo cammino di fede, aveva finalmente riscoperto.
Segue un periodo di circa due anni trascorso in un convento di suore, durante il quale approfondisce la propria relazione con Dio e riscopre il valore della preghiera, della purezza e della consacrazione della propria vita. Nasce così l’Associazione «Cuori Puri», con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’amore autentico, della castità e della preparazione a vivere la propria vocazione secondo il progetto di Dio.
Ma il cammino di Ania non si conclude con la conversione. La sua testimonianza affronta anche il tema della sofferenza spirituale e della sua esperienza personale legata alla possessione demoniaca. Ania racconta momenti di profonda difficoltà, crisi e sofferenza, fino alla decisione di ricoverarsi volontariamente in una struttura psichiatrica, nella consapevolezza di aver bisogno di protezione e aiuto.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati, insieme a don Antonio numerosi temi: il matrimonio come vocazione e alleanza, il valore della vita e il dramma dell’aborto, la purezza come libertà e rispetto della persona, il fenomeno di Halloween e il significato cristiano della solennità di Tutti i Santi, in particolare in relazione all’intercessione dei santi e alla comunione con quanti ci hanno preceduto nella fede.
Al termine dell’incontro, Ania ha ribadito che il male non ha l’ultima parola e che Cristo è il vincitore del peccato e della morte.


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